Ferrari, non serve solo la macchina: è il team che non va

La Ferrari ha avuto a disposizione un’ottima vettura in Turchia, ma il team ha nuovamente rovinato tutto con la strategia. Ecco come.
Ferrari (GettyImages)
Ferrari (GettyImages)

Il Gran Premio di Turchia è andato in archivio con la vittoria di Valtteri Bottas e della Mercedes, con il team di Brackley che allunga nel mondiale costruttori. Può sorridere anche la Red Bull che conquista un doppio podio, consentendo a Max Verstappen di tornare a +6 nel mondiale piloti grazie al quinto posto di Lewis Hamilton. A masticare amaro è la Ferrari, che ancora una volta non è riuscita a concretizzare un buon potenziale.
Charles Leclerc ha concluso in quarta piazza, mentre Carlos Sainz ha rimontato alla grande dopo essere scattato dall’ultima fila per aver deliberato la quarta power unit. Si tratterebbe di una domenica soddisfacente se dovessimo considerare il potenziale della SF21 visto in questa stagione, ma quanto mostrato dalla vettura in questo week-end lasciava sperare in altro.

La notizia positiva è che la power unit numero quattro sembra funzionare alla grande, ed ha consentito ai piloti di attaccare anche durante una gara bagnata dove il DRS non è mai stato reso disponibile. Sull’umido, Charles ha tenuto senza troppi problemi il passo di Mercedes e Red Bull, qualcosa di impensabile sino a pochi giorni fa.

L’ottima resa della vettura in questo week-end era stata evidente sin dalle prove libere, ed in gara tutto lasciava presagire ad un grande risultato. Il podio è stato nelle mani di Leclerc fino ad una ventina di giri dal termine, ma proprio in quel momento il muretto Ferrari è tornato a commettere degli errori madornali.

La Ferrari va forte, ma il muretto non la asseconda

Al trentasettesimo passaggio, Bottas e Verstappen si sono fermati ai box per montare un’intermedia fresca, visto che il treno con il quale avevano iniziato la corsa era ormai ridotto piuttosto male. Leclerc ha invece deciso di tirare dritto, salendo in testa alla corsa e restandoci per una decina di giri. La scelta si è rivelata chiaramente errata, visto che una volta effettuata la sosta, Charles si è ritrovato con delle gomme troppo “da bagnato” per quelle condizioni.

Perez aveva cambiato le gomme molto prima, e questo gli ha dato la possibilità di attaccare per prendersi il podio. Il messicano non ha avuto difficoltà a prendersi un piazzamento che gli mancava dalla Francia, mentre il Cavallino è tornato a casa con un pugno di mosche in mano.

Le notizie buone che vengono dalla Turchia sono comunque molte, ma riguardano tutte la monoposto. L’ibrido aggiornato che è stato montato sulla power unit numero quattro sta effettivamente dando dei grandi risultati, che forse hanno sorpreso gli stessi uomini di Maranello. I piloti sono molto contenti della vettura, anche se Sainz è incappato in un nuovo errore dei meccanici che lo hanno fatto restare fermo per oltre otto secondi al pit stop.

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Per puntare realmente al top, occore riacquisire anche quella professionalità che da troppo tempo manca al muretto box. Inaki Rueda continua a prendere liberamente delle scelte strategiche del tutto errate, e dopo anni di errori, il suo posto continua a non essere mai messo in discussione. Dopo un buon sabato in cui il team si era mostrato piuttosto intelligente, la situazione sembra essersi ristabilita alla domenica con degli sbagli colossali. Ed a rimetterci sono sempre piloti e tifosi.