F1, Ferrari umiliate in Qatar: la reazione di Binotto è inquietante

Le performance delle Ferrari di Leclerc e Sainz sono state pessime sul tracciato di Losail. Non la pensa allo stesso modo Mattia Binotto.

Binotto (Getty Images)
Binotto (Getty Images)

Basterebbe osservare i tempi a fine Gran Premio per stendere un velo pietoso su una delle peggiori prestazione della Ferrari nel 2021. Carlos Sainz e Charles Leclerc, rispettivamente settimo e ottavo al traguardo, sono arrivati ad oltre un minuto e venti dal vincitore della corsa. Senza l’intervento della Virtual Safety Car avrebbero subito anche il doppiaggio di Lewis Hamilton. Le Rosse hanno avuto un ritmo pessimo ad inizio gara, leggermente meglio nella seconda parte di GP, ma non sono mai state in lotta. Sainz e Leclerc sono stati sverniciati in una pista che presentava un solo lungo rettilineo e non si sono potuti difendere dagli attacchi dei diretti avversari.

Constatare che l’Alpine di Fernando Alonso è riuscita a tornare sul podio, dovrebbe far riflettere gli uomini al muretto della Rossa. Persino l’Aston Martin, settima forza nei costruttori, di Lance Stroll ha preceduto le Ferrari e senza il problema della foratura la McLaren Mercedes di Lando Norris avrebbe chiuso avanti a Sainz e Leclerc. Una strategia diversa, tesa a limitare i danni, una buona dose di fortuna e un pit stop regolare ha permesso alla squadra di allungare in classifica sulla McLaren.

Il team di Woking è crollato negli ultimi Gran Premi e la Ferrari ne ha approfittato per accumulare un vantaggio di 39,5 punti. Insieme al buon lavoro dei meccanici, questa è l’unica nota positiva per i tecnici di Maranello. Charles Leclerc si è portato ad un punto da Norris, mentre Sainz ora è a 6,5 punti dal monegasco. Mercedes e Red Bull Racing e non da ieri fanno uno sport a parte, creando un gap impressionante rispetto a tutti gli altri team in pista.

L’opinione di Mattia Binotto

I tifosi della Rossa si augurano che il campionato possa finire presto, sperando in un 2022 all’altezza del glorioso marchio italiano. Per ora la Ferrari di Binotto non si è mai seduta al tavolo dei grandi e il tempo delle promesse è finito. Il 2022 è dietro l’angolo, ma la mentalità del team principal del Cavallino rimane inquietante.

Dopo una performance terribile, paragonabile solo a quella al Paul Ricard, l’ingegnere di Losanna ha elogiato i piloti e il team per la gestione della gara, per i pit stop, ma dimenticandosi di un dettaglio che nel motorsport è essenziale: una macchina veloce. Al momento Charles Leclerc e Carlos Sainz non possono fare molto di più sulla SF21.
Mattia Binotto, al termine del GP del Qatar, vede il bicchiere mezzo pieno. Ai microfoni di Sky Sport F1 il team principal della Rossa ha dichiarato: Non direi che è stato un fine settimana al di sotto delle aspettative, è chiaro che fare settimo e ottavo non è quello a cui si ambisce, però sapevamo che questa pista è difficile per noi a causa dell’usura delle gomme. Avevamo sofferto molto al Paul Ricard e in questo la macchina non è cambiata”.

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“Un risultato che va giudicato in ottica campionato e, pertanto, va visto come un ulteriore passo avanti vero il raggiungimento di quegli obiettivi che ci siamo dati in questo finale di stagione. La squadra ha lavorato bene, in condizioni non certamente agevoli visto che questa è stata la terza gara consecutiva. I meccanici sono stati bravissimi, sia nel sostituire il telaio di Charles nei tempi previsti, evitando così una penalizzazione sulla griglia, sia nell’effettuare due buoni pit stop a pochi secondi di distanza l’uno dall’altro. Ora cerchiamo di recuperare un po’ di energie e cercare di finire la stagione nella maniera migliore possibile”, ha concluso Binotto.