Ancora una volta tutta colpa di Latifi: il canadese è l’incubo di Hamilton

L’annata di Lewis Hamilton è iniziata nel peggiore dei modi e sulla sua strada si è intromesso ancora una volta il canadese Nicholas Latifi.

La F1 del 2022 è completamente cambiata rispetto alla passata stagione, con le monoposto che hanno tutto un altro assetto, con l’effetto suolo che sta creando non pochi problemi alle Scuderie che stanno cercando in tutti i modi di trovare un giusto punto d’incontro tra velocità e stabilità, ma una cosa che sembra ancora rimanere eterna e immodificabile è il pessimo rapporto nel tempismo tra Nicholas Latifi e Lewis Hamilton.

Latifi Hamilon (Collage)
Latifi Hamilon (Collage)

Il mondo della F1 è sempre in continuo divenire e con i cambiamenti che fanno parte della normalità assoluta nel circus più importante del mondo, tanto è vero che le novità hanno il grande pregio di poter scombussolare completamente le gerarchie rispetto alle annate precedenti ridando così interesse al grande pubblico.

La Mercedes era stata ampiamente la Scuderia dominante dello scorso decennio e da Stoccarda sembravano aver dato vita a un predominio tale da poter durare in eterno nell’era dell’ibrido, ma già dalla passata stagione è successo qualcosa grazie a un favoloso Max Verstappen che è stato in grado di detronizzare Sua Maestà Lewis Hamilton.

Il britannico è andato a un passo dal completare una pazzesca e impossibile rimonta, tanto è vero che era primo ad Abu Dhabi fino agli ultimi giri, quando il destino ha deciso di voltare le spalle al sette volte campione del mondo scegliendo Latifi come l’uomo che avrebbe cambiato per sempre la storia.

L’ultimo Gran Premio dell’anno è anche l’ultima immagine che un pilota lascia di sé nella stagione e per questo motivo nessuno è intenzionato a chiudere all’ultimo posto, per questo motivo era partito un duello corpo a corpo all’ultimo sangue tra il canadese Nicholas Latifi della Williams e il tedesco della Haas Mick Schumacher, con il figlio d’arte che riuscì ad avere la meglio.

Il nordamericano, stremato per il duello perso, poco dopo iniziò a perdere il controllo della propria vettura che si schiantò contro il muretto decretando così l’ingresso della Safety Car che permise così all’olandese di rientrare ai box per il cambio gomme e di approfittare della ripartenza per poter superare Hamilton e laurearsi così per la prima volta campione del mondo.

La situazione, in toni chiaramente molto meno drammatici, si è ripetuta nell’ultimo Gran Premio in Arabia Saudita, dove Latifi è stato ancora tristemente protagonista di un incidente durante la gara che ha costretto i giudici a far entrare in pista la macchina di sicurezza con tutti che si sono ampiamente accorti di come fosse stato pesantemente penalizzato Sergio Perez, leader della gara che aveva appena effettuato il cambio gomme, ma non è stato l’unico.

Infatti avevano da poco effettuato il cambio delle gomme anche la Haas di Kevin Magnussen e la Mercedes proprio di Lewis Hamilton, che così facendo si è ritrovato nel gruppone riuscendo a concludere in zona punti solamente grazie agli sfortunati ritiri di Fernando Alonso e Valtteri Bottas con la scelta tattica che era stata promossa da Joylon Palmer sui canali ufficiali della F1.

“Ciò è dovuto alla scelta delle gomme dure per il primo stint. In teoria, questo ha dato loro un po’ più di flessibilità in una fase successiva della Safety Car e avrebbero potuto rimanere a lungo con le gomme dure, rientrare ai box per una successiva chiamata di Safety Car e poi fare una sosta più veloce. Dopo di che, alla fine avrebbero potuto attaccare con le gomme medie”,

Joylon Palmer spiega la dinamica:” Latifi ha rovinato la gara di Hamilton”

La scelta sembrava sensata per Haas e Mercedes e se l’incidente di Latifi non fosse accaduto avrebbero potuto sembrare molto intelligenti dato che Daniel Ricciardo, Fernando Alonso e Valtteri Bottas si sono ritirati tutti e due contemporaneamente, ma il tempismo non avrebbe potuto essere peggiore per lei. I piloti con gomme medio dure non avevano ancora effettuato alcuna sosta, quindi hanno potuto beneficiare della Safety Car ed era troppo presto per Magnussen e Hamilton per completare il resto della gara con le gomme medie”.

Insomma Palmer ha spiegato ancora una volta come la scelta della Mercedes fosse assolutamente corretta e di grande acume tattico, come molto spesso sono le scelte di quel volpone di Toto Wolff, ma purtroppo certe dinamiche non possono essere in alcun modo previste, ecco allora che ancora una volta Latifi è stato d’intralcio per la strategia di rimonta di Lewis Hamilton.

Ovviamente la gara dell’Arabia Saudita non avrà l’impatto mediatico che ha avuto Abu Dhabi, ma nonostante questo si può dire a tutti gli effetti che il canadese sta diventando la bestia nera del sette volte campione del mondo e sicuramente sta avendo modo di entrare nella storia della F1, anche se più per gli incidenti che per reali meriti in pista.

Hamilton comunque ha già ampiamente perdonato Latifi per quello che è accaduto in occasione dell’ultimo GP della stagione passata, infatti ha esortato i suoi tifosi a smettere di insultare il canadese sui social, con questi che ha addirittura dovuto assumere delle guardie del corpo.

Fortunatamente il tutto è rientrato nei ranghi della civiltà e della normalità, con il canadese che ha anche ampiamente spiegato come Lewis gli abbia fatto recapitare una lettera molto toccante e commovente che non ha però voluto mostrare ai giornalisti, scegliendo di tenersela per sé.