Verstappen è come Schumacher: ecco l’incredibile rivelazione

Ross Brawn ha dichiarato che Max Verstappen ricorda in molti aspetti il Michael Schumacher dei tempi migliori. Ecco le sue parole.

Verstappen (GettyImages)
Verstappen (GettyImages)

Max Verstappen è un talento naturale, un predestinato che sin dai primi anni di vita ha passato le sue giornate sui campi di gara, ma i risultati lo hanno subito premiato. Il suo approdo in F1 è targato 2015, quando la Toro Rosso lo mise in macchina quando era ancora minorenne.

I suoi inizi fecero discutere, a causa dei rischi eccessivi che correva causando numerosi incidenti. Il passaggio in Red Bull lo gratificò sin da subito, con la prima vittoria ottenuta al debutto in Spagna davanti alle Ferrari, tenendo dietro per metà gara Kimi Raikkonen. Le due stagioni successive furono contraddistinte da tanti alti e bassi, con successi spettacolari alternate ad errori madornali.

La svolta arrivò nel 2018 a Monaco, quando un incidente nelle prove costrinse Verstappen a partire dal fondo, in un week-end in cui avrebbe potuto dominare la scena. Da quel momento in poi, la sua squadra ha annunciato la partnership con Honda, cosa che lo ha spinto a prolungare il contratto sino al 2023.

Quest’anno è finalmente arrivata la macchina per giocarsi il titolo, ed il figlio di Jos ha vinto nove gare, portandosi a +19 nel campionato su Lewis Hamilton. A quattro gare dalla fine più una Sprint Race che si correrà sabato in Brasile, Max è il favorito numero uno per la vittoria finale. Quanto fatto in Messico ha stregato tutti, specialmente per aver sverniciato le frecce nere al via con una staccata al limite all’esterno della prima curva,

Verstappen, arriva il paragone con Schumacher

Con così pochi appuntamenti al termine, la pressione è tutta su Verstappen, ma il giovane talento della Red Bull sta dimostrando di non soffrirla affatto. La doppia vittoria di Austin e Città del Messico ha tagliato le gambe a Lewis, con il team di Milton Keynes che è a -1 dai rivali nel mondiale costruttori grazie all’ottimo lavoro di Sergio Perez.

A parlare delle strepitose performance del #33 ci ha pensato Ross Brawn, uno dei boss della F1 che ha rilasciato un’intervista al sito ufficiale del Circus: “La partenza di Max è stata fondamentale per indirizzare il risultato finale della gara. Ha passato entrambe le Mercedes e poi Bottas si è anche girato“.

Michael Schumacher (Getty Images)
Michael Schumacher (Getty Images)

Dalla prima curva in avanti, non ha praticamente avuto rivali. La differenza di passo tra Red Bull e Mercedes è tornata quella che ci aspettavamo dopo un sabato anomalo. Comunque, Max non sta sbagliando nulla, il suo rendimento è impressionante. Ha gestito alla perfezione ogni situazione, ripartendo benissimo dopo la Safety Car senza far avvicinare nessuno nell’arco della corsa“.

La parte più interessante del colloquio riguarda il paragone con Michael Schumacher, con il quale Ross ha lavorato sia in Benetton, che in Ferrari ed infine in Mercedes: “Mi ricorda molto Michael, in diversi aspetti. Anche lui passava molto tempo in pista sin dal giovedì, camminava diverse volte sul tracciato per captarne i segreti. Era un attento osservatore, seguiva le traiettorie e cercava di capire se, anche nelle vie di fuga, fosse tutto normale. Max ha calcolato la possibilità di fare un sorpasso del genere in partenza grazie al lavoro che aveva svolto in precedenza“.

Un confronto che offre tanti spunti di interesse

Quello tra Max Verstappen e Michael Schumacher è un paragone difficile, per certi versi azzardato, ma che può essere riproposto in futuro. L’olandese è ad un passo dal primo alloro iridato, ed una piccola analogia con il Kaiser del 1994 può esserci: il tedesco pose fine ad un periodo di dominio della Williams, anche se durato molto meno di quello Mercedes.

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Legato a quella stagione vi è anche una curiosità: in Benetton, Michael si ritrovò al fianco di Jos Verstappen per diverse gare, ed il padre di Max fu protagonista di quel terribile rogo ad Hockenheim durante il rifornimento. Non si può dire che l’olandese fosse un fenomeno, ma tutto quel talento che a lui è mancato lo ha passato al figlio. E sino ad oggi non ha tradito le aspettative.