Ferrari, il futuro in F1 è tuo: tanti campioni alla corte di Maranello

Tanti sono i talenti che sono di proprietà della Ferrari, ma in che situazioni si trovano e cosa stanno facendo in questo momento.

Ferrari (AdobeStock)
Ferrari (AdobeStock)

La celebre frase di Enzo Ferrari non smarrirà mai “amo pensare che la Ferrari può costruire piloti tanto quanto macchine” una fase forte ma precisa e chiara. La Ferrari costruisce macchine ma alleva anche piloti per farli diventare campioni.

Impossibile non pensare anche a Jules Bianchi tragicamente scomparso nel 2015, uno dei più migliori piloti prodotti dall’accademia. Ma che non ha avuto fortuna per un brutto incidente, con l’Halo sarebbe ancora vivo.

I talenti in casa Ferrari sono tanti, nel corso degli avviene un vero e proprio ricambio generazionale.

Al momento i campioncini di casa Ferrari sono: Marcus Armstrong, Dino Beganovic, Callum Ilott, Arthur Leclerc, Mick Schumacher, Robert Shwartzman, James Wharton e Maya Weug.

La nota dolente è che tra quelli “ufficiali” della Ferrari Driver Academy non ci sono italiani. È passato Antonio Giovinazzi da qui, anche Antonio Fuoco (senza particolari fortune) e tanti altri. Ma solo Giovinazzi grazie alla Ferrari è riuscito a salire in macchina ad una F1 per correre nel mondiale.

La situazione dei talenti di casa Ferrari

Marcus Armstrong: ha un campionato vinto con la Prema nella Formula 4 Italiana, arriva in Formula 3 finendo secondo nel campionato mondiale. In Formula 2 non riesce a ripetere il suo straordinario rendimento, tredicesimo a fine del primo anno. Peggiora addirittura nel secondo avendo all’attivo un solo podio quest’anno. Rischia il posto nell’accademia.

Dino Beganovic: classe 2004, il nemmeno maggiorenne svedese vanta due campionati svedesi, un campionato italiano con la Ward Racing. Nella Formula 4 italiana arriva terzo al debutto. Attualmente corre nella F3 Asiatica e Regionale Europea. Senza grossi risultati ma è ancora molto giovane.

Callum Ilott: Pochi fraintendimenti, l’inglese di Cambridge un posto in F1 lo meritava e poteva anche starci benissimo. Ma i posti sono solamente 20, e tra piloti paganti e chi di talento per entrare in griglia se non hai la quota monetaria devi essere per forza un campione. Inutile dire che Callum paga essere arrivato dietro a Schumacher nel 2020 in Formula 2, nonostante un campionato strepitoso non è riuscito a portalo a casa. Dopo alcune prove libere con Haas e Alfa Romeo, ritorna attivamente in pista andando in IndyCar. Tra le sue gare anche un terzo posto nella 24 ore di Le Mans con il team Iron Lynx.

Arthur Leclerc: Il fratello classe 2000 del caro Charles Leclerc, è un giovane pilota molto affamato. Il suo primo anno di F3 non è iniziato benissimo ma nel finale di campionato è riuscito a rientrare nella top ten dei piloti. Il vero banco di prova sarà l’anno prossimo dove gli verrà chiesto di mostrare il massimo del suo potenziale. Che, come afferma Charles, è veramente molto alto.

James Wharton e Maya Weug: Il primo classe 2006 è considerato un predestinato, ha già cominciato i test in Formula 4. Il debutto nelle monoposto è già fissato nel 2022. Maya è già nella storia come la prima ragazza ammessa nella Ferrari Driver Academy, classe 2004 ha già affrontato e battuto avversari più grandi di lei. Attesa quest’anno al debutto nelle monoposto di Formula 4.

I migliori talenti di Maranello

I migliori basta poco per capire chi sono:

Robert Shwartzman: Robert ha già vinto la Formula 3 al primo anno, arriva quarto al suo primo anno di F2. Al suo secondo anno di Formula 2 è attualmente al terzo posto ma difficilmente potrà vincere il campionato. Il talento è assolutamente innegabile, serve l’ultimo passo per consacrarlo e portarlo in F1.

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Mick Schumacher: Lui ha già vinto sia la Formula 3, Formula 2 ed attualmente si trova appunto in Formula 1 con la Haas auto che probabilmente non gli permette quest’anno di mostrare tutto il suo potenziale, ma di certo batte regolarmente il suo compagno di team Nikita Mazepin. Atteso l’anno prossimo con una vettura più performante alla stagione decisiva per capire il suo vero livello in F1.