Ferrari, ora basta errori: a Baku ci sono due motivi per sognare

Dopo l’ennesima debacle a Monaco, la Ferrari a Baku è chiamataa  battere un colpo. E ci sono alcuni aspetti per cui sperare.

Nove punti tra Max Verstappen e Charles Leclerc in classifica piloti dopo il GP di Monaco. Pochi, ma che fanno male in casa Ferrari, visto come era cominciata la stagione, soprattutto per i presupposti. La Rossa doveva essere la scuderia favorita dopo questo cambio regolamentare, con una monoposto che è sembrata sin dalle prime battute superiore alla concorrenza. Solo la Red Bull dell’olandese sembrava capace di contrastarla. E quando tutto sembrava andare per il meglio, ecco che il vento è cambiato. Ben tre vittorie in quattro gare per il campione del mondo, che ha clamorosamente recuperato il gap che aveva accumulato dal monegasco. Ora è lui a condurre le danze e la Ferrari deve recuperare.

Charles Leclerc (ANSA)
Charles Leclerc (ANSA)

Leclerc ha bacchettato duramente il team per come sono andate le cose nel Principato, a casa sua, trovando l’appoggio anche di tanti addetti ai lavori che non hanno perso tempo nel criticare Mattia Binotto e soci. Il team principal ha lungamente affermato che certi errori possono capitare ma che non possono più permettersi di far accadere certe cose, “soprattutto nella situazione in cui ci troviamo ora”, ha sottolineato. “Sono abbastanza sicuro che queste situazioni ci renderanno più forti“, ha poi affermato, sottolineando come la Ferrari debba crescere, come sta facendo, per lottare per traguardi così ambiziosi come è un Mondiale.

Ferrari, i motivi per cui sperare a Baku

“Ci vorrà del tempo”, ha detto Binotto dopo Montecarlo. Ma la realtà è che con un Mondiale così pieno di appuntamenti, non c’è tempo per aspettare. Ora arriva Baku, che sulla carta è una pista a favore alla Red Bull, dopo che invece Barcellona e Monaco dovevano essere più adatte alla Ferrari. Ma la domenica ha detto diversamente. Ora sta proprio alla Rossa invertire i pronostici e provare a fare la voce grossa. Da quanto trapela, c’è grande voglia a Maranello di riscattarsi, perché anche dopo l’ultimo weekend è apparso evidente come la F1-75 sia la macchina più veloce del lotto e che solo affidabilità ed errori al box hanno frenato.

Il primo grande pacchetto evolutivo portato a Barcellona, nonostante tutto, ha dato ottimi segnali. Ora serve una vittoria per ripartire di slancio e Baku, dove lo scorso anno arrivò una pole a sorpresa per la Ferrari con Charles Leclerc, può essere una opportunità. Anzi, qualcosa di più. Infatti le simulazioni fatte a Maranello dicono che anche su una pista cittadina che ha nel rettilineo di 2,2 km uno dei suoi punti chiave può fare grandi cose.

E forse c’è anche un punto che può giocare a favore, che è quello legato al fatto che proprio sulla monoposto del monegasco tornerà la seconda unità, quella con meno chilometri che ha debuttato a Miami e che sarà aggiornata con nuovo turbo e MGU-H, i due elementi che sono andati ko proprio a Barcellona quando il numero 16 stava guidando abbastanza agevolmente la corsa. Infatti la parte ibrida proprio in Azerbaigian può risultare fondamentale, visto che è il circuito dove la ricarica è ancora più chiave rispetto ad altri GP. Servirà poi più affidabilità, perché la lotta con Red Bull la Ferrari deve vincerla proprio su questo aspetto.

Altro punto che fa ben sperare è il fatto che la Pirelli ha confermato per Baku le mescole più morbide, con le quali la Rossa a Monaco, con poco grip, ha mostrato un ritmo decisamente superiore alla concorrenza. Adesso c’è da battere un colpo, forte. Perché il rischio è quello di entrare in un loop negativo da cui può essere molto complicato uscire.