Clamorosa confessione di Vettel: non crederete alle vostre orecchie

Il pilota dell’Aston Martin, Sebastian Vettel, ha raccontato un episodio inconsueto di quando nel 2017 in Ferrari sfidò Lewis Hamilton.

Sebastian Vettel (Getty Images)
Sebastian Vettel (Getty Images)

Sebastian Vettel è nato il 3 luglio del 1987 e tenete ben a mente questo giorno perché è un dettaglio fondamentale della vicenda, raccontata dal tedesco in un video ufficiale della F1. In un simpatico gioco organizzato con Mick Schumacher, l’attuale driver dell’Aston Martin ha confessato una storia, decisamente, particolare risalente al 2017.

In quella stagione il quattro volte campione del mondo, finalmente, aveva per le mani una Ferrari in grado di lottare per il titolo. L’inizio di stagione di Seb fu strepitoso, mettendo a segno tre vittorie e tre secondi posti nelle prime sei gare. Tutto lasciava presagire che avremmo assistito ad una lotta mondiale fino all’ultima curva tra i due grandi campioni dell’era moderna della F1.

Dopo la sconfitta nel 2016 contro il teammate Nico Rosberg, il fenomeno inglese della Mercedes voleva a tutti i costi tornare sul tetto del mondo. La battaglia tra Lewis e Seb si accese in occasione del GP di d’Azerbaigian 2017. Sulle tortuose curve del tracciato cittadino, in regime di Safety Car, Sebastian Vettel spazientito dai continui rallentamenti di Lewis, rispose con una dura ruotata che gli costò uno stop&go di dieci secondi. Il brake test di Hamilton fu, decisamente, eccessivo e l’inevitabile tamponamento danneggiò l’ala anteriore della Rossa del tedesco. Quella gara avrebbe potuto essere la svolta per il pilota della Ferrari, ma la reazione successiva e la ruotata volontaria al pilota della Mercedes lo portarono a concludere la corsa al quarto posto.

La clamorosa indiscrezione di Sebastian Vettel

L’azione compiuta da Sebastian Vettel fu, aspramente, criticata da Lewis Hamilton al termine del GP. L’asso della Mercedes finì la corsa alle spalle del tedesco, in quinta posizione. Ci fu uno scontro totale tra i due con Hamilton che accusò il pilota della Ferrari di aver tenuto un comportamento non adeguato ad un quattro volte campione del mondo. Ciò che fece infuriare Seb fu l’attribuzione, da parte di Lewis, della colpa del tamponamento proprio al tedesco. Secondo Vettel la responsabilità, invece, era della frenata dell’anglocaraibico e la sua reazione una diretta conseguenza di quella scorrettezza.

Emanuele Pirro, commissario ed ex pilota della McLaren, ritenne entro i limiti la manovra di Hamilton che comandava il gruppo sotto regime di SC, mentre responsabilizzò dell’accaduto Vettel. Presero le parti di Sebastian, invece, l’ex boss del circus Bernie Ecclestone e l’ex campione del mondo Jackie Stewart. Per il fenomeno inglese il comportamento di Lewis fu tutt’altro che corretto.

Sebastian Vettel fu così penalizzato anche con tre punti sulla Superlicenza, ma il caso non si chiuse a Baku. Il 3 luglio 2017 fu convocato a Parigi dalla FIA per discutere un nuovo procedimento disciplinare nei suoi confronti.

I più attenti avranno notato che il compleanno del tedesco ricadde, esattamente, nel giorno della convocazione nella Capitale francese. A distanza di anni l’ex pilota della Ferrari ha confessato di aver festeggiato la notte prima, presentandosi in modo molto “allegro” all’udienza della Federazione. In occasione del suo trentesimo compleanno, Seb aveva alzato il gomito e si era molto divertito nelle ore precedenti la discussione del caso.

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Volevo festeggiare – ha confessato Seb in un video ufficiale della F1era il mio trentesimo compleanno e c’erano molti amici. Abbiamo fatto un grande party, di solito non programmo nulla per il mio compleanno, ma per quello ho fatto un’eccezione, era una occasione speciale. Ero davvero di buon umore, se capisci cosa intendo. Il giorno successivo avevo l’udienza per l’incidente di Baku, quando ho dato una ruotata a Lewis perché ero arrabbiato per il fatto che si fosse fermato”.

Seb si presentò all’udienza su di giri ma per fortuna tutto si concluse per il meglio. Il pilota tedesco testimoniò di aver sbagliato e fu, semplicemente, coinvolto in iniziative per la sicurezza stradale pianificate dalla Federazione.