Silverstone e Red Bull Ring: cosa è cambiato in casa Ferrari?

In Austria la seconda vittoria di fila della Ferrari, che spera di aver invertito il trend negativo cominciato a Imola.

Al Red Bull Ring, in mezzo alla marea arancione di Max Verstappen, è arrivato l’ennesimo segnale che la Ferrari c’è per la lotta al Mondiale. E, nonostante tutte le difficoltà, può davvero dare filo da torcere al campione del mondo, che fino a un paio di settimane fa sembrava lanciato verso il secondo titolo consecutivo. Una Rossa che però, in terra austriaca, ha mostrato il meglio ma anche il peggio di sè, ma che può comunque ben sperare per il futuro, merito di una F1-75 che si è confermata vettura duttile, capace ormai di adattarsi a ogni tipologia di circuito. E questo è un particolare da non sottovalutare.

La Ferrari nel GP d'Austria (ANSA)
La Ferrari nel GP d’Austria (ANSA)

E pensare che sul circuito di Spielberg le premesse per la casa di Maranello erano tutt’altro che positive. Nonostante le dichiarazioni di facciata, la Ferrari era attesa da un weekend non sulla difensiva ma comunque non troppo esaltante. I dati parlavano chiaro: la Red Bull qui negli ultimi anni era sempre stata la macchina da battere, per non parlare di Verstappen. Merito di una vettura ben bilanciata, con ottima trazione e un motore che nonostante l’aria di montagna sa essere performante più degli altri.

La Ferrari ha cambiato ritmo e ci crede

Le prove, con un Max sempre in controllo e costantemente più veloce, erano state un primo segnale di quello che poteva aspettare le Rosse, che in qualifica poi hanno aumentato il ritmo ma sono comunque finite dietro all’olandese. La differenza però era davvero minima, almeno sul giro secco. La Sprint Race però ha ridimensionato la supremazia Red Bull, con le Ferrari comunque vicinissime nel ritmo alla scuderia anglo-austriaca e penalizzate solo dai primi giri in cui hanno faticato a far andare in temperatura le gomme e per una lotta intestina nelle prime fasi che ha inciso sul distacco tra Verstappen e Leclerc.

La sensazione che potessero mettere pressione a Verstappen la domenica c’era, ma vincere era ben altra cosa. E invece la Ferrari, fin dalle prime battute, ha mostrato di essere superiore agli avversari. Già nel primo giro Max non ha allungato come suo solito, un campanello d’allarme che si è concretizzato diversi giri dopo, quando dopo una lunga fase di tallonamento, Leclerc ha dato la zampata giusta e mostrato un ritmo decisamente superiore all’avversario, confermato da tutta la gara.

La fortuna però ha di nuovo voltato le spalle alla Rossa, quando la possibile doppietta si è trasformata nell’ennesimo motore in fumo per Carlos Sainz Jr, mentre Leclerc ha resistito con il problema all’acceleratore fino alla fine. Ora i punti sono 38 tra i due contendenti, ma la sensazione è che Verstappen sia ancora leggermente avanti. Ma, come visto a Silverstone e al Red Bull Ring, la questione sarà decisa dai particolari. E la Ferrari, per due occasioni, ha mostrato di esserci.

Maranello spera che proprio questi due GP di casa della Red Bull siano proprio come la vittoria di Imola di qualche mese fa, che invertì il trend rosso in favore di Max. Ma troppi fattori dovranno convergere: dalla prestazione pura all’affidabilità, passando per una maggiore precisione al box nei momenti chiave. E su questi aspetti la Ferrari ha faticato troppo. Ora serviranno conferme: la Rossa si farà trovare davvero pronta? Binotto dice di sì, ora parli la pista, come sempre.