Beffata da una mail: cambia password e le svuotano il conto

Un cambio di username e password le costa la perdita di tutti i soldi del conto corrente: smascherato truffatore nel torinese

Username e Password (Fonte foto: Pixabay)

Ci risiamo. Parlare da esterni sembra facile perché magari per nostra fortuna non ci siamo mai trovati nella situazione. Eppure, per quante informazioni facciamo girare da settimane, anzi mesi, sembra strano che ancora ci sia chi abbocca ai finti Sms, finte mail e quant’altro.

Il più delle truffe, avviene soprattutto a nome di banche, compagnie telefoniche e diversi istituti. Questa volta però, a scusare la povera malcapitata, la grande fantasia degli hacker. Loro infatti, si sono inventati un modo quanto meno credibile e poco battuto, così da far cascare qualcuno. E chissà che nelle scorse ore, i truffatori non abbiano mietuto altre vittime, ma tranquilli, ora li hanno acciuffati.

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La Squadra Mobile di Isernia infatti, è riuscita a rintracciare e denunciare ben tre persone, che si davano alla truffa via web. La mente, sarebbe stato un uomo residente a Torino, che ha messo in atto la tecnica dello spoffing, per rubare le solite informazioni personali che sono servite per svuotare in pochi istanti, il conto corrente della truffata di turno, tramite conoscenza anche di username e password dell’home banking. Tutto facile per l’uomo: una mail con logo “rubato” di Poste Italiane, e la richiesta di cambiare tramite un link, user e password, per “motivi di sicurezza”.

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Nemmeno così alto il bottino, 6mila euro, rubato con varie operazioni alla vittima. Bravi gli agenti, unendo accertamenti alle Poste Italiane con quelli all’ufficio anagrafe, per risalire all’IBAN a cui erano stati inviati i soldi. Risalendo anche alle generalità del torinese si è potuta poi sporgere denuncia. Le altre persone denunciate per motivazioni simili invece, hanno adescato la vittima tramite un altro meccanismo. I truffatori hanno infatti promesso la vendita di alcuni utensili da lavoro e dopo aver conquistato la fiducia dell’acquirente, avevano ottenuto il pagamento, senza però mai spedire realmente i macchinari.