Valentino Rossi, perché la bambola gonfiabile fu un affronto a Biaggi?

Cosa ci faceva quella bambola di gomma sotto il braccio di Valentino Rossi nel 1997? Uno scherzo, ma anche una provocazione.

Valentino Rossi (Web)
Valentino Rossi (Web)

Non proprio tutto ciò che fa Valentino Rossi fa notizia, ma quasi. Se nelle ultime ore ci ha deliziati con un incredibile travestimento per Halloween, negli anni The Doctor, non ha mai fatto mancar modo di scrivere di sé almeno una volta a settimana, tra dichiarazioni, polemiche e qualche episodio molto singolare.

Ma il bello è che Vale, lo ha fatto sin dai suoi esordi. Non entrò in punta di piedi nel mondo del Motorsport, anzi, al suo secondo anno ne fece una che ancora oggi fa sorridere e di cui in tanti, cercano foto sul web: si presentò in pista con una bambola gonfiabile. Ma perché?

Valentino Rossi ed il caso ‘bambola’

Dopo la vittoria di Barcellona, il pilota italiano prende con sé una bambola con la scritta “Claudia Skiffer”, e la porta in pista per il giro d’onore. Tutto questo però ha un retroscena, legato ad un altro pilota, il già rivale, Max Biaggi. Tutto nasce dal fatto che Biaggi fu fotografato in compagnia della top model più famosa dell’epoca: Naomi Campbell. E chi era l’altra modella più famosa al mondo al termine degli anni ’90? Ma ovviamente Claudia Schiffer.

Vale ha sempre avuto voglia di scherzare e farsi puntare i riflettori addosso e soprattutto, voleva toglierne un po’ a Biaggi per farlo innervosire e chissà, forse farlo guidare male in pista. E così, Rossi chiese ad un amico di portargli la Schiffer in pista e se non c’era quella vera (ovviamente), allora si doveva pur fare qualcosa.

LEGGI ANCHE>>> Il clamoroso primato di Valentino Rossi, il dato è impressionante

Oggi, siamo ormai al punto in cui la Yamaha ha già trovato l’erede di Valentino, eppure la storia della bambola gonfiabile è stata raccontata talmente tanto, che sembra successa ieri. Quello di Rossi volle essere un gesto di provocazione, ma non tanto per le relazioni private di Max Biaggi. La Schiffer all’epoca rappresentava il nuovo che avanza, rischiando proprio di spodestare l’altrettanto bella modella inglese, dalle copertine di tutto il mondo. Fu forse quello realmente, il segnale che volle lanciare il motociclista di Tavullia: un monito che probabilmente gli ha portato molta fortuna.