Le regole da seguire per non non farsi sbattere fuori dal tavolo

Anche il poker ha le proprie regole scritte e non scritte che i giocatori meglio educati e più rispettosi osservano scrupolosamente: un comportamento che si aspettano di trovare anche negli altri.

galateo e fair play nel poker

Il gioco del poker ha appassionato e appassiona davvero tanti tipi di persona, a partire dal distinto uomo d’affari, al rispettato professionista, fino al ragazzino che cerca di emergere o al mezzo farabutto nostalgico delle partite con i compagni di cella. Quale che sia il player che puoi incontrare, il rispetto delle regole di comportamento, scritte e non scritte, è di grande importanza sotto molti aspetti.

Non è solo per una questione di buona educazione tra le persone, ma anche una questione di mera convenienza individuale. Sappiamo che conoscere e rispettare il galateo a cena o in contesti formali non lo si fa solo per gli altri, ma anche per un vantaggio personale. Ci aiuta a non trovarci in imbarazzo o a lasciare una buona impressione, con tutti i risvolti positivi del caso. Quando stiamo partecipando a una partita, rispettare gli altri giocatori e la casa da gioco può aiutarci allo stesso modo.

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Poker: le regole di comportamento ufficiali

Le case da gioco, nonostante abbiano spesso molto margine per personalizzare il regolamento ufficiale, solitamente pretendono pressocchè tutte il rispetto di alcune basilari regole di comportamento. Vediamo le principali.

Cosa non dire al tavolo, cosa si può dire e come dirlo

Il poker è un gioco che si basa anche sulla discussione e il dialogo, ma non si può parlare liberamente. Tra tutte le regole di comportamento, queste sono probabilmente le più sanzionate. In caso di violazioni del regolamento il floorman può sanzionare il giocatore con dei giri di sospensione (solitamente da 1 a 3, durante i quali il player deve allontanarsi dal tavolo, continuando però a pagare bui e ante e non potendo giocare mani), fino alla squalifica completa dal torneo o il ban dal casinò o dalla sala da gioco nei casi più gravi. Alcune di queste potranno sembrare scontate o banali, ma come in tutte le cose, se qualcuno si è preso la briga di formalizzare dei divieti, è perchè non tutti hanno la sensibilità o il buon senso per arrivarci autonomamente.

  • Lingua utilizzata al tavolo. Nel poker la lingua ufficiale è l’inglese. Di conseguenza il regolamento prevede che al tavolo da gioco si possa conversare esclusivamente in inglese o nella lingua locale del paese ove si svolge l’evento. Se, ad esempio, ci troveremo a partecipare a un torneo in Francia, durante il gioco non ci sarà permesso parlare in italiano neanche con eventuali connazionali con i quali condividiamo il tavolo. Questa regola trova la sua motivazione, oltre a una scontata questione di rispetto che va al di là del gioco, nel fatto che gli altri giocatori, non potendo capire cosa ci si sta dicendo, potrebbero pensare a qualche comportamento scorretto come accordi non consentiti o comunicare la propria mano. Questa regola, soprattutto in contesti molto strutturati, richiede un rispetto davvero rigido.
  • Cosa non si può dire durante il gioco. Il regolamento vieta di mostrare o comunicare la propria mano prima dello showdown, questo per evitare di condizionare in modo fraudolento il gioco. Immaginiamo un caso in cui un giocatore sia in All-in e i player con stack maggiori si scambino informazioni circa la propria mano. Ecco spiegata la ratio dietro questo divieto.
    Non si può neanche fare commenti o dare suggerimenti durante una mano in corso. Oltre a essere vietato da regolamento, è un comportamento estremamente scorretto e, qualora attuato, attirerà certo le ire e le antipatie degli altri giocatori. Soprattutto in un torneo, non è per nulla piacevole avere tre quarti del tavolo che spera di liberarsi di noi il prima possibile.
  • Le nostre comunicazioni al tavolo devono essere udibili da tutti i giocatori.
    Anche qui, oltre la scontata questione di educazione, non è permesso dal regolamento parlare a bassa voce o sussurrare solo ad alcuni giocatori al tavolo. Ciò che si vuole dire, va sempre detto ad alta voce in modo da essere udibile da chiunque. Questo vale anche per eventuali accompagnatori ai quali viene permesso di sedersi dietro al giocatore nei tavoli cash game. Se dobbiamo dire qualcosa di privato a nostra moglie che ci ha accompagnato, bisogna alzarsi e uscire dall’area di gioco. In alternativa parlare con un tono di voce adeguato a non sollevare sospetti.
  • Non usare un linguaggio aggressivo, minaccioso o eccessivamente “sporco”. Per quanto alcuni personaggi siano realmente insopportabili e avrebbero fatto perdere le staffe anche al Mahatma Gandhi, non è permesso insultare o addirittura minacciare altri giocatori. Dovrebbe essere scontato, ma chi ha frequentato per un tempo sufficiente le case da gioco certamente conosce il motivo per il quale è stato opportuno formalizzare regole esplicite in merito.

Comportamenti con carte e chips

Esistono delle norme che regolano anche come tenere le proprie carte e le proprie chips al tavolo.

  • Carte sempre sul tavolo. Non è permesso per nessun motivo portare le proprie carte in qualsiasi altro posto che non sia il tavolo da gioco. Sarà quindi vietato alzare le carte per farle vedere a qualcuno dietro di noi o tenere le carte in mano. Le proprie carte, una volta consultate, vanno lasciate sempre sul tavolo. Devono trovarsi davanti a noi o al nostro stack, meglio se “protette” con un piccolo oggetto o una chips. Proteggere le carte significa banalmente poggiarci sopra qualcosa in modo che non possano essere ritirate per errore dal dealer, che vedendole abbandonate può scambiarle per una mano foldata.
  • Voltare una o entrambe le carte. Un comportamento corretto abbastanza diffuso consiste nel mostrare una o entrambe le proprie carte all’avversario per metterlo in difficoltà o trarlo in inganno, mentre la mano è ancora in corso. Generalmente questo comportamento comporta solo una sanzione di uno o più giri, ma a discrezione del floor man, si può arrivare anche alla squalifica completa da torneo o all’espulsione dal tavolo cash. Una volta terminata la mano chiaramente si può mostrarle e fare commenti.

Le chips

  • Come si tengono le chips al tavolo. Il proprio stack va obbligatoriamente tenuto in ordine in modo da fornire a colpo d’occhio almeno un’idea della dimensione. Questo significa in primis tenee le chips di maggior valore davanti e ben visibili, per non causare scorrette sorprese, e questo è realmente un obbligo rigido. Per il resto andrebbero tenute in pile da 10 o da 20, divise per valore, ma su questo generalmente c’è più libertà, purchè si rispetti quanto sopra.
  • Non toccare altre chips che non siano le proprie.Per nessun motivo è consentito a un giocatore toccare le chips nel piatto, prima dell’assegnazione o addirittura le chips nello stack di un altro giocatore, se non, dopo richiesta del dealer, per posizionare ante e bui di eventuali player assenti al momento.
  • Le chips devono sempre stare ben visibili sul tavolo. Per nessun motivo è consentito portare le proprie chips fuori dal tavolo da gioco. In un torneo le chips dovranno stare sul tavolo dall’inizio alla fine, unica eccezione quando si viene spostati di tavolo. Se ci troviamo a doverci spostare quindi, le chips andranno trasportate esclusivamente negli appositi contenitori, per nessun motivo si può trasportarle in mano o, peggio, in tasca o altro.
    In una partita cash game c’è naturalmente la possibilità di integrare il proprio stack aggiungendo altri gettoni, ma solamente fuori da ogni mano in corso e comunicandolo chiaramente al dealer, cosa che servirà anche ad avvertire gli altri giocatori. Non sarà invece mai consentito rimuovere gettoni dal proprio stack. In una partita cash game i gettoni sul tavolo devono rimanere al loro posto finchè non si abbandona definitivamente la partita.
  • Evitare cambi e lavoro inutile al dealer. Questa non è tanto una regola rigida, quanto un’accortezza di buon senso. Quando si fa azione e si mettono chips in gioco, evitare assolutamente di creare disagi e perdite di tempo consegnando chips di valore eccessivo o che richiedano cambi oltre il necessario. Qualora questo venga fatto ripetutamente e si dia l’impressione di farlo di proposito per fare perdere tempo, si può venire sanzionati.

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Altre scorrettezza e violazioni del regolamento

Vediamo adesso altre violazioni al regolamento che si configurano anche come violazioni del regolamento di gioco

  • Alzarsi dal tavolo. Il potersi alzare o meno dal tavolo dipende dalla situazione circa la mano in corso. Nel momento in cui non si hanno le carte davanti e non si è quindi all’interno di una mano, si può allontanarsi dal tavolo senza problemi. Quando però siamo all’interno di una mano non ci sarà consentito, prima dello showdown o dell’assegnazione del piatto, lasciare il tavolo o comunque alzarsi dalla sedia.
    Inoltre da regolamento, nel momento in cui non si è seduti al proprio posto prima dell’inizio della distribuzione delle carte, la nostra mano sarà considerata foldata e il dealer metterà le carte che ci sarebbero spettate direttamente nel muck.
    Altra accortezza importante, anche nel momento in cui ci viene distribuita una mano e sappiamo che al nostro turno folderemo, non ci si può alzare prima che sia arrivato il nostro turno. Quando avremo passato la mano, allora potremo allontanarci. Ciò serve a non dare informazioni ai giocatori che devono parlare prima di noi influenzando il gioco.
  • Uso del telefono. È quasi sempre consentito l’uso di un telefono quando si è seduti durante una partita. L’unico divieto che vale ovunque riguardo l’uso dello stesso quando si sta svolgendo una mano che ci viene coinvolti. In caso di inosservanza, a discrezione del floorman, la mano può venire squalificata, escludendoci dall’assegnazione del piatto, o nei casi più gravi causare dei giri di sospensione come sanzione.

Regole non scritte

Vediamo ora quelle che non sono propriamente violazione del regolamento, ma costituiscono dei comportamenti che vengono ritenuti il rispettosi e maleducati. Pertanto il consiglio è di evitarli assolutamente a prescindere, anche perché le sanzioni possono venire assegnate non solamente per il rispetto delle regole, ma anche per ripetuto disturbo e comportamento non idoneo in genere.

  • Non fare ciò che chiamano “splash the pot”. Ossia spingere o far cadere le nostre chips troppo vicino o addirittura a ridosso del piatto. Questo può far perdere un’enormità di tempo nel momento in cui non siano più distinguibili e quindi il dealer sia costretto a ricostruire la mano dall’inizio per poter dividere gli importi.
  • Non fare string bet o string raise. Da regolamento l’azione di bet o raise, qualora non venga anticipatamente dichiarato l’importo di queste azioni, richiede che vengano posizionate avanti tutte le chips insieme, con un unico movimento.
    Tolto che quasi sicuramente verrà preso per buono l’importo della primo “mucchietto” di chips spostato, questo comportamento è comunque considerato un tipo di Angle Shooting dal momento che permette di carpire informazioni dalle reazioni avversarie in modo non lecito.
Una string bet di Teddy KGB, interpretato da John Malkovich nel film "Rounders"
La famosa string bet di Teddy KGB, interpretato da John Malkovich nel film “Rounders”
  • Non fare “check in the dark” a sproposito. Non fare assolutamente check al buio o dichiarare altre azioni quando non si è i primi a parlare (poi se fuori da contesti goliardici o amichevoli si evita del tutto, meglio ancora). Fare check al buio, come qualsiasi altra dichiarazione, quando non tocca a noi può essere considerato un tentativo di collusion, il che è forse la scorrettezza più grave che si può fare a un tavolo da poker. Onde evitare inutili sospetti, parliamo solo ed esclusivamente quando è il nostro turno.
  • Non fare slowroll. Lo slowroll, da non confondere con lo slow play, è un’azione scorretta che consiste nel far perdere inutilmente tempo al tavolo. Immaginiamo ad esempio un player che, dopo l’all-in dell’unico avversario nella mano, perde molto tempo a fingere di pensare prima di fare call con il nuts.
    I fini di questo possono essere molteplici, ad esempio attendere l’innalzamento dei bui per mettere alle strette i giocatori con lo stack più piccolo o altro. Ma spesso questa azione viene eseguita semplicemente come forma di scherno o provocazione per far innervosire gli avversari e di certo non descrive il miglior galateo.
  • Non esagerare con i festeggiamenti. Esultare quando si vince una mano importante o inaspettata è più che normale. Esagerare ad esempio alzando eccessivamente la voce, facendo troppo rumore o addirittura battendo le mani o le gambe sul tavolo, può portare a un richiamo da parte del floorman e sicuramente non ci mette in buona luce di fronte alle persone che abbiamo vicino. Cerchiamo di restare civili e rispettosi dell’ambiente in cui ci si trova sia quando si vuole esultare, sia nelle reazioni ad eventuali colpi dolorosi subiti.

Conclusioni: educazione, sempre. Per ogni dubbio ci son dealer e floorman

Queste che abbiamo visto sono i comportamenti che più spesso si osservano con fastidio al tavolo da gioco. Naturalmente non si pretendeva di essere esaustivi, ma possiamo augurarci di aver dato sicuramente qualche dritta utile.
Ricordiamoci anche che, oltre ai comportamenti specifici di cui abbiamo parlato, vigono sempre tutte le norme sociali e legali del luogo e del paese in cui stiamo giocando.
Ultimo suggerimento, il dealer e il floorman sono lì anche e soprattutto per aiutare i giocatori in sala. Per qualsiasi dubbio riguardo cosa è meglio fare o non fare, non farti problemi a chiedere, meglio disturbare un minuto per chiedere un’informazione che rischiare di ritrovarsi in mezzo alle discussioni per qualche scivolone in buona fede.