MotoGP, come diventare un campione: ecco il consiglio dell’esperto

La strada verso la MotoGP è molto in salita, ma se volete cominciare ad addentrarvi nel mondo delle due ruote, questo articolo vi illuminerà il cammino.

Si tratta di un viaggio molto lungo e faticoso che porta i ragazzi a trascorrere tantissimi weekend lontano dalla propria famiglia e dai propri amici. Spesso si sottolineano con un certo disprezzo, frutto dell’invidia, gli stipendi milionari dei centauri della MotoGP. In realtà andrebbe considerato l’intero processo di crescita che comporta una serie impressionante di sacrifici. Anche per questo riescono ad arrivare in alto solo coloro che maturano prestissimo. Il danaro e la bella vita arrivano solo dopo una salita faticosa. Non è detto che con il compimento della maggiore età, un talento abbia ancora voglia di allenarsi tutti i giorni e ad una intensità sempre più alta. La possibilità di arrivare in MotoGP passa prima di tutto da uno stile di vita sano, fatto di sport, alimentazione corretta e una regolarità straordinaria.

MotoGP (Ansa Foto)
MotoGP (Ansa Foto)

Ai piloti non sono concessi eccessi e occorre allenarsi per molte ore, per molti giorni, anche sotto la pioggia, per sviluppare delle skill su ogni superficie. Alla lunga ogni movimento sulla moto diventa più istintivo e naturale. Per vincere delle gare, sin dalle categorie inferiori, occorre avere anche delle ottime tattiche di corsa. Il miglioramento passa dalla pratica, come tante altre attività, ma naturalmente non tutti i giovani sono autodidatti e godono di fondi infiniti. Per questo motivo è sempre meglio rivolgersi a dei professionisti che possono indirizzare la carriera e l’attività in pista di un giovane alle prime armi.

Un altro aspetto che rende molto difficile il mondo delle due ruote è quello del passaggio di classi. Si può essere molto forti in una specifica categoria, ma lo scatto ad esempio dalla Moto3 alla Moto2 e dalla classe di mezzo alla MotoGP, può essere traumatico. Tanti campioni del passato, tra cui Max Biaggi e Daniel Pedrosa, hanno fatto faville nella classe di mezzo, per poi non riuscire a vincere in top class. I piloti sono sempre costretti a migliorarsi e correre dei grossi rischi. Occorre per questo non vivere l’esperienza con il pensiero fisso di potersi procurare un serio problema fisico. Tutti i più grandi centauri della storia si sono infortunati e sono caduti centinaia di volte. Fa parte di un cammino lungo, fatto di imprevisti e non scontato. MotoGP in vendita? Quella di un grane ex campione è finita all’asta.

MotoGP, only the best

Nel mondo ogni giorno si allenano migliaia di piloti, ma solo pochissimi riescono ad arrivare a correre nel Motomondiale. L’élite poi è in grado di issarsi sino alla MotoGP. Prima si comincia a correre in pista e meglio è. Tocca imparare e incamerare un numero impressionante di informazioni. Ci vuole del tempo per adattarsi ed è un processo soggettivo che può richiedere tanti anni. La determinazione rappresenta la chiave per avere successo nel Motorsport. Il primo pensiero non deve essere quello di diventare ricchi e famosi, ma di lottare con sé stessi e con altri giovani per il massimo risultato. Bisogna veramente voler diventare dei piloti professionisti e ciò si traduce, oggi come oggi, nell’essere focalizzati anima e corpo su unico scopo. A tal proposito il 2023 sarà un anno anomalo per la MotoGP: il dato è inquietante.

Negli anni passati era un pizzico più facile e lo ha confessato anche, recentemente, Valentino Rossi. Il nove volte campione del mondo ha dichiarato: “Negli ultimi cinque anni il modo di guidare è cambiato, soprattutto la posizione sulla moto. Ora tutti si sporgono lontano dal pannello ed in avanti, con la testa, le spalle e i gomiti. Dal mio punto di vista è cambiato molto anche il modo in cui affrontiamo le curve e scegliamo le linee, perché con questi mezzi, questi pneumatici e questi freni puoi girare le curve molto più velocemente. Devi guidare in modo differente”. Inoltre, il calendario si è dilatato e tutto è diventato più impegnativo. Se un giovane è totalmente concentrato sulle due ruote, con il giusto talento, può arrivare in alto, ma occorre anche il giusto manager, il giusto timing e una buona dose di fortuna. Sperimentare, inoltre, diverse discipline può aiutare per quanto riguarda il fisico e la tecnica.

Competizioni come la Red Bull Rookies Cup, la British Talent Cup e la Asia Talent Cup, rappresentano il primo vero banco di prova che permette ai giovani di essere notati per siglare magari un accordo per gareggiare in Moto3. Da giovani, inoltre, bisogna essere molto cauti. E’ meglio lavorare con preparatori atletici esperti e che sappiano indirizzare il lavoro del ragazzo. Quest’ultimo non va giudicato solo sulla base di un singolo evento, di una sessione di prova, altrimenti è facile commettere un errore di valutazione. A fare la differenza è il percorso di crescita e le motivazioni sempre al top. Per arrivare in MotoGP e avere una carriera di successo non basta mettere in mostra, nei primi anni in moto nelle categorie minori, un talento superiore agli altri, ma è la costanza a fare la differenza. Altro aspetto fondamentale lo ha rappresentato Peter Ball.

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Il direttore di gara della Racing Steps Foundation, che offre ai giovani piloti britannici l’opportunità di diventare dei professionisti, sul web magazine della Red Bull, ha dichiarato: “Dipende molto da dove vivi. Comunque ogni giovane pilota che abbia l’obiettivo di correre in MotoGP deve sviluppare il proprio talento girando in pista e facendo off-road fin dalla più giovane età. Poi appena possibile andare in Spagna, che è davvero il centro del mondo quando si parla di corse in moto: prima si va là meglio è. In Spagna ci sono diversi campionati in cui si corre principalmente sulle piste dei Gran Premi. Quindi cercare con tutte le proprie forze di partecipare a quelle competizioni, o di essere selezionati per qualcosa come la Red Bull MotoGP Rookies Cup permette di accelerare il percorso verso il Mondiale”.