Le dinastie dei figli d’arte più vincenti della storia della F1

I grandi campioni della F1 dimostrano che il talento è ereditabile e in alcuni casi può anche superare, nettamente, quello dei genitori.

F1 Rosberg (Getty Images)
F1 Rosberg (Getty Images)

Il libro della F1 ci ha regalato delle storie dinastiche che testimoniano quanto la passione per una disciplina possa essere tramandata dai genitori a propri figli. I successi in pista di un padre rappresentano, a volte, uno stimolo per i giovani figli ad emulare le gesta di un genitore campione.

È il caso della famiglia Hill, la prima a riuscire nell’impresa di succedere nell’albo d’oro della F1. Graham Hill è stato il primo e unico pilota nella storia dell’automobilismo ad aggiudicarsi la Triple Crown. L’inglese, in carriera, ha vinto cinque edizioni del GP di Monaco (1963, 1964, 1965, 1968 e 1969), il campionato del mondo di F1 nel 1962 e nel 1968, la 500 Miglia di Indianapolis nel 1966 e la 24 Ore di Le Mans nel 1972. Figlio di una autentica leggenda, Damon Hill, debuttò nella massima categoria del motorsport nel 1992. Nel 1996 sulla Williams FW18 vinse il titolo mondiale, battendo il compagno di squadra Jacques Villeneuve e Michael Schumacher. L’inglese non riuscì a ripetersi come il padre, ma entrò di diritto nella storia delle famiglie più vincenti del motorsport.

Un’altra dinastia storica della F1 è quella dei Villeneuve. Gilles è stato tra i piloti più amati ed osannati dai tifosi della Ferrari. Il canadese nel corso della sua breve carriera fu in grado di esaltare gli spettatori per dei funambolismi unici a cui alternava, però, dei clamorosi schianti in pista. La stampa italiana lo soprannominò “l’Aviatore” per via dei suoi continui incidenti. Nel 1979, nella sua migliore stagione, riuscì ad arrivare secondo in classifica piloti, alle spalle del compagno di squadra Jody Scheckter. Jacques Villeneuve, primogenito di Gilles, riuscì ad ottenere quello che il destino aveva negato a suo padre, vincendo il campionato del mondo nel 1997. Al suo secondo anno in F1 nel team Williams il canadese vinse il duro braccio di ferro con Michael Schumacher.

Le dinastie recenti in F1

L’ultimo successo di un figlio d’arte è quello di Nico Rosberg che ottenne una straordinaria vittoria nel 2016 nel confronto con il campione Hamilton. Suo padre Keke trionfò in F1 sulla Williams nel 1982 in una annata molto particolare. Keke, infatti, riuscì ad aggiudicarsi il campionato del mondo, vincendo in una sola occasione. Nico in Mercedes, 34 anni dopo, fu costretto a sudare sette camicie per imporsi sul talentuoso compagno di squadra anglocaraibico. Dopo aver trionfato, il tedesco decise di ritirarsi dalle corse da campione del mondo.

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Il rookie figlio d’arte di questa stagione è Mick Schumacher. Il discendente del grande Kaiser è solo l’ultimo di una lunga lista di figli d’arte che hanno provato a seguire le orme dei genitori. Per Mick sarebbe già un sogno approdare in Ferrari e come Nico e Damon, aggiudicarsi un titolo mondiale. Stessa ambizione di Max Verstappen, figlio di Jos (ex compagno di squadra di Michael Schumacher), che è in testa al mondiale 2021 e potrebbe realizzare il sogno della famiglia Verstappen. Jos, infatti, ha ottenuto al massimo un decimo posto in graduatoria mondiale. Per Max sarebbe un successo strepitoso nel confronto diretto con il sette volte campione del mondo Lewis Hamilton.