Bastianini come Bagnaia: ecco perché Enea può davvero crederci

L’inizio di stagione di Bastianini ha sorpreso tutti. E viene subito in mente il 2021 di Bagnaia. Ecco i punti in comune e non tra i due.

La testa del Mondiale dopo quattro gare, ma soprattutto due vittorie, le prime in MotoGP, che fanno sognare. Enea Bastianini ad Austin ha centrato un successo che dimostra quanto non sia un caso che sia lì in alto. Il nuovo talento firmato Carlo Pernat, uno che se ne intende di piloti con la stoffa da campione, sembra finalmente aver trovato l’intesa giusta con la Ducati e nonostante una moto “vecchia” di un anno sta mettendo in pista tutta la sua classe contro una concorrenza, soprattutto all’interno della Rossa, molto agguerrita.

Enea Bastianini (foto Ansa)
Enea Bastianini (foto Ansa)

Un inizio di stagione folgorante quello di Enea, che ora è atteso da pressioni enormi. Ma quello che fa più piacere è vedere che non c’è un solo alfiere italiano in Ducati capace di poter ambire alla vittoria finale.

Bastianini e i punti in comune con Bagnaia

Sono tanti i punti in comune con l’altro asso della Ducati Bagnaia. Innanzitutto la crescita costante con la Rossa, anche se quella di Bastianini in realtà è esplosa prima. E’ bastata solo una stagione al pilota di Rimini per trovare le giuste misure a una moto che, a dire il vero, sembra essere anche in configurazione 2021 la migliore del lotto delle pretendenti.

Già nella sua prima stagione nella classe regina, Enea ha centrato non solo la top ten al primo colpo in Qatar, ma si è ripetuto per ben sei volte, e in due occasioni poi è addirittura salito sul gradino più basso del podio (entrambe a Misano). Già nella parte finale del 2021 ha fatto capire che la crescita era destinata a confermarsi in questo 2022. Certo è che nessuno si aspettava un’esplosione così veloce. Più complicata l’ascesa di Bagnaia, seppur con Ducati diverse. Decisivo però è stato il salto nel team ufficiale, che gli ha permesso di fare quello step di crescita mentale che gli serviva. Cosa che Bastianini sembra già aver fatto, o almeno siamo già a buon punto.

Guardando poi l’andamento delle sue gare vinte, vediamo come il pilota del team Gresini sia nella gestione molto simile a Bagnaia: deciso nel time-attack quanto costante in corsa, dove non si lascia andare a condotte estreme fatte di sorpassi al limite ma a una guida molto ragionata, dove ogni sorpasso è calcolato così come il consumo delle gomme. Con i due italiani non vedremo mai sorpassi duri o al limite ma attacchi portati al momento opportuno, quando sanno di poter poi fare la differenza ed evitare il controsorpasso.

Entrambi poi a questo punto del campionato si trovano in testa (Bastianini oggi, Bagnaia nel 2021). Per Pecco è mancato l’acuto nella prima parte di stagione, con due secondi posti consecutivi a cui ha fatto seguito un momento molto delicato a metà stagione, prima del gran finale che per poco non lo rimetteva in corsa per il Mondiale. Enea invece ha cominciato decisamente meglio e questo fa ben sperare per il proseguimento della stagione. In Europa comincerà il bello, ma anche il momento della verità. E’ da qui in poi che capiremo il suo vero potenziale. E vedremo se il destino dei due sarà diverso o simile nell’andamento. Se la storia cambierà o se si ripeterà.