Franco Morbidelli, una promessa speciale per Valentino Rossi

Valentino Rossi, ha scelto di fermarsi e correrà a Misano la sua ultima corsa in MotoGP nel Bel paese. Il motociclismo però continuerà in futuro a parlare italiano.

Valentino Rossi (Getty Images.)
Valentino Rossi (Getty Images.)

Nel corso della sua carriera Valentino Rossi si è saputo esprimere ad altissimi livelli in team e moto differenti. È stato un modello per i giovani piloti, allevando nella sua Academy talenti come Franco Morbidelli e Pecco Bagnaia. Il centauro di Tavullia ha stravinto nelle categorie minori con l’Aprilia, per poi legarsi alla Honda nella classe regina. La casa giapponese trovò nel giovane centauro italiano il miglior esponente possibile per pubblicizzare il marchio nel mondo. Un rapporto idilliaco nei primi tempi, grazie agli innumerevoli successi del dottore.

Cosa ha reso Valentino Rossi diverso rispetto agli altri campioni? La capacità di osare e accettare nuove sfide. Dopo gli anni gloriosi con la Honda su cui aveva vinto tutto, in classe 500 e MotoGP. Il n.46 decise nel 2004 che era arrivato il momento di iniziare una nuova sfida. Con i suoi tecnici fedelissimi abbracciò il progetto tecnico della Yamaha, da sempre grande rivale della Honda, e la riportò al primo anno sul tetto del mondo.

Il 2004, probabilmente, fu la stagione che consacrò il dottore nel firmamento delle stelle del motociclismo. Su una moto tutt’altro che incollata all’asfalto, il dottore trovò un feeling eccezionale, riuscendo a levarsi la soddisfazione di vincere su due moto differenti nella classe regina. Una impresa che molti anni prima riuscì ad un altro grande esponente del motociclismo italiano ovvero Giacomo Agostini. Come Vale, dopo una vita di successi con la MV Agusta, nel 1975 il bresciano trionfò con la Yamaha.

La carriera di Rossi è fatta anche da momenti e scelte non proprio felici. Il biennio in Ducati arrivò nel momento sbagliato e nella casa di Borgo Panigale, il centauro di Tavullia non trovò la via del successo. Riuscì, infatti, a salire solo tre volte sul podio in due anni. Quando la carriera di Valentino Rossi sembrava essere avviata alla conclusione, a trentaquattro anni, tornò in sella alla Yamaha.

In molti avevano messo in dubbio le capacità di un nove volte campione del mondo, credendo che non avesse più l’energia e la grinta di prima. Nel 2013 Valentino Rossi tornò a vincere una corsa in uno dei suoi feudi preferiti, ossia Assen. Da lì in avanti, la crescita del dottore con la casa di Iwata fu esponenziale, fino al fatidico 2015. Il pilota della Yamaha avrebbe meritato quel decimo titolo mondiale, per costanza di risultati e un rendimento straordinario, ma un grande Jorge Lorenzo e l’episodio di Sepang con Marquez, segnò in negativo una splendida stagione.

Negli anni successivi Valentino Rossi ebbe la capacità di replicare, arrivando al secondo posto nel 2016 e terzo nel 2018. Nonostante le eccellenti performance, non riuscì a spuntarla nel confronto accesissimo con Marquez. Sarebbe stato interessante assistere ad uno scontro, a parità di moto e di età, tra i due grandi campioni del motociclismo del ventunesimo secolo.

Le parole di Franco Morbidelli per Valentino Rossi

“Proveremo a riportare il titolo mondiale in Italia – ha promesso Morbidelli ai microfoni di Sky Sportquando l’ho visto la prima volta, a primo impatto, ho pensato che fosse magro. Eravamo in palestra e lui si pesava su una bilancia”.

“Un giorno vorrei riuscire a trasmettere la sua passione”, ha confessato invece Pecco Bagnaia.

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Il mondo delle corse ha dato tantissimo a Valentino, rendendolo una leggenda vivente. Ricco e famoso, il n.46 ha ricambiato questo amore, elevando la disciplina ad un livello così alto da renderla attrattiva per le generazioni future. Tra gli esponenti più importanti ritroviamo Morbidelli e Bagnaia che hanno una grande responsabilità, ma anche un obiettivo altrettanto importante.