Antonio Cassano samurai tra le lenzuola: parola di Rosaria Cannavò

Antonio Cassano nei ricordi della sua ex Rosaria Cannavò: una furia scatenata tra le lenzuola. Talento fuori e dentro il campo di gioco.

Rosaria Cannavò (Instagram)
Rosaria Cannavò (Instagram)

 

Antonio Cassano da Bari Vecchia pesava 95 chili quando arrivò al Real Madrid di Capello. Correva l’anno 2006, sembra passata una vita.

Dopo gli splendori ma anche le intemperanze di Roma, Fantantonio fu convinto dalle Merengues ad accettare la Liga. Doveva, poteva essere l’occasione della vita. Per un calciatore di valore assoluto, che con i piedi poteva fare ciò che voleva del pallone, sempre e comunque.

Antonio Cassano. Un amore appena nato con Rosaria

In quell’estate del 2006, le immagini della tv ritrassero Cassano in procinto di partire per la Spagna per la sua prima avventura all’estero. All’aeroporto a tenerlo stretto stretto, sotto braccio, c’era una innamoratissima siciliana, di un anno più piccola di lui, avvenente e sbarazzina. Lei era Rosaria Cannavò. Aveva 23 anni e sognava: sognava i goal di Cassano al Bernabeu, sognava la sicurezza economica di una vita agiata, sognava chissà una famiglia.

Le delusioni spagnole e la separazione

Cassano però, dopo pochi mesi, complici i problemi di ambientamento, il caratteraccio, le liti con Capello, la rispedì a casa. Fu la fine di un amore che doveva durare una vita. Ma non era lei la donna di Fantantonio: nel suo destino c’era Carolina, colei che gli diede equilibrio e seppe tenerlo a bada. Ancora oggi la sua fedele compagna capace di domarlo.

I ricordi…tra le lenzuola

Rosaria, recente concorrente all’Isola dei Famosi, ed ex anche di Panucci, un divorzio alle spalle con l’imprenditore Andrea Berti e un nuovo amore con Francesco Casagrande, fisioterapista, ricorda i furori con Antonio, tra l’Italia e la Spagna.

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“Cassano? Non posso parlarne male. Gli amori finiscono, i ricordi non ce li toglie nessuno. A letto Antonio mostrava il talento del campo? Altro che, un samurai. I primi mesi di Madrid furono speciali, non smettevamo di fare sesso. Eravamo giovani, impetuosi, volevamo prendere la vita a morsi. Antonio ci sapeva davvero fare…”