Ferrari super in Australia: c’è un dato però che fa riflettere tutti

La Ferrari del 2022 è la vettura che fino a oggi sta ottenendo i risultati migliori e il merito è dovuto dal gran lavoro di tutto il Team.

Dopo il grande successo del Bahrain e il secondo posto confermato sia in qualifica che in gara dell’Arabia Saudita, il weekend in Australia parte semplicemente nel miglior modo possibile, dato che Charles Leclerc è in grado di portare la Ferrari in Pole Position permettendo così di sognare in grande e dimostrando come questa monoposto non abbia solamente un grande motore.

Ferrari F1 (Ansa Foto)
Ferrari F1 (Ansa Foto)

Dopo alcune stagioni davvero deludenti è arrivato il grande momento della rivincita per tutti i tifosi ferraristi perché in questa stagione si sta assistendo a un trionfo sensazionale di una Scuderia che ha lavorato molto intensamente in questi anni per poter arrivare il più competitiva possibile all’avvio di questa nuova e rivoluzionaria stagione.

Uno dei punti fondamentali per poter lottare per il vertice è sicuramente avere un motore all’altezza delle migliori, con l’obbiettivo che è stato subito raggiunto riuscendo ad aggiungere quei 20 cavalli che mancavano e che non potevano in alcun modo permette una lotta alla pari con le migliori, ma da solo non basta.

La vettura infatti deve essere bilanciata in ogni suo reparto per non essere solamente forte in rettilineo e perdere nei circuiti misti come può essere quello dell’Australia che è sempre stato una tana della Ferrari solo in gara e mai in qualifica, dato che Lewis Hamilton ha ottenuto la Pole Position in ben sei edizioni consecutive, ma ha spesso dovuto lasciare il passo a Sebastian Vettel in gara.

Dunque la speranza di vedere ancora un super Charles Leclerc anche domani è davvero grandissima e il monegasco è stato però l’unico a tenere alta la bandiera di un motore Ferrari che è sembrato davvero in grandissima difficoltà vedendo i risultati di Alfa Romeo e Haas.

Lasciando perdere il discorso legato a Carlos Sainz, lo spagnolo è stato davvero sfortunatissimo perché non ha avuto modo di vedersi convalidato il super tempo realizzato causa la bandiera rossa derivata dall’incidente del connazionale Fernando Alonso e nell’unica occasione possibile è incappato in un errore in curva che lo ha fatto chiudere solo nono, ma il problema di giornata sono stati Alfa Romeo e Haas.

Kevin Magnussen era stato la grande sorpresa di queste prime due gare eppure in Australia non sta in alcun modo trovando il passo gara, tanto è vero che non è riuscito a lottare nemmeno per poter passare la Q1, realizzando così il peggior risultato stagionale di un motore Ferrari, ma anche dalla Q2 ci sono state poche soddisfazioni.

Mick Schumacher partirà dalla 15esima posizione e anche le Alfa di Zhou e Bottas non sono state in grado di arrivare all’ultimo step delle qualifiche, motivo per cui ci è posti il dubbio se in realtà non ci fosse stato un po’ troppo entusiasmo riguardo al motore della Rossa, ma il motivo è presto spiegato.

La Ferrari vola, mentre Alfa Romeo e Haas crollano: l’aerodinamica fa la differenza

Per poter diventare una Scuderia competitiva e di primo livello in giro per il mondo serve sviluppare tutti i settori della propria monoposto che non può essere in alcun modo lasciata a sé stessa e dove il motore è sicuramente una parte fondamentale per poter sperare di ottenere grandi risultati, ma è appunto solo un elemento.

Per poter infatti arrivare a una vettura che possa essere completa in ogni circuito servono anche tantissimi altri aspetti e uno di questi è l’aerodinamicità e la capacità di poter sfruttare al meglio tutte le diverse condizioni che si presentano nei vari tracciati della F1 di questa entusiasmante stagione.

Non è facile infatti mettersi nei panni di Scuderie che hanno limitato Budget come Alfa Romeo e Haas, ma in molti hanno pensato che questo motore Ferrari potesse bastare per poter risolvere qualsiasi problema, invece si è visto a Melbourne che non può essere l’unico elemento essenziale per poter sperare di ottenere grandi risultati.

Jeddah e Sakhir sono due circuiti estremamente rapidi, molto meno misti e con maggiore possibilità di sfruttare la potenza del motore, ecco allora perché c’è stata la possibilità di vedere Bottas e Magnussen in lotta per grandi e importanti piazzamenti, mentre in Australia sono diventati lampanti e palesi i limiti nella progettazione di queste monoposto.

La Ferrari ha saputo creare probabilmente il DRS più prestazionale di tutti ed è proprio lì che si è visto come la Rossa ha saputo recuperare quei due decimi di secondo che hanno permesso a Leclerc di superare Verstappen e di mettersi in una Pole Position che sembrava davvero impossibile dopo il tempo dell’olandese.

Quello che ha lasciato a bocca aperta è stato inoltre il tempo con il quale Leclerc si è presentato all’ultimo rettilineo prima di poter sprigionare la straordinaria qualità della sua vettura per poter raggiungere in pochissimo tempo una velocità tale da passare il rivale della Red Bull che non si aspettava minimamente di partire da secondo.

Il DRS dunque è l’arma in più di questa Ferrari, oltre a quello di avere un pilota assolutamente geniale come lo è Charles Leclerc, uno di quelli che a tutti gli effetti può essere considerato come un’eccellenza assoluta dell’automobilismo mondiale e in questo momento sono davvero in pochi che possono essere in grado di batterlo in pista.