Superbike: dramma Rea, Razgatlioglu fa la storia in Indonesia

La Superbike trova un nuovo campione in Toprak Razgatlioglu, che pone fine al dominio di Jonathan Rea. Il titolo è arrivato nella notte.

Superbike (GettyImages)
Superbike (GettyImages)

Il mondiale Superbike ha finalmente un nuovo campione, che corrisponde al nome di Toprak Razgatlioglu. Il pilota della Yamaha ha portato a casa il suo primo titolo mondiale al termine di una stagione straordinaria, che gli ha permesso di scrivere un vero e proprio pezzo di storia.

Il motivo? La classe riservata alle derivate di serie era stata dominata negli ultimi anni da un solo pilota, proprio colui che è uscito sconfitto in questo 2021. Stiamo parlando ovviamente di Jonathan Rea, che dal 2015 in avanti aveva dominato la scena con la sua Kawasaki ZX-10R. Ma nella notte italiana, la dittatura del nordirlandese è finalmente venuta meno, lasciando spazio ad un nuovo fenomeno.

Interrompere una striscia consecutiva di sei titoli non è mai una cosa facile, ma il 25enne turco ci ha creduto ed è riuscito nell’impresa al termine di una stagione mozzafiato. Per lui sono arrivate ben quattordici affermazioni in stagione, in un campionato che lo ha visto condurre praticamente dalle prime battute.

Assistito dalla Yamaha YZF-R1 del Team Pata, dove approdò nel 2020, Razgatlioglu è riuscito a fare la storia, portandosi a casa il mondiale Superbike nel corso di Gara 1 al Gran Premio di Indonesia. Il fine settimana di Mandalika è stato surreale e condizionato dalla pioggia, che ha portato anche alla cancellazione di una gara, ma che ha comunque assegnato il mondiale a chi lo meritava maggiormente.

Superbike, c’è un nuovo campione

Come anticipato, la Superbike si è assicurata un nuovo giovane fenomeno, che ha gestito al meglio la pressione e le avversità del fine settimana indonesiano. Gara 1 è stata vinta da Rea, che ha duellato per tutta la durata proprio con Razgaglioglu. Si tratta del terzo pilota più giovane della storia a portare a casa l’iride, dopo James Toseland e Troy Corser.

Per quanto riguarda la gara, ci ha provato anche la Ducati con Scott Redding, che il più delle volte ha tentato di infastidire i due davanti ma ha chiuso al terzo posto, davanti al nostro Andrea Locatelli con l’altra Yamaha. Per la casa di Iwata si è trattato di un anno perfetto, visto che Fabio Quartararo ha conquistato anche il mondiale piloti anche in MotoGP. Il titolo costruttori e quello team, tuttavia, sono sfuggiti.

La consapevolezza degli uomini del Team Pata ma anche in quelli della Kawasaki era quella di aver assistito ad un qualcosa di storico, visto che la Superbike non vedeva un campione del mondo diverso da Rea dal lontano 2014, quando a farcela era stato Sylvain Guintoli con l’Aprilia.

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Per Razgatlioglu si tratta di una gran soddisfazione e del titolo più importante della sua carriera, dopo che nel 2015 aveva fatto “riscaldamento” imponendosi nel campionato europeo Superstock 600. L’infernale battaglia riprenderà tra pochi mesi, dopo che questo 2021 ci ha fatto divertire e non poco. Con la speranza che anche qualcun’altro riesca ad inserirsi nella lotta al vertice.