Zhou racconta il suo dramma: parole agghiaccianti le sue

A pochi giorni dal drammatico incidente di Silverstone Zhou ripercorre quei momenti e svela un episodio accaduto al rientro a casa.

Dopo l’incendio sulla Haas di Grosjean nelle battute iniziali del GP del Bahrain 2020, quello occorso a Guanyu Zhou domenica scorsa in Inghilterra, è stato certamente uno degli incidenti più gravi a cui abbiamo assistito nell’ultimo periodo in F1.

Guanyu Zhou (Ansa Foto)
Guanyu Zhou (Ansa Foto)

Gli importanti passi avanti fatti in termini di sicurezza sia sul fronte circuiti, sia su quello delle monoposto, hanno permesso al pilota di essere ancora qui a raccontare l’accaduto e soprattutto ai presenti sul luogo dell’impatto di non farsi nulla.

Zhou ricorda il botto e uno sbaglio…

A poche ore dal via delle prime prove libere dell’Austria, il corridore dell’Alfa Romeo ha riavvolto il nastro ed condiviso con la stampa le emozioni provate in quei secondi che lo hanno separato dal capottamento all’impatto contro le barriere, addirittura scavalcate.

Dopo aver avvertito un colpo (era la W13 di Russell ad averlo urtato) e la macchina che scivolava, ho cercato di accovacciarmi togliendo le mani dal volante in attesa del botto che sapevo violento“, ha affermato. “Ad un certo punto ho sentito del liquido che colava su una gamba. Pensavo fosse del sangue, ma per fortuna non era così“.

Quindi le fasi appena successive quando ancora era su un fianco e stava per essere soccorso: “Ho spento il motore rimasto acceso e seguito le istruzioni dei commissari per uscire dall’abitacolo. Non capivo dove fossi finito. Temevo che la vettura cominciasse a bruciare”.

Dopo aver ringraziato proprio George che, compresa la natura del crash si è precipitato a verificare che stesse bene, il cinese si è detto dispiaciuto per aver spaventato alcuni dei famigliare che lo avevano seguito nel Northampshire.

So di essere stato estremamente fortunato. L’Halo mi ha salvato la vita. Il casco ha solo delle abrasioni superficiali. Io qualche livido“, ha aggiunto soffermandosi su un episodio che è capitato in serata. “La cosa peggiore è stata sbagliare strada per tornare a Londra. Mi sono trovato bloccato in un grande ingorgo sull’autostrada M1!“,

Consigliato alla FIA di aumentare lo spazio tra le reti e le protezioni, “mi sembrava di essere in trappola“, il suo sfogo, il 23enne ha dato prova di non aver perso la voglia di correre. Anzi, al contrario. “Sono molto contento che ci sia subito un nuovo weekend, tanto che la prima cosa che ho chiesto al team è se la PU e il sedile fossero in ordine per gareggiare“, ha dichiarato svelando che il propulsore è stato inviato a Maranello per i controlli di rito.