Disastro Ferrari: ecco i motivi della strana strategia in Ungheria

La Ferrari si affossa del tutto a Budapest e saluta le flebili speranze di vittoria di Mondiale, con il muretto che deve fare mea culpa.

Sfumano del tutto i sogni di gloria di una Ferrari che non riesce in alcun modo a rispondere alla Red Bull e alle sue difficoltà del sabato, dando così la possibilità alla Scuderia dell’Energy Drink di ridersela di gusto e ottenere una vittoria che di fatto consegna definitivamente il titolo Mondiale.

Ferrari (Ansa Foto)
Ansa Foto

E anche quest’anno il titolo Mondiale per la Ferrari rimarrà un miraggio, con un regalo grande come una casa che è stato fatto ancora una volta a Max Verstappen che lo scarta, ringrazia e se porta in cameretta il secondo titolo della carriera, ormai manca solo la matematica.

A Le Castellet Leclerc ha sbagliato e si è preso tutte le colpe possibili e immaginabili, con il monegasco che in Ungheria era arrivato carico e pieno di voglia di riprendersi e di mettere in mostra tutte le proprie qualità, con la sua prestazione che è stata maiuscola.

Il sorpasso ai danni di George Russell è un grande capolavoro del ragazzo del Principato, con lui che ha tessuto la sua tela giro dopo giro prima di scagliare il colpo decisivo con una favolosa staccata che gli ha garantito così di volare al primo posto.

A quel punto è arrivato un meraviglioso allungo che lo stava portando senza problemi verso la vittoria, poi è arrivato il cambio gomme di Verstappen che ha potuto riutilizzare altre gomme gialle, essendo partito all’inizio con le rosse alla ricerca di una rimonta fin da subito e da lì è scattato il blackout.

La Ferrari aveva già usato le due gomme gialle e dunque era costretta a utilizzare una nuova mescola e a quel punto diventava fondamentale non sbagliare la scelta, perché da un lato avrebbero potuto rispondere subito con le bianche, ma le prestazioni di queste gomme sulla Alpine erano disastrose, mentre dall’altra si doveva aspettare ancora qualche tornata e poi usare le rosse.

La seconda opzione era sulla carta quella vincente, nonostante il Cavallino avrebbe dovuto utilizzare quelle delle qualifiche, ma purtroppo la scelta è ricaduta sulle bianche che si sono rivelate un disastro su tutta la linea.

Il disastro della Ferrari: perché era evitabile l’errore

L’utilizzo delle bianche avrebbe potuto avere un senso se la giornata fosse stata serena, nonostante anche nelle prove libere i test avevano fatto vedere come questi pneumatici soffrissero e non poco il tracciato, ma il problema è derivato dal clima.

La pioggia vera e costante non è mai arrivata, ma non si può negare il fatto che quelle goccioline fastidiose sia per la visiera dei piloti che per l’umidità della pista non se n’è mai realmente andata, per questo motivo le bianche dure non erano assolutamente adatte per queste condizioni.

Ad aggravare ancora di più la posizione del muretto ci hanno pensato i dati arrivati dalla Alpine, con entrambe che hanno montato questo tipo di scocca senza avere risultati soddisfacenti, ma almeno i francesi hanno scelto un’unica sosta.

La Ferrari non solo si è resa conto dell’errore madornale, ma ha peggiorato ancora di più la situazione mettendo le rosse a 13 giri dal termine a Leclerc, probabilmente facendogli perdere un’altra posizione, perché è vero che era molto lento e sicuramente sarebbe stato superato sia da Sainz che da Hamilton, ma con Perez se la sarebbe giocata.

A questo punto sarà molto bello capire come si giustificherà una squadra che ha commesso troppi errori in fase di strategia e quell’abbandono momentaneo di Binotto a 11 giri dal termine non è stato assolutamente un buon segnale dalle parti di Maranello.