Lutto in F1: una vera e propria tragedia per tutto il circus

È scomparsa Antonia Terzi, mente illuminata della F1, in un terribile incidente stradale in Gran Bretagna. Aveva lavorato con successo in Williams.

F1 (Getty_Images)
F1 (Getty_Images)

Il famoso muso a tricheco della Williams era stata una sua opera. Antonia Terzi, nata a San Felice nei pressi di Modena, si è spenta prematuramente a causa di uno schianto in auto in Gran Bretagna. La donna era diventata famosa nel 2004, grazie al suo straordinario lavoro in Williams. Fu Antonia ad elaborare l’inedito muso della FW26, per ottimizzare il telaio della monoposto con l’avantreno a doppia chiglia.

La sua carriera professionale era iniziata in Ferrari, prima di sposare il progetto della squadra inglese. Dopo gli anni in F1 aveva deciso di lavorare con i giovani ed era in procinto di trasferirsi nell’Università di Canberra in Australia. L’insegnamento rappresentava per lei una grande passione, dopo i traguardi professionali ottenuti nel ruolo di capo aerodinamico nel team Williams.

Patrick Head l’aveva scelta per far parte dell’ambizioso staff del team di Grove. Insieme al capo progettista Gavin Fisher aveva fatto un lavoro egregio in Williams. La competitività delle gomme Bridgestone, associate alla grandezza della Ferrari, impedirono al team inglese di ottenere un riconoscimento importante.

La carriera di una eccellenza italiana in F1

Antonia Terzi ha manifestato una passione per i motori sin da piccola. Aveva scelto di studiare aerodinamica in Gran Bretagna ed era stata selezionata dalla Ferrari. Dopo aver lavorato come calcolista nell’era Schumacher, aveva ottenuto il ruolo di responsabile dello sviluppo aerodinamico della parte anteriore delle monoposto del Cavallino. L’ingegnere aveva dimostrato di essere molto in gamba e i tecnici inglesi le proposero una offerta irrinunciabile per trasferirsi nel team Williams.

La soluzione dell’ala anteriore della FW26 lasciò, all’epoca, tutti a bocca aperta. Il sistema molto efficiente sotto il profilo aerodinamico presentava però dei limiti di peso. Per questo motivo il tecnico italiano fece elaborare un muso più classico, con il quale Juan Pablo Montoya riuscì ad aggiudicarsi il GP del Brasile, ultima gara di quella entusiasmante stagione.

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Dopo l’esperienza in Williams, Antonia ha lavorato con Dallara e, successivamente, come docente di ingegneria aerospaziale presso l’Università di Deft. L’italiana ebbe l’occasione di collaborare con l’ex astronauta Wubbo Ockels e con l’ingegnere aerospaziale Joris Melkert. La sua prossima tappa sarebbe stata l’Australia, ma il destino ha voluto diversamente. Sentite condoglianze alla famiglia Terzi.