Super cashback: ritardi ed incertezza, c’è attesa per la classifica finale

L’iniziativa che avrebbe dovuto cambiare il modo di fare acquisti degli italiani. Naufragata in mille incertezze e troppi dubbi.

PAgamento con Pos (Fonte foto: web)

Stimolare gli acquisti, fare in modo che i cittadini inizino a concepire i pagamenti nella maggior parte dei casi, almeno, con carta di credito o bancomat. All’inizio la cosa sembrava sconosciuta, quasi incomprensibile, poi man mano gli italiani hanno iniziato a ragionare pensando ai benefici. Parliamo del cashback l’iniziativa che di fatto restituisce il 10% dei nostri acquisti con carta di credito o bancomat fino ad un massimo di 150 euro.

Beni e servizi acquistati, pagati con la modalità citata portano a vantaggi finora sconosciuti, la realtà sembra essere questa. Inoltre per i primi 100mila nella classifica generale delle transazioni effettuate un ulteriore bonus da 1500 euro. Il Super cashback, quello che di fatto ha dato vita all’esercito di furbetti pronti a prendere d’assalto distributori di benzina per rifornire la propria auto con 10 euro ma effettuando anche 20 operazioni, furbetti, no?

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Super cashback: la classifica ufficiale attesa per domani 10 luglio

L’attesa è tutta per domani, giornata in cui stando a quanto dichiarato dovrebbe esserci l’ufficializzazione della classifica dei primi 100mila utenti che avranno diritto al bonus da 1500 euro. Tensioni tra i cittadini che non hanno preso bene, in alcuni casi, i ritardi già preannunciati dei pagamenti dei vari rimborsi, che da luglio sono stati spostati come data limite al 30 novembre. Stesso discorso per l’incertezza circa le sorti dell’intero programma.

Congelato per i prossimi sei mesi, forse riattivato per gennaio 2022. Nulla di certo, nulla di concreto, decide il Governo, e per ora è stato deciso che la lotta all’evasione fiscale con la diminuzione del denaro contante in circolazione non si fa con il cashback, lo dicono i dati.

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I cittadini si chiedono il perchè di tanti ritardi ed incertezze. Nel frattempo si attendono i rimborsi, il risultato di sei mesi di condotta più o meno impeccabile. Lo Stato deve pagare, questo pensano i cittadini che inondano i social di proteste. Il Governo saprà cosa fare, per non scontentare quanti hanno seriamente creduto in questa affascinante iniziativa.