Max Biaggi, il suo ex team manager lo attacca: arriva la dura risposta

Marco Borciani ha parlato della stagione in cui Max Biaggi ha corso per la sua squadra nel Mondiale Superbike: un anno non facile.

Max Biaggi è l’unico italiano ad aver vinto il Mondiale Superbike, cosa che gli è riuscita per due volte. Sia nel 2010 sia nel 2012 si è imposto con l’Aprilia, casa con la quale aveva anche conquistato tre dei suoi quattro titoli nella classe 250.

Max Biaggi (Ansa Foto)
Max Biaggi (Ansa Foto)

Approdando nel campionato delle derivate di serie, il romano ha vissuto una sorta di seconda giovinezza. Non essendoci più spazio per lui in MotoGP, ha saggiamente scelto di cambiare categoria e si è tolto delle grandi soddisfazioni. Ma prima del ritorno in Aprilia, concretizzatosi nel 2009, ha gareggiato per altri due marchi.

L’esordio nel WorldSBK è avvenuto nel 2007 con la Suzuki del team Alstare, vinse la prima gara e arrivo secondo nella successiva. Salì sul podio con abbastanza regolarità, però a fine anno giunse terzo in classifica con 18 punti di ritardo dal campione James Toseland su Honda.

L’anno seguente il Corsaro ha guidato la Ducati 1098R del team privato Sterilgarda Go Eleven, gestito da Marco Borciani. Zero vittorie, ma comunque sette podi e alla fine è il migliore tra i rider che corrono per squadre indipendenti.

Superbike, Borciani critica Biaggi: la risposta di Max

Borciani in un’intervista concessa a Corsedimoto.com ha ricordato come fu l’annata insieme al romano e spende parole parecchio negative: “Ho commesso un grossissimo errore facendo correre Biaggi. La nostra squadra era giovane e Max era impossibile da gestire come personaggio. Era una primadonna e aveva pretese spropositate. Mi sono trovato molto male con lui, è stato un incubo quell’anno”.

L’ex pilota considera pessimo quel 2008 trascorso assieme al sei volte campione del mondo. Non riuscì ad instaurare il feeling che sperava con lui e alla fine arrivò il divorzio, con Biaggi che approdò in Aprilia e scrisse pagine importanti della sua carriera e del Mondiale Superbike.

Max, comunque, non è stato zitto dopo aver saputo delle parole del suo ex team manager. In un lungo post pubblicato sulla sua pagina ufficiale Facebook ha spiegato alcuni retroscena di quell’annata particolare. Aveva firmato un contratto diretto con Ducati e avrebbe dovuto passare nel team ufficiale l’anno successivo. In Australia nel primo test privato provò una moto che era vincente, i tempi erano fantastici. Nel successivo test in Qatar i giri/min del motore vennero abbassati da 11.500 a 11.000 per un presunto problema sugli alberi a camme.

Dopo il doppio podio al debutto Losail, a Phillip Island collezionò due ritiri e un infortunio ma dimostrando di essere competitivo. Al terzo round a Valencia già dalle prove libere avvertì che c’era qualcosa che non andava nella moto, calata a livello prestazionale. Biaggi racconta che il suo capotecnico alla fine dovette ammettere un fatto importante: “L’allora Direttore Generale di Ducati Corse Filippo Preziosi, gli aveva ordinato di inserire una mappa specifica, che toglieva tra i 15 ed i 18 CV su tutto il l’arco di utilizzo”.

Il romano rimase sorpreso, ma c’era una spiegazione dietro quella decisione presa da Preziosi. Se solo un pilota fosse stato davvero forte con la Ducati, ovvero Troy Bayliss, non ci sarebbe stato il rischio che la bicilindrica bolognese venisse penalizzata dal regolamento. Se vince un solo rider, ciò viene imputato alla sua bravura e non alla superiorità del suo mezzo.

Biaggi è netto nel descrivere come diventò la sua 1098R dopo il cambiamento di mappa ordinato da Preziosi: “Un cancello”. E nel post se la prende con Borciani per come si comportò: “Il mio team manager, che avrebbe dovuto difendere gli interessi della sua squadra, dei suoi sponsor ed evitare che la moto di un suo pilota si trasformasse in una stufa, non disse una sola parola! Anzi ancora oggi finge di non conoscere la verità. eppure era anche lui presente a tutti i nostri meeting”.

L’ex pilota è sempre stato zitto sull’argomento in questi anni, ma dopo le dichiarazioni di Borciani ha deciso di vuotare il sacco e dire tutta la verità su cosa avvenne in quel 2008. Sostanzialmente la Ducati gli impedì di essere competitivo al massimo e il team manager si limitò ad accettare gli ordini giunti da Preziosi.

Comunque quello è il passato, oggi Biaggi nel mondo del motociclismo è concentrato sul gestire il suo team Moto3 e svolge anche il ruolo di brand ambassador per Aprilia. Non ha perso la passione per le moto, anche se ora è presente in altra veste.