Ferrari, altra mazzata: la Mercedes le sottrae un altro primato

La Ferrari continua a vivere il periodo più difficile della F1 moderna. Ora il team di Brackley è in testa a questa speciale classifica.

Ferrari (GettyImages)
Ferrari (GettyImages)

Il Gran Premio del Messico in casa Ferrari è stato piuttosto deludente. Il Cavallino, come dichiarato dallo stesso Mattia Binotto, voleva competere per le posizioni di punta, considerando le caratteristiche della pista favorevoli. Vista la superiorità conclamata della Red Bull, la speranza era quella di avvicinare le Mercedes, le quali sono risultate imprendibili.

Oltre al danno, anche la beffa. Stabilmente davanti alle SF21 si è piazzato Pierre Gasly, capace di portare l’AlphaTauri in quarta piazza. La cosa preoccupante è il gap che il francese ha rifilato a Charles Leclerc sul traguardo, pari a 16 secondi. Ad onor del vero, va detto che Carlos Sainz ha ceduto la posizione al monegasco nel finale, rispettando l’ordine di squadra, ma anche lui era staccato di una decina di secondi dal transalpino.

La Ferrari ha, perlomeno, recuperato il terzo posto sulla McLaren nel campionato costruttori. Il week-end del team di Woking è stato un incubo, complice la penalizzazione in griglia di Lando Norris che è scattato dal fondo della griglia. Daniel Ricciardo invece, si era piazzato tra le due rosse in qualifica, per poi passarle alla partenza.

L’australiano ha tamponato Valtteri Bottas alla partenza, facendolo girare e danneggiando la propria ala posteriore. L’alettone si è poi staccato del tutto, costringendolo a rientrare ai box alla fine del primo giro. La sua gara è risultata del tutto compromessa, facendolo chiudere in dodicesima piazza. Norris, in rimonta, non è andato oltre la decima ottenendo un punticino. La rossa è ora davanti di 12,5 punti, 268 a 255,5.

Ferrari, perso un altro record

Questa staffetta con la McLaren in classifica ha reso felice Mattia Binotto, che ha elogiato il lavoro della Ferrari. La sconfitta patita dall’AlphaTauri non è però andata giù ai tifosi, che hanno visto i loro beniamini subire nuovamente l’onta del doppiaggio. Max Verstappen ha rifilato un giro di distanza a Carlos Sainz a pochi metri dal traguardo, mentre Leclerc ha evitato con orgoglio il sorpasso dell’olandese. Ma la sostanza non cambia poi tanto.

Uno dei record che apparteneva alla Scuderia modenese sin dall’era segnata da Michael Schumacher riguardava le qualifiche: la Ferrari ha ottenuto ottanta doppiette al sabato, l’ultima delle quali proprio in Messico due anni fa. Dal 2014 in avanti, il dominio Mercedes ha consentito al team di Brackley di rimontare di fine settimana in fine settimana, sino all’aggancio avvenuto in Ungheria.

Le frecce nere avevano fatto segnare un 1-2 anche in Turchia, non valido ai fini statistici visto che Lewis Hamilton si era preso dieci posizioni di penalità per la sostituzione del motore endotermico. A Città del Messico, invece, per la Ferrari non c’è stato scampo, e le W12 hanno piazzato l’ottantunesima prima fila della storia Mercedes.

Un sorpasso che fa male

Quello che ferisce il cuore dei tifosi è l’impotenza, il senso di arrendevolezza che ha contraddistinto la Ferrari degli ultimi anni. I rivali anglo-tedeschi sono stati liberi di demolire ogni record senza che il Cavallino si opponesse, non riuscendo a rendere la vita difficile ad Hamilton nell’abbattimento dei primati di Schumacher.

Nella speciale classifica delle doppiette in qualifica, la McLaren è al terzo posto a quota 63, davanti alle 62 della Williams. La Red Bull è quinta ma ben lontana, ferma a 24 prime file. Nonostante la velocissima RB16B, in questa stagione non è mai capitato che le due monoposto di Milton Keynes monopolizzassero la prima fila, a causa di un Sergio Perez non troppo performante.

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Dietro al team di Milton Keynes c’è la Renault a 22, poi la Lotus a 14 e l’Alfa Romeo a 9. Chiudono la Brabham a 6 e la Kurtis Kraft a 5, squadre che, ovviamente, non hanno più la possibilità di alzare le statistiche essendo scomparse da decenni. La Ferrari ha l’obbligo di rialzarsi in fretta, per riprendersi un primato che le apparteneva da anni.