Piemonte, sindaci e centrodestra allo scontro per sale giochi e scommesse nel 2024

Il Piemonte è al centro di un vero e proprio scontro tra sindaci di maggioranza ed opposizione: al centro dei temi, quello del Gioco

Roulette (Fonte foto: web)

L’eccezione al ritorno nelle sale Gioco si chiama Piemonte. I sindaci delle città piemontesi infatti, vorrebbero un’ulteriore sospensione delle attività e sono determinati anche a richiedere un vero e proprio disegno di Legge. I protagonisti principali della vicenda, sono il sindaco di Grugliasco, Roberto Montà e quello di Cuneo, Federico Borgna. Il primo è a capo dell’Avviso pubblico, il secondo di Ali-Legautonomie Piemonte.

In questo momento, il loro muro contro muro con la politica nazionale, non è appoggiato dal Consiglio delle autonomie locali, contrario al disegno di Legge che mette la Regione al centro di una norma contro il gioco d’azzardo patologico. Oggi però c’è un ulteriore tema di cui tener conto, non di poca importanza ed è quello del distanziometro.

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Vale a dire, quel provvedimento che non prevede la collocazione di un apparecchio da Gioco, a meno di 300 metri per i Comuni con 5mila o meno abitanti, e 500 metri per chi ne ha di più ed al loro interno vedono i cosiddetti luoghi “sensibili”, quali, scuole, chiese, centri sportivi, ospedali. Al momento, la proposta dei sindaci di fatto, dà importanza soprattutto a questo aspetto. Il centrodestra al contrario, vorrebbe cancellarne la retroattività, tirando fuori almeno tutti coloro che avevano aperto la propria attività prima dell’entrata in vigore della Legge e quindi del 2016.

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Ma non è tutto, la nuova proposta si incentra anche su altre tematiche, e testualmente, si proporrebbe di “salvaguardare le prerogative dei comuni”, a proposito di “limitazioni temporali all’esercizio del gioco e la possibilità di individuare ulteriori luoghi sensibili per ragioni strettamente connesse a viabilità, inquinamento acustico e disturbo della quiete pubblica”. Il centrodestra infine, ha le sue buone motivazioni per preoccuparsi, perché quella che sembrava un’iniziativa di due sindaci su tutti, sta iniziando a raccogliere adesioni all’interno della regione.