Honda si ispira a Dragon Ball | Nuova Renault Megane | Biaggi massacrato

Le tre news più curiose di questa settimana ci consentono di trattare le novità futuristiche della Honda e della Renault, mentre Max Biaggi è tornato alla carica.

Se avete visto la straordinaria saga giapponese di Dragon Ball, ricorderete le moto della Capsule Corporation con cui Bulma e Goku percorrevano lunghe distanze. Dei tecnici giapponesi hanno voluto rendere omaggio ad uno dei cartoni animati più iconici della storia, rendendo reale il modello di moto protagonista della storia. I tecnici si sono divertiti a trasformare una Monkey 125, tornata sul mercato europeo grazie all’aggiornamento del suo monocilindrico raffreddato ad aria da 9,4cv e 11Nm con omologazione Euro 5, in una due ruote concettualmente simile alla Moto Guzzi.

Honda Renault Biaggi (Ansa Foto)
Honda Renault Biaggi (Ansa Foto)

La Monkey è una moto molto piccola e compatta, caratterizzata da un design a metà tra scrambler retrò e le motociclettine giocattolo di quando eravamo bambini. Un mezzo molto particolare, ma che si lascia amare tra le strade di tutti i giorni. Il prezzo è alla porta e il portafoglio beneficia anche dei consumi ridotti (addirittura 66,7 km/l), che porta l’autonomia a circa 370 km grazie al serbatoio da 5,6L. Nata nel 1961 la moto giapponese ha avuto un successo planetario, grazie ad un look unico nel suo genere. Grazie al lavoro del designer della Ganesha Custom, una Honda Monkey 125 è stata customizzata nella mitica Moto Guzzi 500 a 8 cilindri del 1955.

Le forme sono molto simili ad una storica Moto Guzzi con una carena a siluro. Il design ripreso dai creatori del manga giapponese, infatti, si inspirava alle moto da corsa dell’epoca. Il bolide italiano era un punto di riferimento in pista con i suoi 72 CV e poteva raggiungere i 275 km/h. La produzione durò solo due anni (1956-1957), poiché alla fine di quella stagione Moto Guzzi firmò il famoso “patto di astensione” dalle gare motociclistiche. Diversi marchi italiani si fecero da parte, dando l’occasione a tanti brand giapponesi di arrivare al vertice nel mondo delle corse. Vi lasciamo alla visione del video della Honda in versione Dragon Ball. Vi basterà cliccare su questo link.

Ecco come potrebbe essere la nuova Renault Megane

Sul web spopolano le immagini della nuova Megane. Una delle vetture più amate, in passato, dai fan del marchio francese. Oggi il brand ha, decisamente, puntato sulla tecnologia elettrica. Una scommessa che potrebbe rivelarsi vincente, ma che per ora ha privato il listino di diversi modelli che hanno fatto la storia del marchio di Boulogne-Billancourt. I tecnici hanno scelto per un cambio di passo che condurrà ad una intera gamma di auto elettriche. La casa francese ha diverse novità per il futuro. Dovrebbe presto arrivare su strada l’Austral, che sostituirà un altro modello di successo come la Kadjar.

I fan sognano di rivedere anche una nuova Megane. Quest’ultimo non fece rimpiangere la Renault 19, prendendo il nome da una concept car di fascia alta presentata nel 1988. A metà degli anni ’90 la berlina a due volumi e a 5 porte ebbe molto successo e fu, successivamente, affiancata dalla versione coupé Megane Coach, dalla Megane Classic, ossia la versione berlina a 3 volumi, dalla Megane Cabrio, dalla Megane SW e dalla monovolume Scenic, che fu la prima monovolume media europea. Tutti i modelli ebbero una storia importante, confermandosi al top nei vari segmenti. Dopo varie gen, la Megane IV è entrata in vendita nel gennaio 2016 mentre la Sporter a metà 2016. Non sono state fatte la versione Coupé a tre porte e la CC, mentre vi è stato il ritorno della berlina a 4 porte solo per alcuni mercati.

In futuro dovrebbe arrivare il crossover Megane E-Tech full electric. La Renault dovrebbe rivoluzionare tutto, con il lancio di una crossover alla spina, grazie alla piattaforma CMF-EV condivisa con Nissan Ariya. Nel 2024 la casa francese dovrebbe anche rilanciare la versione Scenic con propulsore completamente elettrico. Un passo in avanti epocale. Secondo l’autorevole rivista Autocar, le linee di produzione della Megane in Spagna e in Turchia hanno smesso di produrre nuove auto. Ciò lascia pensare ad un nuovo progetto da settembre 2022, andando a confermare le voci di un rilancio in salsa elettrica. Il nuovo modello dovrebbe presentare soluzioni più tecnologiche, anche in merito agli interni. Non sarebbe il primo marchio a proporre un cambio di rotta, puntando sulla versione crossover alla spina che potrete osservare, cliccando qui.

La polemica di Max Biaggi

Negli ultimi giorni vi è stato un confronto dialettico piuttosto acceso tra Marco Borciani, ex pilota motociclistico e dirigente sportivo italiano, e Max Biaggi. Quest’ultimo ha scritto pagine importanti del Mondiale Superbike, vincendo due titoli con l’Aprilia, nel 2010 e nel 2012. Il romano salutò la MotoGP per intraprendere un nuovo viaggio in una categoria molto affascinante. Il legame con la casa di Noale che lo aveva reso celebre anche in 250, diede un impulso decisivo alle vittorie del Corsaro. Oltre all’Aprilia, Max ha corso in SBK anche con Suzuki (nel 2007) e con Ducati (nel 2008).

Il debutto con la casa giapponese del team Alstare, non fu affatto male. Il romano si impose nella prima gara e giunse secondo nella successiva. Trovò una certa regolarità nel corso del suo primo anno in SBK, però a fine anno chiuse terzo in classifica piloti con 18 punti di ritardo dal campione James Toseland su Honda. L’anno successivo Max passò in sella alla Ducati 1098R del team privato Sterilgarda Go Eleven, gestito da Marco Borciani. Non arrivarono vittorie ma ben sette podi complessivi. Borciani, in una bella intervista concessa a Corsedimoto.com, ha ricordato così l’annata con il centauro romano: “Ho commesso un grossissimo errore facendo correre Biaggi. La nostra squadra era giovane e Max era impossibile da gestire come personaggio. Era una prima donna e aveva pretese spropositate. Mi sono trovato molto male con lui, è stato un incubo quell’anno”.

Dopo l’attacco diretto del suo ex team manager, Biaggi, sulla sua pagina ufficiale Facebook, ha voluto replicare: “La moto che io avevo provato in Australia era assolutamente vincente, in quanto sinceramente aveva un vantaggio in termini di cilindrata eccessivo. Per questo motivo, per poter vincere il mondiale era necessario penalizzare le moto clienti. Se il podio fosse stato monopolizzato dalle 2 cilindri, l’applicazione del regolamento avrebbe ridotto il vantaggio prestazionale dalla Ducati 1098. In tutto questo il mio team manager, che avrebbe dovuto difendere gli interessi della sua squadra, dei suoi sponsor ed evitare che la moto di un suo pilota si trasformasse in una stufa, non disse una sola parola! Anzi ancora oggi finge di non conoscere la verità, eppure era anche lui presente a tutti i nostri meeting”.

Inizialmente la moto era un bolide, ma nel successivo test in Qatar i giri/min del motore vennero abbassati da 11.500 a 11.000 per un presunto problema sugli alberi a camme. Il romano aveva siglato un accordo che lo avrebbe dovuto portare nel team ufficiale nel 2009. In quella travagliata annata l’allora Direttore Generale di Ducati Corse Filippo Preziosi, gli aveva ordinato di inserire una mappa specifica, che toglieva tra i 15 ed i 18 CV su tutto l’arco di utilizzo. In sostanza la stagione si trasformò in un calvario perché la sua 1098R dopo il cambiamento di mappa ordinato da Preziosi divenne “un cancello”. Approfondite la questione in questo articolo perché il romano si è veramente superato.

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