Latifi ci ricasca ancora, questa volta però la Red Bull non ringrazia

Nicholas Latifi non è considerato uno dei migliori piloti in circolazione, ma sta entrando sempre di più nella lotta per il primo posto.

Dopo Abu Dhabi del 2021 erano state tantissime le critiche nei confronti di Nicholas Latifi per aver portato all’uscita della Safety Car proprio nel momento in cui tutto sembrava perfettamente nelle mani di Lewis Hamilton, pronto a vincere il suo ottavo titolo iridato in carriera, eppure quel giorno qualcosa andò storto.

Il canadese continua a non essere un vero e proprio fulmine di guerra alla guida, con ormai la maggior parte degli addetti ai lavori e non solo, che si stanno domandando con sempre maggiore frequenza cosa ci faccia in F1 e dopo aver danneggiato in maniera evidente la Mercedes lo scorso anno, per questa gara a esultare non è sicuramente stata la Red Bull.

Nicholas Latifi Williams (Ansa Foto)
Nicholas Latifi Williams (Ansa Foto)

Ci sono piloti che sono destinati a entrare nel mito, riuscendo a scrivere pagine memorabili di questo sport a dir poco meraviglioso, poi ci sono coloro che avrebbero potuto diventare leggende che si sono però fermati a un passo dalla gloria e infine c’è un’enorme quantità di sportivi che passano inosservati e che non verranno mai ricordati.

Qualcuno di questi però ha provato involontariamente a diventare noto e immortale al grande pubblico per essere un mito al contrario, ovvero per essere stato in grado di cambiare gli esiti dei primi piloti pur non essendo lontanamente coinvolto nella lotta.

Fino all’anno scorso uno dei casi più noti era quello legato al brasiliano Zonta, che nel 2000 si trovò in mezzo alla lotta per il primo posto tra la Ferrari di Michael Schumacher e la McLaren di Mika Hakkinen, con il finlandese che prese l’esterno del brasiliano e superò il tedesco con un vero e proprio colpo da maestro.

Il più clamoroso è però senza dubbio stato quello della passata stagione, con triste protagonista Nicholas Latifi che a pochi giri dal termine aveva dato il via a una battaglia diretta con Mick Schumacher per la penultima posizione e, dopo aver perso la sfida, si schiantò contro il muretto causando l’ingresso della Safety Car.

Da quel momento la storia del GP di Abu Dhabi cambiò completamente, con Max Verstappen che entrò ai box per il cambio gomme e riuscì a superare un Lewis Hamilton che fino a quel momento era ampiamente avanti con un distacco irrecuperabile per l’olandese.

Latifi ci è ricascato ancora anche questa sera in Arabia Saudita, ma questa volta a rimetterci è stata la Red Bull, o almeno Sergio Perez, con il pilota messicano che aveva vissuto un sogno nel sabato, dato che aveva ottenuto una memorabile Pole Position e alla partenza era riuscito a mantenere la prima posizione.

Un grandissimo e meraviglioso inizio e per diversi giri stava mantenendo alle sue spalle Charles Leclerc, fino a quando la sua Scuderia non lo ha invitato a rientrare ai box per il cambio gomme, mossa già molto azzardata, dato che la mossa non è stata calcolata al massimo con Perez che era rientrato alle spalle di George Russell.

A quel punto ci si aspettava una contromossa della Ferrari che arrivò solo un paio di giri dopo, quando Latifi ha perso il controllo della monoposto e si è schiantato contro il muretto portando ancora una volta all’ingresso della Safety Car e dando tranquillamente l’opportunità a Leclerc, Verstappen e Sainz di rientrare per il cambio gomme stando davanti a Checo.

La Williams non ha speranze: con Latifi e Albon sarà ultimo posto

Vedere una delle più grandi Scuderie della F1 come la Williams ridotta ai margini da troppo tempo è davvero una situazione mortificante ed estremamente triste e deludente, perché con questa monoposto iconica ci hanno corso e vinto straordinari piloti con Nigel Mansell, Nelson Piquet e Alain Prost, solo per dirne alcuni.

In questo momento la Williams è senza ombra di dubbio la Scuderia che ha al proprio interno la peggior coppia di piloti possibili in F1, dato che nessuno dei due tra Latifi e Albon può essere considerato all’altezza del resto della concorrenza e non si parla chiaramente delle prime monoposto, ma di quelle che lottano per le ultime posizioni.

Chi è in grossa difficoltà è l’Aston Martin che però ha dovuto fare a meno di un 4 volte campione del mondo come Sebastian Vettel, fermato dal Covid e sostituito in qualche modo da Nico Hulikenberg, e quando il tedesco tornerà a pieno servizio è chiaro come i britannici potranno contare su uno dei migliori piloti tra le Scuderie di rincalzo.

La Williams infatti non può contare né su Latifi né su Albon, con il primo che da anni dimostra di essere inadatto al ruolo di guida in F1, sempre costantemente alle spalle dei suoi rivali e con l’ultimo posto che l’anno scorso è stato ceduto solamente per la presenza di Nikita Mazepin.

Dall’altra parte invece il ritorno di Alexander Albon non sembra per nulla incoraggiante, in particolar modo perché anche quando era alla Red Bull il thailandese aveva dimostrato tutti i suoi limiti in pista, non riuscendo in alcun modo ad aiutare Verstappen per la lotta al secondo posto nel titolo costruttori nel 2019 e chiudendo in classifica piloti addirittura solo settimo dietro anche alla Racing Point di Perez e alla Renault di Ricciardo.

La monoposto dunque ha già abbastanza problemi, con questi due volenterosi ma inadatti piloti la situazione si fa drammatica e dopo il nell’ottavo posto dell’anno scorso davanti ad Alfa Romeo e Haas è ormai pronto il quasi scontato ritorno del baratro dell’ultima piazza.