Aston Martin, l’agghiacciante accusa che arriva da un ex dipendente

Come se non bastassero le polemiche con Red Bull, l’Aston Martin si è vista recapitare nelle ultime ore delle accuse davvero molto dure.

Doveva essere l’anno del riscatto, quello che doveva realmente rilanciare le ambizioni di un team che, quando si chiamava Racing Point, era arrivato a pensare addirittura di avvicinarsi al top. E ci era anche andato vicino, vincendo qualche gara. Poi l’acquisizione da parte di Aston Martin, marchio famoso nel mondo automobilistico, le promesse di un futuro ancora più roseo che finora non sono state mantenute, tutt’altro. Ad oggi la scuderia infatti naviga nella zona medio bassa della classifica di F1, non riuscendo veramente a tirare fuori il potenziale da una vettura che sembra non essere nata bene.

L'Aston Martin F1 (ANSA)
L’Aston Martin F1 (ANSA)

Ad oggi il miglior risultato è un sesto posto di Sebastian Vettel a Baku, con il tedesco che in più di una occasione è sembrato il lontano parente di quello ammirato fino a qualche anno fa in Ferrari. Diverse le occasioni in cui le due Aston Martin hanno mancato addirittura il passaggio in Q2, risolvendo però in parte la situazione la domenica, segno che la vettura non ha assolutamente la prestazione pura ma punta sulla sua costanza durante la gara. Un problema non da poco, visto che dietro a Red Bull e Ferrari al momento c’è un bel “mischione” con quasi tutto il resto dei team a giocarsela ogni volta per la top ten.

Come se non bastasse poi ha già vissuto momenti ad alta tensione anche fuori dalla pista, con le polemiche nate già a inizio anno con la Red Bull, che ha accusato il team rivale di aver in parte copiato il proprio progetto. Un’accusa che parte da lontano, visto che per aumentare il proprio potenziale, Aston Martin ha reclutato personale da molti dei team di F1 e si è persino assicurata la firma del suo nuovo capo aerodinamico Dan Fallows, con un passato importante proprio in Red Bull. Una questione addirittura finita in tribunale e risoltasi in favore del tecnico. Ma non è stato l’unico proveniente da Milton Keynes, tanto che proprio questo ha fatto sorgere i dubbi di un passaggio di dati da un team all’altro.

Aston Martin e le accuse di razzismo (e non solo)

Per il team però non finisce qui. Infatti nelle ultime ore a Sky News è arrivata l’incredibile rivelazione da parte di un ex dipendente, Aidan Louw, che ha lavorato come appaltatore di agenzie a breve termine fornendo servizi a uno dei fornitori di Aston Martin. “Prima ancora di entrare nel mio ambiente di lavoro, mi è stato detto ‘guarda se hai un problema con il modo in cui parliamo qui, è il solo come parliamo’”, ha premesso, raccontando gli episodi di razzismo che ha subìto.

Sono passati dal chiamarmi da brownie a darkie, non mi chiamavano Aidy, o qualcosa del genere. Mi chiamavano n****. Fu verso la fine della durata del contratto che avevo finalmente elaborato ciò che stava accadendo”, ha confessato. Insomma un ambiente tutt’altro che amichevole. Ma non è finita lì. Infatti ha subìto anche abusi omofobici. “Ho rivelato a qualcuno che avevo un ragazzo durante la mia adolescenza e basta, ma n quella frazione di secondo tutto è cambiato“, ha spiegato.

Non appena hanno scoperto quel frammento di informazioni, hanno cercato di aggredirmi per distruggermi come uomo, come individuo e come essere umano“, ha confessato. La risposta di Aston Martin però a queste accuse non si è fatta attendere. In una nota firmata dal team, si è tentato di spiegare che il suo contratto con la squadra è stato risolto a causa di una combinazione di fattori tra cui scarse prestazioni e “scarso cronometraggio”.

“Aston Martin Racing e il suo fornitore applicano una politica di tolleranza zero nei confronti del razzismo, dell’omofobia e di tutti i tipi di discriminazione – si legge nella nota -. Ci occupiamo seriamente di qualsiasi accusa di questo comportamento inaccettabile, incluso un’indagine approfondita su tali affermazioni e sanzioni per qualsiasi individuo che non rispetti i nostri standard. In questo caso, il denunciante è stato giustamente creduto, le sue denunce sono state immediatamente seguite e sono state imposte sanzioni adeguate in linea con la nostra politica di tolleranza zero.

Poi si aggiunge: “Siamo in trattative con lui”. Ed è emerso che “le persone coinvolte non lavorano più per il fornitore di Aston Martin F1 e non hanno alcun legame con l’Aston Martin F1. L’intero episodio è molto triste, ma sono state intraprese le azioni giuste, come ci si aspetterebbe da un’azienda responsabile e diligente come l’Aston Martin”.