La Yamaha non voleva Valentino Rossi: il clamoroso retroscena di Brivio

Quando Davide Brivio portò il Dottore alla Yamaha, non tutto fu facile come immaginiamo: ecco cosa dovette fare Valentino Rossi.

Valentino Rossi (Getty_Images)
Valentino Rossi (Getty Images)

Davide Brivio, non solo conosce molto bene Valentino Rossi, ma è stato uno dei fattori determinanti per l’arrivo del marchigiano in Yamaha. Dopo il ritiro del 46, anche il manager sportivo ha voluto ricordare alcuni retroscena del passato di Vale. Molti episodi non sono mai stati ascoltati dagli appassionati, nemmeno un retroscena sullo stesso ingaggio da parte del team giapponese.

Valentino intanto, ha già una proposta sul tavolo per i prossimi mesi. Lui sta valutando. Quando andò in Yamaha dalla Honda però, non fu tutto così facile, eppure proprio Brivio con Lin Jarvis, lavorarono molto per il passaggio. In Yamaha, ringrazieranno certamente, visti poi i risultati. Sapete come The Doctor, ha visto per la prima volta la sua moto?

Davide Brivio: “Yamaha non voleva ingaggiare Valentino Rossi”

Partiamo dal principio. Correva l’anno 2003, Valentino e la Honda andavano bene, ma forse il pilota di Tavullia era già in cerca di nuove sfide. E dire, che in Yamaha non erano neanche sicuri di prenderlo: “In un primo momento, Yamaha non voleva ingaggiare Valentino Rossi, perché c’era una corrente che sosteneva che in casi di vittoria tutti pensassero che sarebbe stato solo merito suo. Se invece non avesse vinto, la colpa si sarebbe concentrata sulla moto – spiega Brivio a Motorsport.com – Chi ha cambiato questo pensiero è stato Masao Furusawa, che a giugno del 2003 è diventato leader del progetto. È stato lui a convincere il presidente Yamaha che bisognava ingaggiare Valentino”.

Ma un’altra cosa di cui non si è mai parlato in tutti questi anni, è come Valentino abbia parlato di accordi con i dirigenti Yamaha, le prime volte. Ecco un racconto molto divertente: “Durante il Mondiale 2003, ci vedevamo con Vale quasi ogni fine settimana di gara per parlare di molte cose. La formazione del team, quali meccanici voleva portare con sé, come affrontare i test e altre cose. Il problema era dove vederci, perché nel paddock sei sotto gli occhi di tutti e negli hotel tutti i team sono mischiati”.

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“Uno degli episodi più buffi è stato quello della Clinica Mobile, a Brno. – racconta il dirigente italiano, ora in F1 alla Alpine – Ci siamo visti lì alle dieci di sera passate, quando tutti i fisioterapisti e i medici erano andati via. Abbiamo aperto la zip della tenda, siamo entrati e ci siamo seduti intorno a un tavolo che c’era lì, poi abbiamo iniziato la riunione. All’improvviso abbiamo sentito una moto che si avvicinava e sia io sia Lin ci siamo nascosti sotto il tavolo“.

E di nascosto, Rossi ha anche visto per la prima volta la sua futura moto: “Vale voleva vedere la moto. È stato a Donington Park. Abbiamo aspettato la mattina presto, perché volevamo che nel paddock non ci fosse nessuno. Lui è entrato incappucciato per non farsi riconoscere“.