La nuova battaglia di Lewis Hamilton contro la FIA: parole durissime

Lewis Hamilton è pronto ancora una volta a scagliarsi contro la Federazione, ma questa volta non si tratta per avvenimenti accaduti in pista.

I cambiamenti avvenuti in questa stagione da parte della FIA non hanno sicuramente aiutato nel migliore dei modi Lewis Hamilton, con l’inglese che si è trovato a dover vivere una situazione davvero molto complicata e spinosa, dato che la sua monoposto non ha la benché minima intenzione di essere competitiva come in passato, ma non è l’unico problema che deve affrontare in questa travagliata annata il grande pilota inglese 7 volte campione del mondo.

Lewis Hamilton Mercedes (Ansa Foto)
Lewis Hamilton Mercedes (Ansa Foto)

La Mercedes ha dimostrato in questi anni di essere la Scuderia in assoluto migliore di tutte, tanto da essere in grado di vincere la bellezza di 9 titoli costruttori consecutivi, mettendosi in mostra come una di quelle vetture migliori nella storia della competizione, con i tedeschi che in questo momento sembrano però aver perso lo smalto dei tempi migliori.

Lewis Hamilton infatti non sta riuscendo in alcun modo a ripetere i grandi successi del passato, dettato anche dal fatto che il britannico non ha più a disposizione quella vettura fiammante che gli ha permesso in queste ultime stagioni di poter annientare la concorrenza alle sue spalle, con alcuni capolavori che solo i campioni sanno fare.

Il sette volte campione del mondo ha dovuto accontentarsi solamente di un terzo posto in queste prime uscite stagionali, dettata in Bahrain dalla rottura del motore da parte sia di Max Verstappen che di Sergio Perez e così è necessario in questo momento cercare di ridare vita a una monoposto che possa in qualche modo essere rilanciata ad alti livelli.

Questi sono sicuramente i principali pensieri che turbano la mente di Lewis Hamilton, ma non sono i soli, tanto è vero che il britannico sta avendo anche dei singolari e curiosi problemi con la FIA e in particolar modo con il nuovo direttore di gara Wittich che ha deciso di bandire dalle corse l’utilizzo di orecchini o piercing.

A questa decisione la Mercedes e lo stesso Hamilton hanno preso una chiara posizione, spiegando come non fossero d’accordo, tanto è vero che il britannico ha già ampiamente spiegato come non ascolterà minimamente la regola imposta dalla Federazione e che se sarà sottoposto a una multa allora la pagherà.

La FIA dunque si trova davvero in una spinosa situazione, dato che Hamilton sa bene che ha la possibilità di poter fare la voce grossa perché nessuno è intenzionato di sanzionarlo o squalificarlo per qualcosa del genere, ma forse ci vorrebbe un po’ di elasticità in più da parte del fenomeno della Mercedes.

Toto Wolff ha cercato di fare un po’ da mediatore e da paciere, tanto è vero che ha chiesto a Wittich se abbia veramente voglia di portare avanti questa battaglia, considerando il fatto che fino a questo momento è stato considerato perfetto da parte del Team Principal della Freccia d’argento, ma che purtroppo si è trovato di fronte a una situazione davvero spiacevole.

FIA contro Hamilton, ha senso la battaglia sui piercing?

In molti sport sono assolutamente vietati l’utilizzo di catenine, orecchini o piercing, ma questi sono i casi in cui effettivamente ci può essere un danno all’avversario e anche a sé stesso, basti solamente pensare a un possibile scontro aereo nel calcio, con questi strumenti che possono trasformarsi quasi in armi da taglio.

Dunque nessuno ha mai negato l’utilità di questa regola, utilizzata in tutti gli sport di contatto o non, come per esempio la pallavolo, ma non vi è mai stata una situazione del genere in F1, anche perché non si capisce come l’eliminazione da parte degli orecchini possa in qualche modo favorire i piloti e la sicurezza.

Non è per nulla semplice capire la situazione e il perché, tanto è vero che Hamilton ha definito in maniera molto negativa questa decisione della FIA spiegando come non la seguirà, perché dal suo punto di vista si tratta di oggetti personali che non hanno nulla a che vedere con le decisioni legate ai giudici di gara.

A questo punto diventa dunque chiaro il fatto che la Federazione debba cercare di trovare una soluzione e mediare un po’ gli eventi, tanto è vero che non si può in alcun modo pensare al fatto che si debba creare delle limitazioni senza senso ai piloti.

Wittich ha fino a questo momento, come ben descritto da Wolff, portato avanti la direzione di gara nel migliore dei modi, utilizzando molto più spesso la bandiera rossa, soprattutto in occasione delle qualifiche, per poter dare una mano in più ai piloti e alle Scuderie per sistemare situazioni spinose e di pericolo.

E allora perché se tutti sono contenti e nessuno sta rimpiangendo Masi, e vorrei anche ben vedere, bisogna per forza crearsi dei problemi che non esistono dando adito a polemiche inutili riguardanti l’utilizzo o meno di orecchini e piercing che non possono creare problemi.

Davvero vogliamo credere al fatto che in un incidente un pilota possa rimanere incastrato all’interno dell’abitacolo per una catenina o per un piercing? Al più sarà la Scuderia stessa a chiedere di togliere certi strumenti che, per quanto minimi, hanno un peso che rischia di limitare il rendimento della monoposto, ma fino a quel momento non si capisce davvero per quale motivo ci si debba complicare così tanto la vita.