Quanto pagano gli sponsor di F1? Ci sono cifre esorbitanti

La F1, essendo il massimo dell’automobilismo sportivo, attira molti sponsor. Le cifre che essi spendono hanno raggiunto cifre ormai folli.

Il mondiale di F1 ha una notorietà, ovviamente, planetaria. Stiamo parlando della massima serie automobilistica, quella dove è possibile vedere all’opera i migliori piloti del mondo e le monoposto più velocità che ci sono in circolazione. Nessun’altra categoria esistente ha delle prestazioni del genere, ed inoltre si distingue da tutto il resto per via della continua ricerca e sviluppo che viene svolta.

F1 (ANSA)
F1 (ANSA)

Qualche anno fa, le Indycar avevano delle prestazioni che in diversi casi erano simili alle F1, ma sullo sviluppo non potevano tenere il confronto. I livelli di carico aerodamico raggiunti dal Circus hanno davvero superato ogni limite immaginabile, all’interno di un progetto tecnologico che ha avuta una notevole accelerazione negli ultimi due decenni.

Tuttavia, c’è un aspetto di questa categoria che è molto curioso, ma allo stesso tempo poco indagato, quello delle sponsorizzazioni. Le monoposto degli albori del Circus, quelle degli anni Cinquanta, seguivano le tradizioni del motorsport precedente alla seconda guerra mondiale, ovvero venivano schierate in base alle colorazioni associate al loro paese. L’Italia il rosso, la Gran Bretagna il verde, mentre la Mercedes utilizzava l’argento che c’è anche oggi.

La prima vettura ad essere sponsorizzata fu una Cooper nel 1960, che contò sull’appoggio della Yeoman Credit LTD. Da quel momento in poi, con monoposto sempre più tecnologiche ed aumento delle spese, tutte le squadre iniziarono a munirsi di qualche scritta posizionata qua e là sulle proprie livree, sino a diventarne tappezzate.

Il boom iniziò negli anni Settanta, con l’avvento dei tabacchi, che investirono enormemente nella categoria regina del motorsport, garantendo accordi che man mano sarebbero divenuti milionari. Indimenticabile la livrea Marlboro della McLaren, che durò per oltre vent’anni sino al 1996, prima che la Philip Morris passasse alla Ferrari.

Tutto ciò è durato sino al 2007, anno in cui la sponsorizzazione di sigarette è stata messa al bando, e non è un caso che da lì in poi molti costruttori siano spariti o comunque fortemente entrati in crisi. Anche i prodotti alcolici sono stati piuttosto presenti nel motorsport, ma ora è il momento di una grossa novità.

F1, ecco quanto costa la sponsorizzazione

La F1 di oggi è divenuta un business a tutti gli effetti, soprattuto da quando, nel 2016, Liberty Media subentrò a Bernie Ecclestone, pioniere di questo cambiamento di visione rispetto al Circus. Gli accordi stipulati con i circuiti hanno raggiunto cifre pari a 40-50 milioni di dollari all’anno, e la massima formula ha dei rapporti di sponsorizzazione con dei veri e propri colossi come Heineken, Emirates, Aramco, DHL, Crypto ed MSC.

Parlando, invece, dei team nello specifico, esistono diverse categorie di sponsor che vengono applicate sulle livree delle vetture. Tanto per fare un esempio, un main sponsor è quello che appare sulla fiancata della Red Bull di questa stagione, ovvero Oracle, che ora fa parte anche del nome del team e che ha versato nelle casse degli anglo-austriaci qualcosa come 150 milioni di dollari.

I contratti di sponsorizzazione con una squadra di F1 partono da 500 mila euro in su, ma come detto poco fa possono raggiungere delle cifre davvero inimmaginabili. Quelle minori sono poco visibili sulle vetture, mentre quelle di media fascia variano dai 5 ai 30 milioni all’anno e sono messe in mostra in maniera maggiore, viste le ingenti somme che versano per poter guadagnarne grazie al Circus ed alle squadre.

Tornando al discorso delle sponsorizzazioni in sé e per sé, la cultura è del tutto cambiata, ed oggi va molto di moda il Bitcoin. Ad esempio, Red Bull ha stretto un accordo con la Bybit, Aston Martin con Crypto, ma quasi tutte le squadre contano su questa nuova frontiera del business. Ciò che è certo è che nel Circus di oggi gli sponsor sono divenuti insostituibili, e senza di loro nulla sarebbe possibile.

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