Hamilton, è tornata la “sindrome” McLaren? Il dato è imbarazzante

Lewis Hamilton è stato battuto ancora una volta da George Russell, palesando delle grandi difficoltà con una monoposto poco competitiva.

Anche in Australia, Lewis Hamilton è stato autore di una prestazione piuttosto anonima. Il sette volte campione del mondo ha concluso in quarta posizione, alle spalle del compagno di squadra George Russell. Va giustamente sottolineato che il nuovo arrivato in casa Mercedes ha approfittato dell’uscita della Safety Car nel momento in cui è andato ad effettuare il pit-stop per scavalcare il connazionale.

Hamilton (ANSA)
Hamilton (ANSA)

Nonostante questo, è comunque un dato di fatto che, per la seconda volta consecutiva dopo l’Arabia Saudita, il giovane abbia preceduto il maestro. La partenza di Lewis era stata strepitosa, dal momento che aveva scavalcato sia la McLaren di Lando Norris che la Red Bull di Sergio Perez salendo in terza posizione.

Hamilton è comunque in palese sofferenza, e continua a lamentarsi di un porpoising che limita le prestazioni della freccia d’argento. Nel finale, il sette volte iridato si era fatto sotto a Russell, ma ha dovuto rinunciare all’attacco a causa delle temperature troppo alte della sua power unit.

Ho avuto problemi di surriscaldamento, ho dovuto alzare il piede e ho dovuto accontentarmi del quarto posto. Non abbiamo fatto un passo avanti, la macchina è la stessa delle ultime due gare, però è un grande risultato per noi, considerando che non abbiamo fatto alcun passo avanti, non ci sono stati aggiornamenti“.

Lewis ora vede Russell salire ad un incredibile secondo posto nel mondiale, mentre lui è quinto a quota 28, dietro anche a Perez e Carlos Sainz oltre all’inarrivabile Charles Leclerc. La banda di Toto Wolff si sta scontrando con una realtà molto dura da accettare, specie dopo anni di dominio totale.

Tuttavia, da Melbourne arriva un’altra notizia positiva oltre al podio. Il team di Brackley non era troppo lontano, a livello di prestazioni, dalla Red Bull, apparsa in netta crisi nel consumo della gomma. La monoposto di Adrian Newey ha dovuto contare sulla propria velocità di punta per consentire a Perez di scavalcare Russell, salvando il bilancio con un buon secondo posto all’arrivo.

Hamilton, tornano i problemi che aveva in McLaren

Ormai abbiamo imparato a conoscerlo: Lewis Hamilton è molto suscettibile dal punto di vista psicologico, e quando le cose non vanno è piuttosto facile che vada in sofferenza, non riuscendo ad estrarre il massimo potenziale dal proprio talento. Un qualcosa del genere accadde anche ai tempi della McLaren, quando aveva di fianco Jenson Button.

Nel 2011, una delle stagioni più difficili per Lewis, il compagno di squadra chiuse al secondo posto nel mondiale, rifilando la bellezza di 43 punti di ritardo al nativo di Stevenage. Ovviamente, è ancora presto per parlare di un Hamilton in caduta libera e che verrà surclassato da George Russell, ma le prime indicazioni non sono di certo positive.

La Mercedes è in grande difficoltà, anche se in Australia si sono visti dei grandi passi avanti rispetto all’Arabia Saudita. Tra Imola e Barcellona arriverà un pacchetto di aggiornamenti, ma Ferrari e Red Bull non staranno di certo a guardare. Il Cavallino non ha ancora dato tutto a livello di power unit, e c’è la sensazione che se le novità dovessero eliminare il porpoising, il gap con gli avversari potrebbe continuare ad aumentare.

La Red Bull ha preso una sonora batosta in quel di Melbourne, con Max Verstappen che è crollato a -46 in classifica da Charles Leclerc. Inoltre, c’è da dire che l’olandese non era mai stato alle spalle in graduatoria generale di Checo, per cui i due grandi protagonisti del mondiale 2021 stanno uscendo ridimensionati da questo inizio di stagione. Da Imola in poi sono attesi ad un pronto riscatto, altrimenti il mondiale sarà un miraggio.