F1, taglio netto col passato: ecco la grande novità dal 2030

La F1 sta pensando a implementare il piano che vuole portare alla decarbonizzazione entro il 2030. Ecco le mosse già in corso.

Dopo una settimana di stop, la F1 si prepara a vivere un nuovo GP, stavolta a Silverstone, la patria del Mondiale. Qui nel 1950 si diede vita alla prima gara ufficiale, alla quale però non partecipò la Ferrari per alcuni problemi dovuti ai compensi, con la Rossa che fece il suo esordio solo nell’appuntamento successivo. Oggi il Circus però è alle prese con una rivoluzione dovuta ai nuovi regolamenti, che finora ha dato gli effetti sperati. Dopo anni di spettacolo ridotto all’osso, l’obiettivo di più battaglie in pista è stato raggiunto. Ma non finisce qui.

Foto ufficiale F1
Foto ufficiale F1

Infatti Liberty Media e FIA stanno lavorando per il futuro della F1, a partire dai nuovi regolamenti che dovrebbero permettere l’ingresso di nuovi competitor come Porsche ed Audi. Una trattativa però che sta andando a rilento che che, secondo le ultime notizie, sta spazientendo e non poco le case che vogliono entrare nella competizione. Ma non solo. Infatti si sta pensando ancora a più avanti, con nuovi parametri che dovrebbero cambiare radicalmente la F1 che c’è oggi.

La F1 prova a dare una sterzata all’inquinamento

Ad oggi una delle accuse maggiori che arrivano al Circus è quello di consumare ancora troppo CO2. Il funzionamento dei motori però rappresenta meno dell’uno per cento delle emissioni di CO2 di una stagione. Addirittura una Coppa del Mondo di calcio danneggia l’ambiente come otto-dieci stagioni di Formula 1. E questo forse è un dato che non tutti conoscono. In realtà si è fatto già tanto per l’ambiente, con l’aumento delle benzine bio e l’introduzione di motori ibridi, ma ancora tanto si può fare.

Proprio in questo senso ha presentato un piano nel 2019, che sta implementando anno dopo anno, Net-Zero Carbon by 2030, che dovrebbe portare la F1 ad essere a zero emissioni di carbone entro 8 anni. Secondo gli ultimi dati, circa il 45% delle emissioni è rappresentato dalla logistica, ossia il trasporto di attrezzature delle squadre, dei pneumatici e le attrezzature per il Paddock. Il secondo elemento principale, con quasi il 28%, è il viaggio stesso dei team verso le tappe del Mondiale. Infatti per questi appuntamenti si muovono oltre 1.000 persone ed è uno spostamento importante.

La decarbonizzazione è un must per uno sport che guarda al futuro. Allo stesso tempo, la Formula 1 vuole dare il suo contributo per rendere più verde il settore dei trasporti globali. A tal fine, sta lavorando per il 2026 su un combustibile sostenibile, anche se non si è ancora capito se si punterà su combustibili sintetici o su biocarburanti, magari derivati dai rifiuti. Il tutto però si adatterebbe alle auto da strada.

Si dovranno poi toccare i motori, che già oggi sono molto efficienti ma che devono essere semplificati in futuro, con la possibile eliminazione dell’unità elettrica MGU-H. Comunque i primi test per la nuova benzina ecologica saranno testati in Formula 2 e Formula 3. I team poi si impegneranno a tagliare le emissioni anche in fabbrica. Già oggi le scuderie sono molto meno inquinanti. Basti pensare a quella della Mercedes, che fornisce al sito di Brackley fonti di energia rinnovabili al 100%. E la F1 fa lo stesso nei suoi uffici di Londra. Silverstone, dove si sta arrivando in questo weekend, già lo scorso anno  ha avuto una copertura televisiva completamente a emissioni zero di CO2.

Come detto poi si agirà anche sui viaggi, che contano una fetta importanti di inquinamento. Secondo il programma della F1, saranno ancora rivisti i container che sbarcheranno in aeroporto, inoltre sarà vietata la plastica monouso in pista per favorire il riciclo. E gli stessi contratti con i circuiti cambieranno, prevedendo weekend che siano sempre più sostenibili. Sarà ripensato anche il calendario, per evitare viaggi transoceanici continui, con spostamenti che siano meno lunghi possibili ogni volta. Insomma, la rivoluzione verde passa anche dalla F1.