I vertici FIA tranquillizzano la Ferrari: ecco cosa è successo

Il campionato di F1 2022 si è aperto all’insegna di un avvincente duello tra Ferrari e Red Bull, ma ci sono dei timori. Ecco la risposta federale. 

Quando il gioco si fa duro, non solo i duri cominciano a giocare, ma ci può scappare pure qualche trucchetto. E la paura del Cavallino è esattamente questa. Ovvero che, pur di primeggiare, i team avversari, nella fattispecie Red Bull e Mercedes, si facciano ritoccare ad hoc dalla Federazione Internazionale il tetto di spesa, così da poter sforare senza problemi e investire maggiori risorse per colmare l’attuale gap.

Charles Leclerc, Ferrari (Ansa Foto)
Charles Leclerc, Ferrari (Ansa Foto)

Un rischio che secondo Nicholas Tombazis non esiste, visto che sarà lui stesso ad impegnarsi nel monitoraggio. Secondo il responsabile tecnico/sportivo della FIA, padre putativo delle monoposto ad effetto suolo, dunque, nessuno potrà fare il furbo.

La FIA assicura la Ferrari che non ci saranno sorprese

Rispondendo alle ansie del boss della Rossa Binotto, l’ingegnere greco ha ribadito che il campionato a cui assisteremo sarà pulito e all’insegna del “vinca il migliore“.

Mattia può stare tranquillo. Stiamo facendo di tutto per tenere la situazione sotto controllo“, la sue parole a La Gazzetta dello Sport. “Abbiamo esperti fiscali che controllano i bilanci e i pezzi che sono montati in macchina per essere sicuri che siano stati fatturati correttamente“.

Pugno di ferro, quindi, e nessuna deroga al budget cap. Nemmeno in casi come quello appena occorso alla Haas con Mick Schumacher, vittima di un incidente che ha provocato danni per un milione di dollari circa.

Se io distruggo la mia macchina, spenderò meno per andare in vacanza“, ha considerato il 53enne annunciando che, a breve, verranno strette ancora di più le maglie sulla questione finanziaria.

Il problema sui fondi a disposizione potrebbe presto riguardare anche il congelamento delle power unit, specialmente se uno dei quattro costruttori dovesse mostrarsi in crisi.

Non c’è interesse a condannare qualcuno a restare indietro“, ha spiegato rivelando come tutte le scuderie si siano accordate sul punto. “Bloccare l’evoluzione dei motori non è stato l’ideale, ma diventava economicamente insostenibile sviluppare in parallelo queste unità e quelle che saranno introdotte nel 2026“.

Di recente Max Verstappen ha elogiato il DRS e come lui Charles Leclerc, entrambi convinti che senza il bottone magico che apre l’ala posteriore le gare sarebbero noiose e prive di azione.

Per l’ex progettista di Maranello sarebbe invece meglio eliminarlo.  “Con auto che producono così tanto carico, oltre all’effetto scia purtroppo non si può fare. Però si possono accorciare le zone d’uso. Non vogliamo più sorpassi facili“, ha concluso.