MotoGP, Marquez vuota il sacco: ecco chi ha imitato in top class

Il pilota di Cervera, Marc Marquez, ripercorre il suo percorso in MotoGP e ricorda i primi passi nella disciplina quando il suo idolo era un riferimento.

Per Marc Marquez gli ultimi anni sono stati piuttosto complicati. Tra cadute, infortuni e la diplopia che a spot gli rovina i piani, il suo essere un carrarmato, capace di vincere senza soluzione di continuità, “uccidendo” le gare e la concorrenza, è venuto a meno.

Marc Marquez
Marc Marquez (Ansa Foto)

Presente ad intermittenza per i suddetti problemi, il 29enne, manca dalla vittoria dal GP dell’Emilia Romagna del 2021, un risultato che per ora sembra essere un traguardo poco fattibile. Troppo agguerriti i giovani avversari e ancora scarsa la fiducia nella sua Honda.

Ecco dunque che guardare al passato pare quasi salvifico, una forma di escapismo nella speranza che i bei tempi possano tornare per completare l’opera d’arte, per usare le parole di Lewis Hamilton in F1, e raggiungere magari Valentino Rossi a quota 9 sigilli.

Marquez ricorda gli inizi e i suoi miti

Tornando con la memoria all’infanzia, il catalano ha ricordato quando in camera aveva due poster. Uno dedicato al Dottore, l’atro a Pedrosa. Dani è stato il pilota che ho seguito con più attenzione, era diverso dagli altri”, ha affermato al programma La Caja trasmesso da DAZN.

E al suo approdo in MotoGP, quasi fosse un regalo del destino, il #93 ha ritrovato proprio il fantino della top class nelle vesti di suo compagno di squadra, essendo questi, ormai da tempo, una pedina fissa della Honda per le sue abilità da collaudatore e una costanza in corsa che assicuravano continui piazzamenti sul podio.

Da lui ho imparato molto nel 2013“, il ricordo della stagione della sua promozione. “Ogni weekend di gara, dopo il warm up o appena prima, chiedevo ai tecnici di prepararmi la moto identica alla sua. In buona parte dei gran premi, scendevo in pista con il pensiero di dove fosse. Mi mettevo alle sue spalle e lo seguivo. Aveva tanta esperienza e io dovevo apprendere da qualcuno. Mi ha dato molto. Lo stile di guida l’ho via via personalizzato, ma la base arriva da lì“, ha infine rivelato rendendo omaggio al #26.