F1, Red Bull ha un asso nella manica: ecco come sono tornati al top

La Red Bull Racing, dopo anni molto complessi, è riuscita a tornare l’armata invincibile dell’era aurea di Sebastian Vettel. Ecco uno dei segreti più importanti.

Dopo la terza doppietta stagionale, la classifica costruttori vede la squadra austriaca al primo posto con 279 punti, ben 80 punti in più della Ferrari. La Rossa ha dilapidato un vantaggio consistente, non riuscendo a tenere il passo degli avversari negli ultimi due mesi. La Mercedes ora è a 161 punti, soli 38 in meno della Rossa. I DNF della Scuderia hanno condizionato la cavalcata mondiale, mentre gli sviluppi hanno reso la RB18 il vero punto di riferimento in pista e l’affidabilità della W13 sta aiutando Russell ed Hamilton a scalare la classifica.

Red Bull Racing (Ansa Foto)
Red Bull Racing (Ansa Foto)

Charles Leclerc ha lasciato Baku con l’amaro in bocca per l’ennesima occasione gettata al vento. Il monegasco ha raccolto soli 12 punti negli ultimi tre Gran Premi. La Rossa non vince una gara dal 10 aprile scorso e la situazione è degenerata con i ritiri di Barcellona e Baku, oltre ai passaggi a vuoto di Monaco e Imola. Dopo i primi ritiri, la Red Bull Racing si è ricompattata, ritrovando lo smalto dei giorni migliori. La classifica piloti vede Verstappen a quota 150 e Perez a quota 129. Charles Leclerc è scivolato al terzo posto, a 116 punti, soli 17 in più di George Russell.

Sul piano politico gli ultimi anni della F1 hanno visto la sfida tra due pesi massimi, ovvero Toto Wolff e Christian Horner. Mattia Binotto, team principal della Ferrari, a livello comunicativo continua a palesare evidenti lacune nel confronto con i TP rivali. L’ingegnere di Losanna, così come altri elementi della squadra corse, continua a chiedere tempo e spostare i propositi dell’apertura di un ciclo vincente un po’ più in là. A Milton Keynes, invece, ambizioni e obiettivi corrispondono e si traducono con il target di una gloriosa vittoria mondiale.

Lo scorso anno la Red Bull Racing è andata molto vicina a detronizzare la Mercedes. Dopo sette vittorie di fila, a Brackley hanno avuto paura di perdere il mondiale all’ultimo respiro. Alla fine lo ha perso Lewis Hamilton, ma la squadra si è confermata ad Abu Dhabi al top per l’ottavo anno consecutivo. Nonostante la battaglia fino all’ultima curva, la Red Bull Racing ha puntato, fortemente, sul cambio di regolamento, cercando di rischiare una vettura estrema ed unica nel suo genere.

Il segreto al muretto della Red Bull Racing

La squadra austriaca ha tutto per aprire un ciclo vincente. Può vantare l’attuale campione del mondo, uno dei più giovani della storia della F1, un secondo pilota esperto e costante, il migliore progettista della storia della categoria regina del Motorsport, un team principal navigato, un gruppo di meccanici affidabile e un provocatore e scoprire di talenti unico come il dott. Helmut Marko. Nonostante qualche sparata fuori da ogni logica, il manager austriaco riesce sempre ad innervosire la concorrenza, a partire dalla Ferrari.

Il gruppo di tecnici di Milton Keynes continua a sfornare update sensazionali. Il team principal della Scuderia, Mattia Binotto, è rimasto sbalordito dalla velocità con cui gli ingegneri della Red Bull Racing stanno sviluppando la wing car e ha espresso dubbi sul budget cap. Un altro aspetto da non sottovalutare è l’head of strategy della RB. Hannah Schmitz è a capo della strategia della squadra austriaca e, fin qui, non ha sbagliato una mossa. In diretta TV Helmut Marko dopo il trionfo a Monaco di Perez ha dichiarato: “Un enorme complimento alla nostra Hannah, è stata la nostra capo stratega qui“.

In qualità di Principal Strategy Engineer, la Schmitz è diventata un elemento imprescindibile per la squadra. Un esempio per tante donne che vogliono lavorare in F1. In circostanze molto complesse, l’ingegnere meccanico laureata a Cambridge, da 13 anni nel team austriaco, si è rivelata essere un asso. Già nel 2019 aveva fatto vincere il Gran Premio del Brasile a Max Verstappen con una tattica su tre soste, ed era salita sul podio a festeggiare insieme all’olandese.

Il ruolo chiave di Hannah Schmitz

“È un ruolo chiave sedersi al muretto dei box in pista e utilizzare tutti i dati e le informazioni per prendere decisioni sulla strategia di gara – ha dichiarato il team principal Christian Horner a Speedweek – questo è un ruolo chiave”. Hannah Schmitz lavora con Will Courtenay, Head of Race Strategy, e un team di analisti esperti. L’ingegnere si alterna con Will Courtenay al muretto e in factory. Un ruolo che richiede intuizione, esperienza e una capacità analitica fuori dall’ordinario.

Occorre elaborare migliaia di dati e, in tempo reale, prendere una decisione che può essere condizionata da diversi imprevisti. Serve una sensibilità unica, competenza e calma in un ambiente rapido e frenetico come la F1. “Lo trovo incredibilmente eccitante. Ti ecciti quando hai una frazione di secondo per prendere una decisione – ha affermato con serenità Hannah Schmitz – potresti avere 20 secondi, il che non sembra molto, ma in una gara può sembrare una vita seduto lì ad aspettare di vedere se la decisione ha dato i suoi frutti”.

Non è stato facile all’inizio per la Schmitz. “Penso che molte persone inizialmente non credano che tu possa fare il lavoro. Come stratega devi dire a molte persone cosa fare e loro devono ascoltarti. È difficile costruire quella fiducia, e sfortunatamente come donna è stato più difficile. Spero che altre giovani donne che vogliono entrare in questo sport vedano che possono farcela, così vedremo più diversità“, ha ammesso la Principal Strategy Engineer della Red Bull Racing.