MotoGP, Yamaha allo sbando: Dovizioso confessa il suo problema

Andrea Dovizioso, rider del team Yamaha Petronas, ha spiegato le ragioni delle scarse performance in sella alla moto giapponese. La squadra è penultima nella classifica dei team.

Il 2022 si è trasformato in una lenta agonia per Andrea Dovizioso. Il centauro di Forlì era partito con tante speranze in vista dell’attuale stagione, la prima completa da quando è rientrato in MotoGP. Il centauro più esperto della top class ha preso il posto di Valentino Rossi in qualità di prima guida del team WithU Yamaha RNF. Dopo averlo affiancato nel finale dello scorso campionato, il Dovi ha ricoperto il complicato ruolo di capitano di un team satellite, sempre più allo sbando. Il nove volte campione del mondo, Valentino Rossi, aveva lanciato l’allarme nella scorsa stagione, non riuscendo per la prima volta in carriera a salire sul podio.

Andrea Dovizioso (Ansa Foto)
Andrea Dovizioso (Ansa Foto)

Affiancato dal rookie sudafricano Darryn Binder, al debutto in MotoGP, Andrea non ha potuto sfoggiare la solita grande costanza di rendimento. Dovizioso è tornato in pista nella scorsa annata, dopo l’annuncio del divorzio dalla Ducati nel 2020. Il titolo costruttori conquistato in coppia con Danilo Petrucci aveva portato il centauro forlivese a prendere una pausa dal Paddock. La casa di Iwata, dopo il passaggio di Morbidelli nel team ufficiale, l’ha voluto fortemente dopo l’esperienza del 2012. Il Dovi aveva lasciato un magnifico ricordo in quell’annata, cogliendo sei podi e concludendo al quarto posto in classifica piloti con ben 218 punti.

In coppia con Cal Crutchlow, l’italiano diede dimostrazione del suo straordinario talento nel team Yamaha Tech 3. Dieci anni più tardi le cose non sono andate come nelle aspettative. In Ducati il Dovi era diventato una bandiera della casa di Borgo Panigale, arrivando in tre occasioni alle spalle di Marc Marquez in classifica piloti. Il romagnolo ha preso parte a sole cinque gare nel 2021, non andando mai oltre la dodicesima posizione. Il pilota ha subito ammesso che lo stile della Desmosedici a cui, oramai, era abituato era totalmente diverso rispetto alle sensazioni ricevute sulla M1. Nella scorsa annata l’ex ducatista ha chiuso con 12 punti e il ventiquattresimo posto in classifica piloti.

I patemi di Andrea Dovizioso

Il campionato 2022 è iniziato in salita con soli tre punti messi a segno in quattro Gran Premi. Dopo la 14° posizione in Qatar, sono seguiti un ritiro, un 20° e un 15° posto ad Austin. In Portogallo, in occasione del quinto round stagionale, il Dovi ha colto il suo miglior risultato, chiudendo la corsa all’undicesimo posto. Dopo quattro gare fuori dalla zona punti, il pilota della Yamaha ha colto due punticini anche in Germania. Inutile girarci intorno, si tratta di un vero disastro. Il team è scivolato al penultimo posto della graduatoria, preceduto solo dal Tech 3 KTM Factory Team. In molti pensano ad un ritiro definitivo del centauro italiano. Le parole rilasciate in questa intervista sono eloquenti!

I risultati continuano a non arrivare, nonostante la grande esperienza del centauro italiano. Darryn Binder ha lo stesso numero di punti del Dovi. Entrambi sono a dieci punti. Entrambi fanno fatica con gli stessi problemi delle gare precedenti: i centauri perdono troppo tempo nelle prime fasi di gare e poi i sorpassi risultano impossibili. “Ho avuto una brutta partenza perché ho perso tutte le posizioni nelle prime tre curve – ha spiegato il Dovi a Speedweek dopo Assen – sono dovuto uscire di pista alla curva 1 perché tutti gli altri erano all’interno della mia traiettoria. Su questo circuito è molto difficile sorpassare all’inizio perché c’è molta confusione tra le singole linee”.

Il trend in sella alla Yamaha M1 è sempre lo stesso. “Sin dallo start della stagione ho avuto problemi all’inizio delle gare perché non riesco a far fermare la moto come vorrei. Non sono in grado di guidare in modo aggressivo per sfruttare il potenziale della moto. In quasi tutte le gare di questa stagione ho perso dodici secondi in cinque giri. Solo perché ero bloccato dietro qualcuno. Ciò è probabilmente dovuto al serbatoio pieno e al traffico. Ma non posso nemmeno sfruttare il potenziale con le gomme nuove in qualifica”. Il trentaseienne è veramente provato dalle difficoltà di questa annata: “I miei tempi a fine gara vanno bene perché la gomma è già molto degradata. Perdo solo troppo davanti. Quando avevo un percorso libero davanti a me, potevo fare 1:33,5 o 1:33,6. Sono riuscito a guadagnare posizioni anche perché alla fine ho superato Bradl e Marini. Purtroppo non abbiamo ottenuto punti”.

Assen è un circuito molto complesso per chiunque. Persino Fabio Quartararo, leader della classifica piloti, ha fatto molta fatica ed è caduto due volte. Per la Yamaha il Gran Premio d’Olanda è stato un disastro assoluto. “In una gara come questa puoi dare il 100 percento di benzina. Non c’è problema. Tuttavia, non sai come sarà la prossima curva prima di entrarci. Che piova o no – ha spiegato Andrea Dovizioso – se sei nelle retrovie è più facile perché di solito un pilota ti mostrerà già se è bagnato. Questa è la cosa buona di guidare nella parte posteriore. Ovviamente devi aggiustare un po’ la tua traiettoria in modo da non dover più guidare sui cordoli”.