Tempi duri per i centri scommesse: la legge che ne ha fatti chiudere diversi

Il Trentino è una regione che ha una gestione più ampia delle varie leggi e ciò non è di certo piaciuto al titolare di vari centri scommesse.

La crescita sempre più evidente dei vari centri scommesse ha dato la possibilità davvero a tante persone di poter iniziare a giocare sempre più frequentemente nelle varie sale, con il Trentino che si è dimostrata però una di quelle Regioni in assoluto più attente nel mettere i vari divieti portando in crisi davvero tanti imprenditori.

Centro scommesse (AdobeStock)
Centro scommesse (AdobeStock)

Il discorso legato ai centri scommesse è sempre stato davvero molto complicato, anche perché per molti si tratta solamente di un luogo dove si perdono tanti soldi e dunque vengono visti a tutti gli effetti come il diavolo e il demonio.

Per questo motivo in Italia si stanno facendo davvero tantissime leggi per provare a limitarne sempre di più la diffusione, anche se è innegabile che la nascita dei centri scommesse abbia limitato in maniera davvero molto importante la diffusione del Totonero, una pratica davvero comune in passato.

Ecco dunque che diversi imprenditori hanno deciso di puntare sempre più insistentemente sulla creazione di una serie di locali che avevano l’intento di poter dare la possibilità alla cittadinanza di poter giocare liberamente, ma una legge ha messo in ginocchio un titolare.

Di recente infatti il signor Dino Rebek ha dovuto fare i conti con il nuovo regolamento che vieta la creazione di centri scommesse a meno di 300 metri da luoghi considerati sensibili, in questo caso dunque si intendono: scuole, ospedali e tutte quelle strutture frequentate maggiormente dai minori.

Il titolare in questione possiede la bellezza di ben otto locali, ma sei di essi si trovano a una distanza minore e ciò che lo sta facendo andare al manicomio è il fatto che la Regione Trentino, o meglio la Provincia Autonoma di Trento, abbia deciso di renderla immediata e anche retroattiva.

Una scelta davvero in controtendenza con il resto d’Italia, in particolar modo con la Regione Lazio che ha portato avanti questa battaglia, ma non andrà a toccare tutti coloro che hanno aperto un’attività del genere in passato quando non esisteva questa legge.

Dino Rebek contro la politica in Trentino

La situazione è davvero molto complicata, anche perché all’interno delle sue attività vi lavorano ben 20 persone e degli otto locali a sua disposizione, solamente quattro sono stati acquistati, mentre i restanti sono solo in affitto.

Rebek ha iniziato a scagliarsi violentemente contro la politica locale e in particolar modo contro il centrodestra, fazione politica che in diversi casi ha sempre cercato di sostenere i vari imprenditori anche di questo settore.

In questo senso Forza Italia e Fratelli d’Italia avevano inviato due emendamenti nei quali si cercava di prorogare questa nuova norma a tempi futuri e migliori, mentre la Lega si è schierata apertamente con il centrosinistra appoggiando totalmente questa decisione.

Rebek ha spiegato inoltre come dal suo punto di vista si tratti di una vera e propria mazzata, anche perché il lockdown ha messo in ginocchio moltissime delle sue attività, per questo motivo la sua speranza è quella che si possa trovare un accordo con la gestione politica locale.

A concludere il tutto viene spiegato anche come secondo l’imprenditore la mossa sarà un totale fallimento anche da un punto di vista fiscale, dato che la chiusura di questi esercizi, non solo i suoi, porterà allo Stato un calo delle entrare da 50 milioni a 35 annui, dunque sembra che davvero questa legge non piaccia e non aiuti nessuno, anche perché non è la distanza dalle scuole a far iniziare i ragazzi a giocare d’azzardo.