F1, perché i piloti sono così nervosi? Verstappen vuota il sacco

Aumentano in F1 i team radio “bollenti” tra piloti e box. Ma a cosa è dovuto? Lo spiegano direttamente Verstappen e gli altri “colleghi”.

Se c’è una cosa che ha modificato e in meglio il regolamento 2022 è lo spettacolo in pista della F1. Le nuove vetture a effetto suolo infatti sembrano decisamente più inclini ai sorpassi rispetto al passato. Una volta era difficile rimanere in scia all’avversario e questo limitava ovviamente solo a pochi punti della pista le possibilità di sopravanzare il proprio rivale. Oggi invece, con la nuova filosofia intrapresa nella progettazione delle vetture, è molto più facile stare dietro e sfruttare la propria chance. Anche se, a dire il vero, non tutti in questo momento però sono soddisfatti. Il motivo? Perché a combattere per la vittoria, oggi come ieri, sono sempre e solo due team. E il tanto sperato livellamento dei valori per ora non si è visto.

Max Verstappen (ANSA)
Max Verstappen (ANSA)

Quello poi che non è cambiato, a dire il vero, è la poca tranquillità dei piloti di F1 in pista. Ma era normale questo, visto che è l’adrenalina a farla da padrone durante il GP. Ma i team radio di quest’anno sembrano aver mostrato un eccesso di nervosismo in griglia che è difficilmente comprensibile.

In quasi tutti i weekend di gara è sempre più facile ascoltare diversi piloti che si lasciano andare via radio a comunicazioni nervose, anche a commenti a dir poco riportabili. Tanto che i “bip” sono ormai all’ordine del giorno. Tra i maggiori protagonisti c’è Yuki Tsunoda, addirittura accusato dal boss Red Bull Helmut Marko di non saper riuscire a controllare le proprie emozioni, tanto da paventare il prossimo ingresso nello staff del giapponese di uno psicologo per risolvere la situazione. Cosa che però sembra non servire a Max Verstappen, anche lui quasi sempre molto nervoso nei suoi collegamenti con il box.

F1, piloti sull’orlo di una crisi di nervi?

E allora come si spiega questo aumento del nervosismo dei piloti di F1? Cosa incide in questo atteggiamento nei confronti del proprio muretto box? E’ solo l’adrenalina a giocare un brutto scherzo a Leclerc, Verstappen e soci? Anche perché in realtà abbiamo casi in cui le comunicazioni sono di tutt’altro tenore, vedi Alonso, o in passato Raikkonen, quasi al limite dello show per le battute regalate ai tifosi.

Kevin Magnussen, che in passato è stato spesso oggetto di momenti di nervosismo via radio, ha confessato a RacingNews365 cosa si prova in quei momenti: “Sento decisamente di essere una persona più emotiva in macchina di quanto non lo sia fuori dall’auto. Penso che sia positivo e logico per diversi motivi. Dipende un po’ dalla situazione: puoi infastidirti, ma anche eccitarti molto”. Mentre Verstappen ha ammesso: “A volte mi arrabbio ancora un po’ alla radio. Succede di più quando qualcosa non va bene, quando qualcosa viene eseguito male o quando ci sono problemi. È anche perché tengo a quello che faccio quel fine settimana”. E anzi, avvisa stampa e tifosi: “Se verrà il giorno in cui non mi arrabbierò più per queste cose, non sarò più interessato a questo sport“.

Mentre Esteban Ocon ha svelato: “Non è facile mantenere la calma in situazioni così calde in macchina. Sai che certi momenti possono essere decisivi in gara. Ho lavorato molto in passato per imparare a gestire la pressione, anche prima di entrare in Formula 1. La cosa più importante è come affrontarla dopo una situazione del genere”. Chi invece ammette che sta cominciando a gestire certe situazioni con meno frenesia è Carlos Sainz Jr: “Devi assicurarti di fare il tuo lavoro, ma ci sono altre volte in cui devi dare alla tua squadra calma e fiducia. Penso che non possa far male essere un po’ troppo euforici alla radio a volte nell’esprimere il tuo punto. E’ una questione di equilibrio. Ricordo i miei primi anni in Formula 1. A volte potevo essere troppo calmo via radio, quindi non esprimevo il mio punto di vista, ma potevo anche reagire in modo esagerato”. Chissà però ora in Ferrari, con la situazione che va sempre più a “scaldarsi”, se riuscirà a mantenere la calma.