Juventus ingabbiata: ecco perché non può chiedere il rinvio contro il Napoli

In casa Juventus piove sul bagnato. I bianconeri si preparano, tra poche ore, ad una sfida che sulla carta appare davvero molto complicata, quella del San Paolo-Maradona.

Napoli-Juventus-AdobeStock
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Juventus: la trasferta peggiore nel momento peggiore

Contro un Napoli sulla strada graduale della forma migliore, plasmato da Luciano Spalletti a sua immagine e somiglianza. Pragmatico, equilibrato, ancora con ampi margini di miglioramento. Sono molteplici le ragioni che spingono a pensare che la trasferta partenopea arrivi nel momento peggiore per la Vecchia Signora.

Infortuni, assenze forzate e identità di squadra lontanissima

Una squadra che non ha ancora trovato uno stralcio di fisionomia di gioco, un attacco che ad oggi può solo fare affidamento sull’estro del redivivo Moise Kean. Senza contare gli infortuni di elementi chiave come Chiesa e soprattutto le defezioni post qualificazioni mondiali del “clan sudamericano”. Impossibile averli disponibili per la gara in Campania, rientrati tutti da pochissime ore in Italia, i vari Dybala, Cuadrado, Bentancur, Danilo e Alex Sandro. Una vera e propria ecatombe, se si aggiunge quella del nazionale azzurro di Mancini.

Juventus: sudamericani non convocati

Come si fa a mettere in campo e convocare elementi che arrivano nella mattinata di sabato nel nostro Paese, ovvero oggi, dopo ore e ore di volo, e che da qui a pochissimo dovrebbero scendere in campo per una partita complicatissima? Eppure non è questione di mancati allenamenti, ma di impegni coincidenti. Sarebbe bastato in fondo un rinvio di 24 ore della partita di Napoli e tutto sarebbe stato possibile. Alla fine sono elementi allenati, avvezzi alle sfide anche ogni tre giorni. Allegri aveva solo bisogno di capire le loro condizioni nella rifinitura e concedere loro una notte di riposo.

Le ragioni del mancato rinvio di Napoli-Juventus

La realtà, però, della mancata posticipazione della sfida tra Spalletti e Allegri è da ricercare senza dubbio alcuno anche nella complessa situazione che la Juve vive a livello continentale. Di cosa stiamo parlando? Ma certamente dei rapporti tesi con Alexander Ceferin, il numero uno della Uefa che, non è una novità, ce l’ha a morte con i bianconeri e con la famiglia Agnelli.

Quei pericolosi bagliori di ribellione

La ragione? Sono mesi che emergono nuovi “bagliori” di ribellione da parte dei tre club “nemici” di Ceferin. Juventus, Barcellona e Real Madrid, secondo i bene informati, starebbero ancora lavorando sotto traccia per costruire un “campionato dei potenti e dei ricchi”. E mentre Ceferin schiuma rabbia e addirittura dichiara di essere stato minacciato da un personaggio interno all’operazione, la posizione della Vecchia Signora diventa sempre più compromessa nei confronti del massimo organo continentale.

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Posizione compromessa di fronte all’Uefa?

Che strada avrebbe dovuto percorrere la Juventus per ottenere il rinvio di almeno 24 ore della partita di Napoli? Ma certamente spostando di almeno altre 48 la sfida in terra svedese contro il Malmoe, debutto del girone di Champions previsto per il 14 settembre. Sarebbe stato tutto possibile: Napoli-Juventus di domenica e non di sabato, Malmoe-Juventus di giovedì e non di martedì. E allora perchè non è andato tutto in porto senza affanni? Perchè non è filato tutto liscio? Cosa è andato storto? Lasciateci immaginare la reazione di Ceferin se avesse dovuto decidere di agevolare gli uomini di Allegri. Quando poche ore fa, ha dichiarato apertamente che avrebbe piacere di vedere i bianconeri fuori dalla competizioni continentali per un bel pò di tempo…

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