Querelle budget cap: la Ferrari incassa una sconfitta inattesa

I top team stanno incalzando la FIA per aumentare la cifra del tetto di spesa, ma non tutti sono d’accordo. Anche nomi a sorpresa. Ecco la posizione della Ferrari.

Sebbene sia in vigore dal 2021, il budget cap non smette di far discutere e agitare gli animi delle scuderie più ricche. D’altronde la suddetta tagliola per loro significa minori investimenti per puntare alla vittoria, senza contare lo sfoltimento del personale a cui sono state costrette.

Carlos Sainz, Ferrari (Ansa Foto)
Carlos Sainz, Ferrari (Ansa Foto)

Per questo, sin dall’inizio del campionato, ogni scusa è valsa per esercitare pressione sulla Federazione Internazionale, così da aumentare la somma a disposizione. In testa a questo gruppo scatenato Red Bull e Ferrari, convinte che 140 milioni di dollari siano troppo pochi alla luce dell’inflazione (valutata al 6,8% a livello europeo) che ha colpito i mercati dopo lo scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina.

Nelle corse settimane è stata ottenuta una deroga per quanto concerne le cifre da sborsare in caso di danni provocati dagli incidenti, ma i federali e Liberty Media non vogliono cedere.

Ferrari subisce un colpo a sorpresa

Dunque è stato decretato che per ottenere i 10 milioni extra richiesti dai big, tutte le squadre iscritte dovranno votare a favore. Un paletto non indifferente, visto che più di qualcuno pare non essere d’accordo con questo regalo a chi è già di partenza più fortunato.

Proprio al Catalunya è emerso che in occasione del meeting della F1 Commission, la proposta è stata bocciata, con solo 6 equipe solidali. Le altre, ovvero Alpine, Williams, ma soprattutto Alfa Romeo e Haas, come si clienti del Cavallino, hanno risposto con un due di picche.

A spingere la scuderia di Grove e quella di Banbury a dire no, sarebbe stata la paura dell’Aston Martin, con cui sono in lotta tra i costruttori. Al momento la verdona è ferma a 6 punti, e con uno slancio economico in più, potrebbe raggiungerle e superare, avendo dalla sua infrastrutture ben più importanti e sviluppate.

Questa frattura interna allo schieramento, potrebbe generare nuovi malumori, specialmente perché la Rossa, la Stella e gli energetici, non si erano posti problemi a dare l’ok all’inserimento immediato del budget cap (dai 175 milioni inizialmente previsti a 145) quando i piccoli, per via della pandemia, erano rimasti strozzati e addirittura rischiavano di chiudere. Insomma, il tema farà ancora molto chiacchierare.