Ducati, conflitto interno tra MotoGP e SBK? Ecco come stanno le cose

Se la Ducati ha fatto enormi passi avanti in MotoGP, è stato grazie al minor lavoro svolto in Superbike? Questo rischio potrebbe esserci.

Ducati (Getty Images)
Ducati (Getty Images)

Siamo nel 2019, Kawasaki e Jonathan Rea hanno appena conquistato l’ultimo titolo Superbike e l’unica in grado di rispondere sembra la Ducati. Il gioiellino, chiamato Panigale V4R viene consegnato ad  Alvaro Bautista per cambiare le carte in tavola. Da allora però, lo sviluppo della moto per la Superbike è stato lento e soprattutto, di titoli non se ne sono visti. Mentre in MotoGP, Bagnaia che ora giura di voler diventare un simbolo Ducati, si è appena giocato il Mondiale con Quartararo.

E dire che l’italiano ci è davvero andato vicino, quando proprio in MotoGP, ormai la Ducati non era protagonista da tempo. Da questo dato nasce poi il pensiero, forse solo un pettegolezzo, che in Ducati abbiano dato così tanta importanza alla MotoGP, che quasi avranno tralasciato la moto per la Superbike.

Ecco cosa sta succedendo alla Ducati

A motorsport.com, ha spiegato come stanno realmente le cose, Marco Zambenedetti, direttore tecnico della Ducati, che ovviamente nega ogni collegamento tra le due cose. Significative, le sue parole: “Lavoriamo molto a stretto contatto. Sicuramente non abbiamo un budget così grande qui come altri produttori. Ma sono sicuro che abbiamo il miglior modo di lavorare e possiamo analizzare al meglio la situazione. Ciò può essere ricondotto alla nostra esperienza in MotoGP”.

Secondo Zambenedetti, forse le aggiustature alla moto del 2021 non erano così evidenti, ma assicura che non era uguale a quella del 2020. Grandi passi avanti però erano già stati fatti l’anno prima, quindi semplicemente, le modifiche per la nuova non erano state moltissime, ma c’erano. E poi il budget è calato anche a causa della pandemia, come spiega il direttore tecnico di Borgo Panigale: “Inoltre, va detto che le condizioni sono cambiate per tutti. In Europa, le persone hanno dovuto lavorare da casa per molto tempo. Ci sono stati anche tagli ai budget“.

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Forse, anzi in Ducati è stato fatto anche uno sforzo in più per mantenere due sport, e Zambenedetti ci tiene a sottolineare questo aspetto: “Da un lato possiamo essere felici di continuare a far parte di questo sport. A questo punto dobbiamo ringraziare Dorna. Dall’altro, dobbiamo renderci conto che c’erano altre aree che non sono state così fortunate come noi in questo periodo. In MotoGP, lo sviluppo del motore è stato congelato per un anno. C’erano persone che hanno perso la vita in questo periodo. E, per dirla in modo esagerato, noi stiamo solo correndo con le moto”, conclude l’ingegnere.