Vuoi vincere a poker? Allora devi “puzzare”: ecco l’incredibile regola

C’è un’antica credenza tra i giocatori di poker che suggerisce di andare a giocare con i vestiti sporchi della partita precedente. Per certi versi una pratica un po’ disgustosa, è però interessante andare a vedere da dove nasce questa superstizione.

Poker (AdobeStock)
Poker (AdobeStock)

 

Il mondo del poker, come per altri giochi simili, è da sempre regno di superstizione e scaramanzia. Si va naturalmente dai gesti scaramantici più discreti e che si fermano all’ambito personale, come piccoli oggetti o amuleti da tenere, in tasca, addosso o sul tavolo a modi card guard. I card guard sono dei piccoli oggetti, o anche una fiches in gioco, che è buona abitudine posizionare sopra le nostre carte coperte in modo che il dealer non possa ritirarle per errore pensando siano scartate.

Altre abitudini legate alla scaramanzia passano però certamente meno inosservate. Sorvolando i vari scongiuri e rituali quasi religiosi, pregni di teatralità, che taluni mostrano senza vergogna, c’è un’abitudine che alcuni giocatori non riescono proprio a perdere. Parlo di coloro che sono convinti che se si è fatta una partita o un torneo particolarmente favorevole e fortunato, non si debba lavare i vestiti che si indossavano per non “sciacquare” via la fortuna (e, purtroppo per noi, non solo quella) di cui sono pregni.

Da dove arriva l’usanza dei vestiti sporchi per giocare a poker

Provando a risalire ai primi episodi legati all’usanza di giocare con i vestiti sporchi come rito porta fortuna, ci si rende conto che non è possibile individuare un momento esatto nel quale l’usanza si è diffusa.

Come moltissimi altri riti od oggetti legati al mondo della scaramanzia, anche nel caso dei vestiti sporchi si può far risalire i primi tentativi a semplici bias cognitivi. Parliamo principalmente dell’errore che si compie quando si interpreta una qualsiasi correlazione come se ci fosse causazione. Detto in termini semplici, se quando ad esempio facciamo un appuntamento di lavoro particolarmente soddisfacente, il nostro cervello in maniera quasi automatica andrà a ricercare delle possibili spiegazioni.

Le correlazioni tra oggetti ed eventi sono tra le prime informazioni che l’uomo riesce a elaborare e che hanno addirittura un’origine evolutiva legata alla sopravvivenza.

Saper interpretare il segnale del sole che sparisce per far spazio a nuvoloni scuri, in tempi antichi poteva fare la differenza tra il riuscire a rientrare in tempo al proprio riparo e il restare in balia delle intemperie, spesso pagando con la propria vita o quella dei propri piccoli.

Portato in tempi moderni, nella complessità della vita di oggi, questi meccanismi semplici che stanno alla base di tutta la nostra conoscenza e sviluppo come umanità prima e come civiltà poi, ci conducono dritti dritti nel mondo dei bias dei quali si sta parlando.

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Pensare anche un po’ a chi si ha attorno

Alla luce di quanto detto quindi, è facile capire perché così tante persone siano convinte che usare gli stessi vestiti sporchi di una partita fortunata, possano portar con sé la stessa buona sorte.

Però, concludendo, che tu creda in questo tipo di superstizioni o meno, pensa un po’ a chi hai intorno. Portarsi amuleti o fare rituali strani non dà fastidio a nessuno. Non cambiarsi i vestiti, per quanto possa portar fortuna, non è certo il modo migliore per presentarsi bene al tavolo. Anche perché non è certo la fortuna che serve per essere dei giocatori di poker vincenti.