MotoGP, Ducati presa di mira: Dall’Igna va su tutte le furie

Il direttore generale di Ducati Corse, Luigi Dall’Igna, deve affrontare un grosso problema. La Rossa di Borgo Panigale ha investito tanto tempo per nulla.

A Jerez de la Frontera Pecco Bagnaia ha finalmente firmato la sua prima vittoria nel 2022. Un successo che non è mai stato messo in discussione. Il torinese ha ottenuto la pole position e ha confermato di essere il migliore anche in gara, firmando il giro più veloce. Un grand chelem che potrebbe cambiargli, radicalmente, la stagione.

Ducati Luigi Dall'Igna (Ansa Foto)
Luigi Dall’Igna Ducati (Ansa Foto)

Il centauro cresciuto nell’Academy di Valentino Rossi è riuscito a cogliere i frutti del duro lavoro dei tecnici. In questa stagione la Desmosedici GP22 ha portato una serie di novità che avrebbero dovuto creare un solco su tutti i competitor. In realtà la concorrenza è migliorata tantissimo sul piano motoristico e il ducatista italiano non è riuscito da subito a trovare il miglior feeling con la moto. Per di più la pressione di dover dimostrare di poter essere in lotta per il mondiale ha giocato un brutto scherzo a Pecco.

Dopo 12 anni di digiuno, l’Italia spera di festeggiare un nuovo campione del mondo dopo il successo di Valentino Rossi con la Yamaha nel 2009. Un titolo mondiale per un italiano su una moto italiana porterebbe Bagnaia nell’olimpo delle leggende. L’unico sin qui in grado di aggiudicarsi un mondiale sulla Desmosedici è stato l’australiano Casey Stoner nel 2007. Dopo i trionfi degli ultimi due anni nella graduatoria dei team, l’obiettivo conclamato della casa di Borgo Panigale è vincere entrambi i titoli.

I successi di Enea Bastianini avevano un po’ offuscato il torinese. Pecco ha avuto bisogno di tempo per adattarsi alla nuova moto. Nella scorsa stagione Bagnaia si aggiudicò quattro delle ultime sei gare. Nonostante l’exploit finale la rimonta partì troppo tardi al leader della classifica. Fabio Quartararo fu più costante e vinse con merito il campionato. Il calendario propone ancora 15 round e può succedere di tutto.

Ducati, il nervosismo di Luigi Dall’Igna

La Ducati nel corso dell’inverno ha investito sullo sviluppo dell’abbassatore anteriore. Nelle scorse stagioni i tecnici di Borgo Panigale hanno portato innovazioni uniche come le ali o il cucchiaio che avevano stravolto il panorama tecnico delle moto della top class. E’ arrivata come una doccia fredda la news che dal prossimo anno sulla Desmosedici non potrà essere utilizzato il rivoluzionario dispositivo dell’abbassatore anteriore.

Una notizia pessima dato il tempo investito per far funzionare una soluzione molto ingegnosa. I tecnici avrebbero investito diversamente i mesi precedenti se avessero saputo che sarebbe arrivato un divieto. Gli altri team non si aspettavano il dispositivo rivoluzionario e si sono subito lamentati subito con l’associazione MSMA (Motorcycle Sport Manufacturers Association). Honda, Yamaha, Suzuki, Aprilia e KTM hanno chiesto ed ottenuto il veto sull’utilizzo dell’abbassatore anteriore della Desmosedici nella prossima annata.

La scorsa settimana i boss dei principali team hanno avuto modo di discutere degli aspetti tecnici delle moto della classe regina. Gigi Dall’Igna è sempre stato un precursore con novità tecniche che hanno fatto scuola. Grazie all’operato dell’ingegnere italiano, la Rossa è tornata a vincere due campionati costruttori consecutivi. Dall’Igna, in una intervista a MCN, ha trattato di argomenti tecnici e ciò di cui i piloti sentono di avere bisogno alla guida.

Il direttore generale di Ducati Corse ha dichiarato: “Se si studiano i dati, è chiaro che le impennate sono uno dei problemi principali del Motomondiale. Se vuoi andare forte, devi ridurre l’inclinazione all’impennata”. Il problema è che l’abbassatore anteriore sarà vietato nel 2023. “A essere sincero, questa cosa mi sta dando sui nervi. Semplicemente non penso che sia giusto che la tecnologia sia bandita dalla MotoGP”.

Parole forti che testimoniano lo sforzo fatto dagli uomini di Borgo Panigale. Oltre al tempo investito, si è trattato anche di un grosso sacrificio economico in termini di sviluppo. L’abbassatore anteriore rappresentava un investimento anche per le future Desmosedici. Limitare l’estro creativo degli ingegneri è in paradosso. Se lo avessero fatto in passato non si avrebbero oggi innovazioni come le ali o il cucchiaio. Certi elementi possono essere anche sfruttati sulle moto stradali e avere un grosso impatto di marketing. Un doppio danno per la casa italiana che fa dell’innovazione tecnologica un suo credo.