Il dramma di Fabio Quagliarella diventa un film: lo struggente racconto

Ieri, la prima del film che racconta la vita di Fabio Quagliarella, l’attaccante che fu stalkerizzato da un poliziotto.

Fabio Quagliarella (Getty Images)
Fabio Quagliarella (Getty Images)

Siamo abituati a vedere i suoi gol stratosferici, da ormai vent’anni, ma abbiamo un po’ dimenticato il suo vero dramma. Allora Fabio Quagliarella, grandissimo attaccante ancora in attività nella Serie A italiana, ha pensato di mettere tutto in un documentario, dove spiega la verità.

Come lui, anche Josip Ilicic segna tantissimo da fuori area, numeri da record, ma le magie le ha sempre mostrate anche l’attaccante di Castellammare. Il documentario, si intitola proprio Quagliarella-The Untold Truth, ovvero “La verità non detta”.

Quagliarella, capiremo tutto nel suo film

E così, dopo la serie su Maradona, arriva anche il film che parla di Quagliarella. Alla presentazione della pellicola a Genova, l’attaccante ha ammesso: “In un primo momento quando mi hanno prospettato l’idea di un documentario ero molto scettico perché non ho avuto la carriera di Totti, Del Piero e altri. Ma ho avuto questa particolarità della mia vita. Faccio fatica a parlarne, aprire di nuovo quella voragine, perché la devi riaprire in quel caso, tu devi snocciolare tutto”. L’attaccante, parla della buia parentesi della sua vita, dove veniva minacciato e ricevuto un trattamento da stalker, da un funzionario di polizia condannato nel 2019.

Conte, Ranieri, Giampaolo, Lippi ed ancora, Leonardo Bonucci, Andrea Pirlo, Lorenzo De Silvestri, Roberto Soriano ed Emiliano Viviano, erano presenti in sala per la prima del film che sarà trasmesso dalla tv indonesiana, Mola tv. Proprio uno di loro, ha parlato ai media del passato di Fabio Quagliarella.

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Lo juventino Bonucci, era all’epoca il compagno di stanza del classe ’83. “Era silenzioso – spiega il difensore campione d’Europa con la Nazionale -. Poi ho capito tanto di quei silenzi. Fabio è un esempio dentro e fuori dal campo. Nei suoi silenzi trasmetteva valori importanti. Ma era anche il primo a ridere e scherzare, compagno di vita e di spogliatoio. Importante anche grazie ai suoi allenamenti contro di me sono migliorato, quando ci incontriamo è un avversario difficile perché non ho di fronte un avversario ma un amico. Questo vecchietto è troppo, troppo forte in tutto”.