Come applicare la ‘pastasciutta’ di Bonucci al poker

Leonardo Bonucci è stato ripreso dalle telecamere subito dopo la vittoria agli Europei di calcio mentre prendeva in giro i tifosi avversari. Un chiaro esempio di trash talking: ma cos’è questo comportamento che interessa molti sport, poker più che mai compreso, e che spesso fa discutere?

trash talking poker gatti

Il difensore azzurro, rivolgendosi ai tifosi inglesi delusi dalla finale appena persa, urla la frase: “Ne dovete mangiare ancora di pastasciutta”, oltre ad altre frasi non certo esempio di eleganza, che evitiamo di riportare. Evitando di sollevare altre polemiche e moralismi fini a se stessi – e al netto del lecito momento di scarico di tensione che un ragazzo prova dopo aver vinto un evento del genere – può essere interessante andare a vedere come il trash talking va ad incidere nelle competizioni sportive in generale.

Nel poker, che neanche a dirlo vede nel trash talking addirittura l’arma segreta principale in certi giocatori, è realmente un innocente espediente per garantirsi qualche vantaggio in competizione oppure si tratta di qualcosa di deprecabile che, oltre a non portare benefici, va anche a danneggiare lo spirito sportivo?

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Cosa si intende per “Trash Talking”

Il trash talking è in poche parole il gesto di riempire gli avversari di provocazioni con lo scopo di danneggiarne le performance e distrarli dalla concentrazione necessaria a giocare al massimo delle proprie possibilità. Occorre fare però una doverosa distinzione. Se a prima vista può sembrare la stessa cosa, ci sono due modi ben distinti di fare trash talking.

I professionisti e i bulli del trash talking

Da una parte abbiamo i giocatori o gli sportivi esperti che sanno farlo con i dovuti crismi e soprattutto dandosi dei doverosi limiti dovuti al rispetto delle persone in primis e del gioco o dello sport in generale. Dall’altra parte abbiamo quelli che possiamo definire “bulli”. Giocatori o atleti che prendono la scusa del trash talking per insultare gratuitamente gli altri e scaricare eventuali frustrazioni personali o un qualche eccesso aggressività repressa. Di base parliamo di persone che non hanno chiara la sostanziale differenza tra offese o aggressioni gratuite e trash talking.

Se capita di giocare online e tenere aperta la chat, in genere si capisce in poco tempo di quale tipo di giocatori si sta parlando. Credo sia superfluo spendere troppe parole per coloro che inquinano ogni ambito di socialità con comportamenti tossici. Andare invece ad analizzare il primo gruppo, quindi chi sa come usare questa “tecnica” in modo corretto e profittevole, può essere davvero utile e interessante. Che sia per imparare quest’arte o per sapersi difendere, conoscere le dinamiche del trash talking nel poker darà certamente una marcia in più.

Il trash talking nello sport

Su come le parole possono diventare una potente arma, si è espresso anche un celebre pensatore, Arthur Schopenhauer. “Nell’affrontare e “insultare” gli altri o certi uomini – sostiene il filosofo – ci vuole una sorte di arte per farlo per non soccombere e involgarirsi”. Seppure non si riferisse all’insulto nudo e crudo come a qualcosa di positivo o da valorizzare in qualche modo, riteneva comunque utile padroneggiare questa arte, così da difendersi dai danni che si possono ricevere quando ne subiamo qualcuno, o per saper usare l’arma della parola in modo più preciso ed efficace, se ci troviamo noi nella posizione di doverne fare uso.

Vediamo quindi alcuni esempi celebri di trash talking e, successivamente, come gestire al meglio questa tecnica, sia che vogliamo applicarla, sia che vogliamo difenderci minimizzandone gli effetti.

Basket e calcio: da Larry Bird a Marco Materazzi

Se si parla di basket NBA, gli esempi di trash talking non mancano di certo. Non possiamo non citare Larry Bird, forse uno degli atleti più forti della storia, ma anche uno con la lingua certamente allenata a colpire duramente. Altri grandi campioni come Gary Payton, Dennis RodmanDraymond Green, ad esempio, oltre che per le performance nel gioco, certamente hanno dato spettacolo anche nella “nobile arte” della provocazione.

Per quanto riguarda il calcio, l’esempio più celebre è stata forse la famosa diatriba tra Zinedine Zidane e Marco Materazzi durante la finale dei Mondiali del 2006. Se in diretta planetaria abbiamo assistito alla famosa testata, costata il cartellino rosso al campione francese a fine carriera, la motivazione alla base si è però saputa solamente dopo. Sembra infatti che Marco Materazzi fosse stato l’artefice di tutto, per mezzo di un trash talking decisamente oltre misura. Pare infatti che l’azzurro stesse provocando il francese da parecchio tempo, con lo scopo di farlo innervosire e indurlo a compiere qualche passo falso. La goccia che fece traboccare il vaso, sarebbe l’insulto che Materazzi avrebbe rivolto alla sorella di Zidane, il quale accecato dalla rabbia ha deciso di spostare la diatriba dalle parole al piano fisico, mettendo a terra l’avversario con una forte testata in pieno petto.

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La testata di Zinedine Zidane ai danni di Marco Materazzi dopo il continuo trash talking dell’azzurro. Finale dei Mondiali 2006 Italia – Francia

Negli sport da combattimento: Conor McGregor

Se nel calcio e il basket il trash talking è talvolta un piccolo intermezzo nel gioco, per quanto riguarda gli sport da combattimento come ad esempio l’MMA, si può dire che in certi circuiti o in certe competizione abbiamo, non ironicamente, qualche momento di combattimento a interrompere il trash talking. Chiaramente ciò cui assistiamo quando Conor McGregor dà sfoggio della sua abilità nel colpire con le parole almeno quanto è bravo con calci e pugni, è per la stragrande maggioranza dei casi un puro e semplice espediente per fare spettacolo. I non giovanissimi avranno certamente presente le sceneggiate portate all’estremo dei wrestler della WWE e circuiti similari. Le diatribe fuori dal ring, le aspre rivalità e le accese discussioni a favore di telecamera sono sempre state parte integrante dello spettacolo.

Anche negli sport da combattimento “reali”, la maggior parte delle provocazioni prima del match o durante le varie interviste, sono qualcosa che riguarda maggiormente un discorso di generare hype e fare ascolti, più che un fine pratico circa la competizione vera e propria. Ad ogni modo, che piacciano o non piacciano le MMA o gli sport da combattimento in generale, lascio una raccolta delle più belle performance di trash talk del campione irlandese. Se cerchiamo un maestro nell’arte della provocazione, certamente in lui possiamo trovare una miniera d’oro:

Il trash talking nel poker

Nel mondo del poker abbiamo assistito negli anni alle performance di veri e proprio trash talker professionisti. I più celebri, tra gli altri, giunti anche sui nostri schermi durante le proprie performance migliori, sono stati certamente Phil Hellmuth, Mike Matusow, l’insopportabile Tony G Olivier Busquet.

Quest’ultimo ha anche rilasciato diverse dichiarazioni circa un uso quasi “scientifico” del trash talking. Infatti Busquet ritiene il trash talking una tecnica quasi essenziale nel gioco heads up per ottenere quel piccolo vantaggio che spesso può fare una grande differenza.

Perché è importante conoscere il trash talking

Imparare bene e in poco tempo ad utilizzare l’arte del trash talking è qualcosa di veramente difficile. Riuscire a parlare in modo sciolto ed efficace, trovando le parole corrette per confondere l’avversario stando sempre in equilibrio sul filo sottile che separa la provocazione dalle offese gratuite è un talento per lo più innato o che si è sviluppato in giovane età e affinato poi con la crescita.

Pensiamo ai giovani rapper che da piccoli adolescenti riescono a fare del freestyle molto elaborato. Diciamo che se non abbiamo questo talento innato e non ci siamo mai interessati a sviluppare queste capacità, difficilmente potremo padroneggiarle in poco tempo. Certo è che ci sarà utilissimo in ogni caso conoscere qualche piccolo trucco per non farci tirare in mezzo dal fiume di parole soccombendo senza pietà.

Come non cadere vittima del trash talking

Il primo segreto per non cadere vittima di un avversario esperto di trash talking è quello di non rispondere mai alle domande del giocatore in questione. Specialmente se non riguardano propriamente il gioco. Per nessun motivo dobbiamo dare corda a chi sta provando a incastrarci con le parole. Un altro, forse per certi versi scontato, consiglio è quello di rimanere sempre equilibrati e calmi mentalmente. Diventare stoicamente impassibili non è però di certo qualcosa di semplice da imparare. Diciamo che anche qui la predisposizione personale fa tanto, ma anche i più irascibili possono allenarsi a resistere maggiormente.

Tra i metodi più efficaci per allenarsi a rimanere “centrati” ci sono ovviamente alcune tecniche di meditazione. È sufficiente prendere l’abitudine di fare della meditazione per 5-10 minuti tutti i giorni per avere degli enormi benefici in tal senso già dopo un paio di settimane. Esistono centinaia di video gratuiti, anche guidati o per chi non ne sa ancora nulla. Basta una semplice ricerca su youtube. Un’altra tecnica che ho trovato anche personalmente formidabile, è quella di imparare a guardarsi in terza persona quando si sente che non si è presenti al 100% o l’emotività sta prendendo il sopravvento. In poche parole si tratta di pensare alla realtà come se si trattasse di persone diverse da noi stessi. Se sentiamo quindi che facciamo fatica a gestire lo stato emotivo, visualizzarci in questo modo aiuta a mantenere più facilmente il distacco da ciò che provoca queste reazioni. Osservarci in terza persona ci aiuta a vedere in modo più nitido il legame fra pensieri, emozioni e comportamenti.

Come fare trash talking senza sbagliare

Premesso che viaggiamo sempre sul filo del rasoio e quanto andiamo a dire non sarà certo valido in ogni circostanza e per ogni regolamento in giro per il mondo, vediamo quali sono i consigli per un trash talking che sia efficace, ma al tempo stesso non ci trasformi in player antisportivi o proprio scorretti. Le finalità nel poker sono, come già accennato, il confondere e innervosire gli avversari grazie alle continue provocazioni, ma anche aprire spiragli per cogliere informazioni preziose nel momento in cui il nostro interlocutore abbassa la guardia.

Puntare un avversario per volta

Il primo suggerimento per il trash talker efficace è di non infastidire tutto il tavolo. Se ci mettiamo nelle condizioni di diventare il fastidio al tavolo per tutti, in genere non va a finire molto bene. Fosse anche solo per la dinamica naturale che hanno le persone a coalizzarsi qualora ci sia un nemico comune per tutti.

Parlare solo quando siamo nella mano, in due giocatori, o durante lo shuffle

Il regolamento vieta di parlare del gioco, ma è sottinteso che sarebbe buona cosa evitare di parlare in generale, durante una mano in cui non si è coinvolti o quando altri player, oltre il nostro interlocutore, devono fare azione.

Non infastidire il dealer e non rallentare l’azione di proposito

Se è lecito (o comunque accettato) parlare con l’avversario quando siamo in heads up, non è assolutamente accettato infastidire chi sta lavorando nella casa da gioco e, soprattutto, rallentare il gioco.

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Capire quando si sta esagerando

In linea di massima, quando il dealer o il floorman ci ci suggerisce gentilmente di piantarla lì, significa che siamo già andati un filo oltre. I segnali che possono indicare che stiamo esagerando sono quando ad esempio notiamo che tutti o quasi i giocatori al tavolo sbuffano o fanno evidenti gesti di stizza. Come già detto, lo scopo non è infastidire tutti mettendoceli contro.

Forse l’aspetto più importante: se si va sul personale, attenzione a non offendere o insultare, ma solo a provocare e al limite infastidire. Non è semplice in poche parole fare una disanima adeguata sulla questione. Per capirci, se voglio provocare un avversario che tanka, un conto è dirgli: “Certo che se ci metti tutto sto a fare i calcoli per un call da $20, dovrai tenerti il week end per contare i soldi ti avrò fatto a fine serata” è ben diverso dal dire “Ma la [insulto a piacere] di tua [parente stretta a scelta] non ti ha insegnato a darti una mossa?”. Se non si è più che certi di conoscere il limite fin dove possiamo spingerci, evitiamo del tutto di andare sul personale.

Trash talking: il fine giustifica i mezzi?

Definita la differenza tra farlo in modo corretto e in modo tossico e come poter gestire al meglio il tutto da entrambi i lati, tocca in conclusione affrontare l’elefante nella stanza. Parliamo quindi del trash talking da un punto di vista etico. Il fine, in questo ambito, giustifica i mezzi e la cosa fa parte del gioco? Nel poker mandare l’avversario fuori di testa significa di certo una maggior probabilità di fargli perdere denaro a nostro vantaggio. Ma, come dicono certi player scavati, è denaro che perderebbe comunque contro altri? Sì e no. Diciamo che anche qui fare un distinguo netto non è cosa semplice. Se provocando l’avversario riusciamo a far rimanere il tutto all’interno del tavolo e, terminata la partita o eliminati dal torneo, la cosa finisce lì.

Potremmo non vederci nulla di male. Nel caso però il nervosismo che abbiamo indotto resti addosso al nostro avversario e alzato dal tavolo da poker questi vada a buttare tutto in una slot machine per scaricare la tensione o prenda scelte poco sagge circa le future partite, magari bypassando le regole che si è dato circa la gestione del bankroll? Vero, non è responsabilità nostra ciò che fanno le altre persone fuori dal tavolo. Ma teniamo bene a mente la cosa quando abbiamo qualche dubbio circa i limiti che vogliamo darci nel trash talking. Dopo essersi riempiti di insulti, calci e pugni, gli atleti di MMA lasciano quasi sempre il ring con una stretta di mano e amici come prima. Anche nel poker, “a carte ferme”, dovrebbe diventare una cosa naturale.