Binotto tira il freno a mano: ecco il monito ai suoi piloti

Mattia Binotto chiede di non abbassare la guardia ai suoi e ribadisce che la stagione è ancora lungo e tutto può cambiare in ogni momenti.

La Ferrari sta vivendo una grandissima stagione in questo 2022, con Charles Leclerc che sta dominando in lungo e in largo, avendo già ottenuto un grande vantaggio sulla concorrenza, ma nonostante questo Mattia Binotto non vuole minimamente far calare la tensione a Maranello, perché non è ancora il momento di stabilire certe gerarchie.

Mattia Binotto Ferrari (Ansa Foto)
Mattia Binotto Ferrari (Ansa Foto)

La Ferrari si sta rivelando la miglior Scuderia della stagione è il merito è sicuramente da attribuire alla società che ha messo a disposizione dello staff tecnico tutto il materiale possibile per poter costruire una monoposto che potesse essere non solo al livello, ma anche superiore a Red Bull e Mercedes.

Siamo solamente alla quarta gara dell’anno, ma sono già ben 34 i punti di vantaggio di Charles Leclerc su George Russell, l’inatteso secondo in classifica di questa classifica piloti, ma secondo Binotto è ancora troppo presto per parlare si gerarchie all’interno della Scuderia.

Forse doveva essere una dichiarazione di facciata, in particolar modo a poche ore dall’ufficialità del rinnovo del contratto da parte di Carlos Sainz, ma l’affermazione del Team Principal ha lasciato davvero tutti molto perplessi e nessuno ha realmente creduto a questa frase.

Binotto ribalta la storia Ferrari: il primo pilota è sempre stato chiaro

La Ferrari è una Scuderia che ha sempre messo il proprio marchio davanti alle ambizioni dei piloti, come ha sempre specificato Enzo Ferrari perché era la Rossa che sceglieva la guida e non il pilota che decideva di andare a Maranello.

Ecco dunque spiegato il motivo del perché non ci sono mai stati casi nella storia nel quale ci sono stati dei problemi interni tra le due guide, come poteva essere capitato alla McLaren nel 2007 con Alonso ed Hamilton o alla Mercedes sempre con il britannico e Rosberg.

Ciò che contava era il bene della Ferrari, per questo motivo l’unico cosa di interesse era il successo della vettura di Maranello, con un primo pilota che doveva essere aiutato in ogni modo anche dal secondo, in modo tale da poter aumentare le possibilità di vittorie.

Nessuno ha mai messo in discussione la prima guida di Sebastian Vettel nemmeno quando a fargli da scudiero c’era un campione del mondo, proprio con la Rossa, come Kimi Raikkonen e dunque è davvero impossibile credere a Binotto quando dice che Sainz non è il secondo di Leclerc.

Sicuramente se ci sarà un crollo del monegasco ci potrà essere un avvicendamento al vertice, come successo nel 2008 tra Raikkonen e Massa, ma non scherziamo e non prendiamoci in giro, Leclerc ha già dimostrato di essere la prima guida e Carlos sa benissimo che il suo ruolo è quello di secondo estremamente affidabile.