Valentino Rossi, la paura per la MotoGP: terribile scenario all’orizzonte?

La carriera di Valentino Rossi ha portato il motociclismo ad un livello mai raggiunto prima. Il punto di vista dell’esperto non lascia dubbi.

Valentino Rossi (Getty Images.)
Valentino Rossi (Getty Images.)

Il ritiro di Valentino Rossi è avvenuto da quasi due mesi, e quel 14 novembre 2021 resterà per sempre nella storia del motorsport. Il “Dottore”, dopo 26 anni di onorato servizio, ha deciso di appendere il casco al chiodo per quanto riguarda le due ruote, optando per una carriera differente sulle auto, dove avrà addosso molta meno pressione.

Ad oltre quarant’anni, la vita ti impone delle scelte. Come da lui stesso raccontato, essere al top della forma era ormai impossibile, e con un palmarès del genere l’appagamento era stato raggiunto da tempo. La Yamaha Petronas ha dato la mazzata finale alle ambizioni del nove volte iridato, che si è scontrato con una moto ben lungi dall’essere competitiva.

Per la prima ed unica volta in carriera, Valentino Rossi ha concluso una stagione del Motomondiale senza salire sul podio. Dal 1996, anno del suo debutto in 125 in sella all’Aprilia, il #46 più famoso del mondo aveva sempre bevuto lo champagne, per almeno una volta a stagione. Nel 2020 era arrivato solo un terzo posto a Jerez, mentre il 2021 non gli ha dato scampo.

Ovviamente, questo non cambia nulla della sua strepitosa avventura in MotoGP. Il livello che ha imposto in pista, quei cinque titoli mondiali messi in fila tra il 2001 ed il 2005 hanno fatto ben capire il talento di questo pilota, che ebbe anche la sfrontatezza di abbandonare la dominante Honda per rendere grande la Yamaha. Probabilmente, se non avesse accettato quella chiamata di Davide Brivio nel 2003, la sua leggenda non sarebbe stata la stessa.

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Valentino Rossi, ecco qual è il suo merito più grande

In un’intervista rilasciata circa tre mesi fa a Guido Meda di Sky Sport MotoGP, a Valentino Rossi venne chiesto quale fosse stata la sua vittoria più importante. Dopo averci pensato un attimo su, il “Dottore” rispose: “Ho reso il motociclismo uno sport popolare, mentre prima era riservato ad una nicchia di appassionati. Tanta gente ora si riunisce davanti al televisore la domenica pomeriggio per vedere le corse, prima, in Italia almeno, non era così“.

Dello stesso avviso è Paolo Lugiato, il vice presidente di Harvard Business School Club of Italy. In un’intervista riportata da “Sportal.it”, Lugiato ha dichiarato: “Senza Valentino Rossi, la MotoGP potrebbe subire un netto calo di interesse, ed ora starà ai piloti attuali tenerlo vivo regalandoci battaglie mozzafiato“.

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Valentino ha avuto il grande merito di rendere questo sport molto popolare, permettendo a tanti tifosi di avvicinarsi ed appassionarsi a questa categoria, prima quasi sconosciuta. Tra i rider attuali c’è molto talento, con Fabio Quartararo che ha già scritto un pezzo di storia, essendo il primo francese ad aver vinto in top class. Mi impressiona molto Pecco Bagnaia, e credo che tra lui e Fabio vivremo delle sfide molto intense già dal prossimo anno, quindi, le emozioni non mancheranno“.