Ferrari e Ducati “bastonate” dal Ministero: cosa hanno combinato

Il Direttore Generale per la Prevenzione, Giovanni Rezza, ha fatto una chiara raccomandazione a Ferrari, Ducati e ad un’altra iconica casa costruttrice.

Ferrari (AdobeStock)
Ferrari (AdobeStock)

In Formula 1 sono ormai lontani i tempi in cui gli sponsor tabaccai rubavano la scena sulle livree dei principali team. Un giro di affari milionario, che ha caratterizzato l’immagine di alcuni modelli di auto, diventati poi iconici grazie ai trionfi di straordinari campioni. Il motociclismo non era certo da meno e presentava numerosi sponsor sulle carene delle motociclette. Marlboro, West, Chesterfield, Rothmans sono solo alcuni dei marchi di sigarette che hanno reso popolari le auto e le moto nei circuiti più importanti al mondo.

Oggi il giro di affari si è drasticamente ridotto. Mission Winnow e British American Tobacco sono ancora in prima fila, ma solo in determinati appuntamenti del mondiale. A beneficiare della sponsorizzazioni di questi importanti brand sono la Scuderia Ferrari e la McLaren. La Philip Morris, con il marchio Mission Winnow, è partner sia della Rossa di Maranello che del team Ducati Corse. La CONSOB, in passato e in diverse occasioni, ha accusato i team e lo sponsor di istigare al consumo di tabacco.
Negli anni gli sponsor tabaccai si sono, così, radicalmente ridotti, lasciando spazio alle bibite energetiche (come Red Bull e Monster), che hanno trovato terreno fertile nel motorsport.

La richiesta del Ministero della Salute a Ferrari e Ducati

Ferrari in corsa – Sainz (Fonte foto: Instagram Ferrari)

Giovanni Rezza, Direttore Generale per la Prevenzione presso il Ministero della Salute, ha scritto una lettera a Ferrari, Ducati e McLaren chiedendo la “massima attenzione e sensibilità”.

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La tematica è delicata, considerando l’impatto che l’uso del tabacco ha sulla salute delle persone. I più giovani sono, naturalmente, attratti dai marchi che vedono sfrecciare sulle livree dei bolidi della F1 e della MotoGP. Per questo motivo Giovanni Rezza, in una lettera dello scorso 20 agosto, ha chiesto un certo sostegno alle suddette case costruttrici. L’indiscrezione è stata riportata quest’oggi dal quotidiano La Repubblica.