F1: quali erano le regole all’inizio, nel 1950? Scopriamole

La F1 festeggia i suoi 72 anni di vita. E tanto è cambiato da quel 1950. Anche se alcune cose sono rimaste le stesse.

Si è celebrato lo scorso weekend il ritorno della F1 in America e in un posto iconico come Miami, che si è rivelato essere uno dei gran premi più glamour del calendario, quasi al pari di Montecarlo. Ma viene da pensare anche che il 13 maggio invece è una data speciale per il Circus. Infatti ricorre il 72° anniversario del primo Gran Premio del Campionato del Mondo, che si disputò a Silverstone. Guardando le immagini di ieri e di oggi, sembra essere passata davvero un’eternità.

Una partenza della F1 negli anni '50 (ANSA)
Una partenza della F1 negli anni ’50 (ANSA)

Purtroppo, con la recente scomparsa di un talento come Tony Brooks, nessuno che ha corso negli anni ’50 è ancora con noi ai giorni nostri. Ma proprio questi anniversari ci fanno pensare a quanto sia diverso questo sport rispetto a quando è nato. Ma in realtà, almeno per certi aspetti, non è così. Anzi.

F1: tutto ciò che è cambiato

Oggi si parla tanto di un calendario troppo fitto, con 24 GP e un impegno per le squadre e i piloti ritenuto eccessivo dagli addetti ai lavori e dai media, tanto che si parla di un calendario dettato esclusivamente dal dio denaro. Ma a guardare bene, nel 1950 è vero che i GP ufficiali in F1 furono solo 7, ma in realtà durante l’anno si disputarono altre 17 gare, anche se non valsero per il campionato. Ciò significa che c’erano già all’epoca 24 gare.

Si parla tanto di regole complesse, di punteggi che cambiano ed è vero. Nella storia diverse volte è cambiato il sistema. Oggi ottengono punti i primi dieci e l’autore del giro più veloce ne ottiene uno in più. Nel 1950 invece quando si trattava di dare i punti non era così semplice. Non bastava infatti finire tra i primi cinque per arrivare a punti. Anzi, non tutti i punteggi erano contati ai fini della classifica finale. Infatti all’epoca se un pilota finiva a punti in ogni gara, solo i suoi migliori quattro risultati contavano per il conteggio generale.

Nel 1950 poi la F1 negli Usa ci andava eccome. Infatti fino al 1960 la 500 Miglia di Indianapolis contava ufficialmente per il Campionato del Mondo. Provò a correrci anche il campione Nino Farina, ma non fu in grado di arrivare negli Usa, così come tanti altri campioni. E pensare che oggi tanti piloti sognano di correre la 500 Miglia. Oggi poi si parla del numero di piloti in pista. Una volta erano di più. Ma nel 1950, proprio a Indy, se ne iscrissero ben 81. Possiamo solo immaginare il caos in pista. Oggi sarebbe praticamente impossibile.

Si dice poi F1 e si dice Ferrari. La Rossa ha fatto la storia del campionato del mondo, perché è sempre stata presente dalla sua prima edizione fino ad oggi, unica scuderia. Ma a dire il vero in quella prima gara la casa di Maranello non c’era. Infatti il fondatore Enzo Ferrari aveva deciso di non inviare nessuna delle sue auto nel Regno Unito in aperta polemica con gli organizzatori per questioni economiche.